Cos'è pazzesco; il sito dell'ANSA o che abbiamo ANCORA questo elemento come presidente del Consiglio?In Origine Postato da Henry
L'ho letto questa mattina sul sito dell'ansa, pazzesco...


Cos'è pazzesco; il sito dell'ANSA o che abbiamo ANCORA questo elemento come presidente del Consiglio?In Origine Postato da Henry
L'ho letto questa mattina sul sito dell'ansa, pazzesco...


E' UNA BELLA GARA!In Origine Postato da MrBojangles
Cos'è pazzesco; il sito dell'ANSA o che abbiamo ANCORA questo elemento come presidente del Consiglio?


La BALLA al balzo.
«“Se Rutelli dice che sono ancora comunisti, lo posso dire anch’io...”.
Silvio Berlusconi ieri era raggiante con i giornalisti per il fatto che fosse stato per la prima volta un esponente dell’opposizione ad avvalorare le sue tesi sul “pericolo rosso”».
(Corriere della Sera, 21 maggio 2005)


Su Previti scandaloso Gr2
25 Maggio 2005
«IL PRESIDENTE della Commissione di Vigilanza intervenga sul Gr2 di ieri mattina»: lo chiedono Giorgio Merlo della Margherita, Esterino Montino dei Ds, Gerardo Labellarte dello Sdi, Luciana Sbarbati dei Repubblicani europei, in merito al servizio sulla sentenza Imi-Siir e Lodo.
«Mentre tutte le prime pagine dei giornali italiani di oggi riportano nel titolo la notizia della pena ridotta a 7 anni per Previti, nel sommario del Gr2 Rai delle 7,30 si parla solo dell'assoluzione e non della pena . Non è una scelta di parte: la notizia è un’altra. Ma gli ascoltatori hanno sentito parlare solo dell'assoluzione di Cesare Previti e non della pena di sette anni a cui è stato condannato».
«Chiediamo quindi al presidente Petruccioli - dicono - di acquisire la registrazione del Gr2 delle 7,30 per valutare se sia stato rispettato l'equilibrio e sia stata fornita una corretta informazione».


È vuota la scena del dopo Berlusconi
Giorgio Bocca
Il piccolo regime se ne va senza una gioiosa liberazione.
Ne prendiamo atto con la cattiva coscienza di chi lo ha sopportato passivamente.
E ora il futuro dobbiamo inventarcelo
Non si vedono pile di cadaveri, non ci sono gerarchi impiccati a un distributore di benzina, apriamo le porte delle segrete e non troviamo trofei di teste mozzate, non ci sono camere a gas, non c'è l'ultima stazione del lager, con il cartello della schiavitù totale: 'Il lavoro rende liberi'.
C'è solo l'ultima inutile menzogna:
"L'economia italiana va male perché facciamo troppe vacanze".
La menzogna in politica e nella vita è un rimedio cattivo ma necessario alla noia e all'impossibile, ma la menzogna ridotta al gioco delle tre carte, alla penosa furbizia personale è umiliante.
Il passaggio è forte: da Churchill che promette al suo popolo lacrime e sangue, al Cavaliere che se la cava con gli impiegati dello Stato annunciando: in cassa non ci sono più soldi.
La sincerità beffarda del debitore che se ne lava le mani.
Ma non aveva detto il giorno prima che le casse erano ancora piene e che chi lo negava era un disfattista?
Lo aveva detto, ma cosa contano per i furbi le parole?
Sono stato frainteso.
Prendo atto delle cifre fornite dall'Istat.
Esorto l'opposizione a far fronte al pericolo comune, dice adesso.
Roba dell'altro mondo e gli italiani nemmeno una piega.
Non si vedono file di cadaveri, e neppure trofei di teste mozzate, ma è questa la fine del piccolo regime?
Annunciata da un signore di media età che oggi ha il caschetto dei capelli finti più nero di ieri (si può mostrare ogni giorno un caschetto diverso, un giorno fino a metà nuca, il giorno dopo a nuca intera, si può mostrare ai cittadini questo fregolismo?).
Cose da pazzi e i nostri giornali continuano a prenderlo sul serio, titoli normali, pacati, da ordinaria amministrazione:
'Non è recessione ma stagnazione'.
'Contratti i sindacati ci aiutino'.
Non aveva detto l'altro ieri che in Italia i sindacati sono tutti comunisti, sovversivi?
È stato frainteso, voleva dire esattamente il contrario.
Non è solo lui, intendiamoci, a ballare sull'acqua ondosa come un re travicello.
Dove li mettete i neofascisti che ci ritroviamo?
Il fascismo è stato tante cose, una tragedia e una esplosione di nazionalismo, una infatuazione ducesca e piazzale Loreto, una modernizzazione del paese e la madre dei peronismi, tutto quel che volete, ma non la presa per i fondelli di quelli che si mettono in testa la kippà, vanno a Gerusalemme al sacrario dell'Olocausto, e intanto chiedono la parificazione delle milizie di Salò con i partigiani; cioè la parificazione delle milizie che sono state fino alla fine con i nazisti, con quelli che li combattevano.
Ma è possibile che questo indecente trasformismo sia stato favorito, appoggiato dal piccolo regime di Silvio l'imbroglione?
Il danno, forse irreparabile, che il piccolo regime ha fatto alla nazione è di avere coltivato tenacemente il peggio.
Avevamo una classe politica ballerina, ma tutto sommato di livello europeo.
Ne ha fatto in pochi anni una classe di uccelli migratori che passano da un partito all'altro.
Avevamo una informazione bella di forme e mediocre di carattere.
L'ha riempita nei giornali e soprattutto nella televisione di provocatori e di servi.
Il grande regime del cavalier Mussolini cooptava le penne più abili, il piccolo regime del cavaliere di Arcore ha assoldato pagliacci e pazzoidi.
Il piccolo regime se ne va pian piano senza una gioiosa liberazione e senza grandi rivincite. Ne prendiamo atto con la cattiva coscienza di chi lo ha sopportato passivamente, di chi non ha avuto subito un rifiuto, una ribellione totali.
Ci siamo sporcati tutti le mani in questa vicenda mediocre, abbiamo tutti mostrato la nostra remissività, la nostra sudditanza al consumismo edonista della televisione pubblica e privata, abbiamo partecipato tutti alla resa a un capitalismo senza regole e senza principi.
La scena del dopo Berlusconi è vuota.
L'antifascismo e i partiti antifascisti vanno ripiantati, il futuro dobbiamo inventarcelo.


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Blair e Geldof bacchettano l'Italia:
"Non avete scuse per l'Africa"
La difesa di Tremonti:
"Facciamo più di quello che sembra"
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(articolo)


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Roma, 13:13
BERLUSCONI: MANOVRA-BIS? NON CREDO, CHIEDETE A SINISCALCO
"Io non credo, e' una domanda che dovete porre al ministro Siniscalco, che non esprime preoccupazioni."
Più che altro, non si esprime...![]()


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L'intervento di Berlusconi dopo l'attacco della Lega sull'Euro
«I ministri rispettino il capo dello Stato».
Telefonata di solidarietà del premier a Ciampi.
(Corriere)
(e 'sti cazzi?)


Euro: è scontro Berlusconi-Lega sulla solidarietà a CiampiIn Origine Postato da MrBojangles
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L'intervento di Berlusconi dopo l'attacco della Lega sull'Euro
«I ministri rispettino il capo dello Stato».
Telefonata di solidarietà del premier a Ciampi.
(Corriere)
(e 'sti cazzi?)
Dopo le critiche di Calderoli, il presidente del Consiglio chiama il capo dello Stato:
"Rispettare le massime cariche".
Il ministro:
"Non l'ho attaccato come presidente".
Ma il Carroccio insiste:
"Il premier dovrebbe occuparsi delle conseguenze dell'euro più che richiamare i propri ministri"
(il seguito della "pacata discussione" tra gli alleati "coesi")
Direbbe Pionati...![]()


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"Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta"
(Silvio Berlusconi, 29 marzo 1994).
"Mai mi occuperò di questioni televisive, per non dare l'impressione di voler favorire i miei affari, anzi starò più dalla parte della Rai che della Fininvest"
(Silvio Berlusconi, 30 maggio 1994).
"Le nomine Rai? Io me ne sto fuori e faccio bene.
Il governo ne sta fuori.
Non ne voglio sapere nulla"
(Silvio Berlusconi, Il Messaggero, 12 aprile 2002).
"La Rai? Mi tengo rigorosamente fuori.
Non leggo neppure gli articoli, guardo solo i titoli, con tutte le candidature possibili e immaginabili.
Non voglio parlare di questo tema di cui sono responsabili i presidenti delle Camere"
(Silvio Berlusconi, Ansa, 5 febbraio 2002).
"Il premier Berlusconi mi ha chiamato e mi ha detto: 'Professore, lei è sempre stato al servizio del Paese, adesso è al Paese che deve dare un ultimo contributo e assumere la presidenza della Rai'. E, nonostante le mie perplessità, ho dovuto dare la mia disponibilità... La cosa è stata mal gestita.
Sono molto contrariato.
Gianni Letta e soprattutto Berlusconi certe cose le dovrebbero sapere.
E le dovrebbero saper fare"
(Andrea Monorchio, La Stampa, 2 giugno 2005).
"Andrea Monorchio sarebbe andato benissimo come presidente della Rai, anche in vista della privatizzazione della tv pubblica...
Io pensavo a Petruccioli come presidente, ci si può ripensare se tutto il centrosinistra è d'accordo.
Altrimenti niente"
(Silvio Berlusconi, 2 giugno 2005).