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2001
«Io mi sento più adeguato a portare la mia esperienza di imprenditore nella macchina dello Stato per il benessere di tutti»
2002
«La mia popolarità è al 52% lo dicono i sondaggi
Voglio che la giustizia cambi perché a nessuno deve capitare quel che è capitato a me»
2003
«Manteniamo le nostre posizioni: abbiamo vinto le elezioni con il 49,8%
oggi siamo al 48,3%
Sono il leader europeo che ha il maggior sostegno»
2004
«Il lifting è giusto farlo
Lo devo fare anche perché dovrò affrontare avversari più giovani di me...
Alle elezioni mi batterò contro i comunisti...»
2005
«La sinistra è una palla al piede del Paese
Negli anni passati non ha prodotto nessuna cosa positiva, ma ha diffuso solo pessimismo»
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«Il governo italiano non è credibile quando dice che non era informato del rapimento dell’imam Abu Omar.
È impossibile che ventidue agenti della Cia entrino in Italia, rapiscano una persona già sotto sorveglianza e riescano a scappare senza che il Sismi si accorga di nulla.
Qualcuno non sta dicento la verità».
(Stanfield Turner, ex direttore della Cia, la Stampa, 24 dicembre 2005)
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Il Giornale condannato a risarcire i sindacalisti Cgil definiti titolari di doppie pensioni
La sentenza del Tribunale di Monza.
Nel 2002 il quotidiano della famiglia Berlusconi aveva condotto una campagna di stampa contro 450 dirigenti «privilegiati»
29 Dicembre 2005
NESSUN PRIVILEGIO
Così ha sentenziato il Tribunale di Monza che ha dato ragione a 450 sindacalisti della Cgil giudicando «lesiva» la campagna stampa condotta dal Giornale tra l’agosto e il settembre del 2002 secondo la quale questi sindacalisti erano, con altri, destinatari di doppie pensioni, privilegi ottenuti con una «leggina made in Cgil», «con un decreto salvapensione» che altro non era che una «marchetta», e ancora «regali confederali» e così via.
Un mese di articoli al curaro corredati da elenchi di nomi e cognomi di esponenti sindacali definiti «guardiani dei privilegi». La Cgil, a vari livelli, ricorse contro il quotidiano con azioni civili e penali chiedendo il risarcimento dei danni. La condanna è arrivata nei giorni scorsi con venti sentenze del Tribunale di Monza sezione distaccata di Desio. L’editore, il direttore, alcuni giornalisti sono chiamati a risarcire oltre 450 sindacalisti della Cgil nazionale, della Camera del lavoro di Milano e della Fiom. A darne notizia un comunicato di Corso d’Italia. «Il 16 dicembre - si legge - i rappresentanti della Cgil e del Giornale hanno sottoscritto un accordo transattivo relativo alle vertenze legali promosse da sindacalisti della Cgil, difesi dagli avvocati della confederazione, dopo la campagna scandalistica falsa e denigratoria portata avanti dallo stesso quotidiano, vertenze che in sede civile e in primo grado hanno avuto tutte esito positivo per i sindacalisti coinvolti».
Il quotidiano dovrà dunque pubblicare per due volte (la prima ieri, la seconda entro venti giorni) un comunicato di riparazione con annesso il dispositivo della condanna. Il dispositivo della sentenza sarà pubblicato per due volte anche da altri due quotidiani. È inoltre previsto un risarcimento per una somma «congrua» oltre al pagamento delle spese legali. Le somme previste per il risarcimento del danno, affermano nella nota congiunta Paolo Nerozzi, segretario confederale Cgil e Giovanni Naccari dell’Ufficio giuridico «saranno devolute dalle rispettive organizzazioni di appartenenza dei sindacalisti agli enti morali dalle stesse individuate, così come previsto dalla confederazione fin dall'inizio delle vertenze in questione. Si evidenzia infine la piena riuscita della reazione politica e giudiziaria della nostra organizzazione che vede in tempi rapidi il riconoscimento delle proprie ragioni, rispetto al prosieguo delle vertenze nei successivi gradi di giudizio, dai tempi lunghi e dagli esiti comunque incerti».
Il dispositivo della sentenza è stato pubblicato ieri dal Giornale che dà conto anche dei titoli apparsi dal 13 agosto al 17 settembre 2002 e degli elenchi dei presunti beneficiari di regali e privilegi. Il dispositivo parla di una campagna stampa «lesiva dell’onore e della reputazione di Sergio Cofferati (allora segretario generale, ndr) di Guglielmo Epifani e dalla Cgil», e fissa il risarcimento in 33 mila euro più gli interessi a favore di ciascun attore.
r. ec.
E, i bananas?
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Citazione:
Originariamente Scritto da MrBojangles
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«Il governo italiano non è credibile quando dice che non era informato del rapimento dell’imam Abu Omar.
È impossibile che ventidue agenti della Cia entrino in Italia, rapiscano una persona già sotto sorveglianza e riescano a scappare senza che il Sismi si accorga di nulla.
Qualcuno non sta dicento la verità».
(Stanfield Turner, ex direttore della Cia, la Stampa, 24 dicembre 2005)
«I magistrati italiani che indagano sul rapimento dell’imam Abu Omar hanno chiesto al governo di domandare agli Usa l’estradizione dei 22 agenti Cia sospettati.
Ma il caso si ferma qui.
Il governo filo-Bush di Silvio Berlusconi si sta rifiutando di inoltrare la domanda di estradizione».
(Los Angeles Times, 30 dicembre 2005)
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Citazione:
Originariamente Scritto da MrBojangles
Il tesoro delle scalate: 4 volte Mani pulite
E’ la cifra sequestrata finora alla galassia Fiorani.
Indagini sui capitali di Consorte, Gnutti e Ricucci
Luigi Ferrarella
02 gennaio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...furbetti.shtml
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Per non pagarle una famiglia dovrebbe dichiarare meno di 9800 euro l'anno. E tra spese di laboratorio e di cancelleria gli istituti "caricano" i contributi
Scuola, solo i troppo poveri
possono non pagare le tasse
di SALVO INTRAVAIA
http://www.repubblica.it/2006/a/sezi...tassescol.html
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Par condicio, Berlusconi:
«L'invito di Ciampi non era rivolto a me»
«Al voto scontro tra opposte visioni del mondo. Di Unipol non voglio più parlare, solo ipocrisie sui giornali».
La promessa: pensioni minime a 800 euro
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...19/berlu.shtml
http://www.hevolve.com/ico/bananas.gif
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Roma, 18:55
UNIPOL: D'ALEMA, VESPA E I DISTRIBUTORI DI BOBINE
Scambio di battute, durante la registrazione di 'Porta a porta', tra il presidente Ds, Massimo D'Alema, e il conduttore della trasmissione, Bruno Vespa, sulle intercettazioni che hanno coinvolto il segretario della Quercia, Piero Fassino. Il giornalista riferisce di aver incontrato "i vertici di un grande giornale italiano" e di aver chiesto se avessero le bobine con le intercettazioni pubblicate dal Giornale: "Mi fu risposto di si' - aggiunge - ma avevano deciso di non pubblicarle perche' pensavano che fosse una polpetta avvelenata. Risulta anche a lei?" chiede quindi Vespa a D'Alema. "Questa e' una notizia - dice il presidente della Quercia - dovrebbe citare la fonte". Vespa ribatte, da "giornalista professionista", che preferisce "tenere riservata la fonte", e D'Alema replica: "In epoca di trasparenza vale la pena di fare nomi e cognomi. Poteva innanzitutto chiedere da chi avessero avuto quelle bobine. Cosi' si sarebbe potuto chiarire tutto e avremmo risolto il giallo. Si vede - conclude sarcastico - che di questi tempi i distributori di bobine sono molto attivi...". ()
http://www.repubblica.it/news/ired/u...n_1268562.html