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Discussione: Ballisti!!!!

  1. #551
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    Maroni: "Confermata la tassa sui permessi di soggiorno"

    Il ministro dell'Interno lo annuncia nel decreto sicurezza dopo un incontro con Alfano.
    L'ammontare del contributo per gli immigrati sarà definito dal ministero dell'Economia.
    Un annuncio che smentisce l'intervento di Berlusconi e del governo che avevano stoppato la proposta leghista


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  2. #552
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    solite balle. ma quale liberalismo?!

  3. #553
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    Citazione Originariamente Scritto da virgiliankaos Visualizza Messaggio
    solite balle. ma quale liberalismo?!
    Nessuno, infatti: solo balle ...

  4. #554
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    Predefinito Re: Ballisti!!!!

    E' ora di riportarlo su.

    Non podemos

    (Marco Travaglio)
    Il Fatto Quotidiano del 26/5/2015

    In Spagna vince Podemos, una sinistra giovane che fa la sinistra e con un leader serio che alimenta speranze, che vedremo se saprà soddisfare, ma intanto segnala la vitalità di una democrazia giovane e in buona salute. Nella cattolicissima Irlanda vincono addirittura i matrimoni gay, mentre noi siamo ancora qui a domandarci se sia il caso di riconoscere le unioni civili, patrimonio comune della destra e della sinistra in tutto il resto d’Europa. E l’Italia? L’altra sera, come ogni tanto gli accade quando è sovrappensiero, Berlusconi ha detto almeno una cosa vera a Che tempo che fa.
    Vera e al contempo agghiacciante: i due Matteo, nel senso di Renzi e Salvini, sono i beniamini dei sondaggi e degli elettorati di centrosinistra e di destra perché sono sempre in televisione. Il fatto che abbiano poco di nuovo da dire, e che quel poco sia perlopiù falso, non conta:lo dicono benissimo, e tanto basta in tv, dunque nella testa degli italiani.

    La differenza con B. è che lui, di nuovo,non ha proprio nulla da dire e per di più lo dice malissimo: dunque anche se occupasse da mane a sera i teleschermi come ai (suoi) bei tempi, non sposterebbe voti. E lo sa bene, infatti promette nuovi (o nuove) leader che non ha. Ancora una volta, con buona pace di chi l’ha sempre negato per giustificare il conflitto d’interessi, il Fattore Tv si dimostra, come a ogni elezione dal‘94 a oggi, fondamentale per conquistare o conservare i consensi: il video logora chi non ce l’ha e chi non la fa.
    Prendete anche i 5 Stelle: l’anno scorsosi illusero che bastassero le piazze, mentre Renzi girava i talk show a televendere i suoi 80 euro, e alle elezioni europee li doppiò: 40,8 a 21. Poi Grillo e Casaleggio scoprirono che la tv non è il demonio, basta saperla usare con un pizzico di sale in zucca e saperci mandare chi “buca” e “funziona”, tipo i cinque del Direttorio più alcuni altri. E subito un movimento che pareva destinato al viale del tramonto è tornato a salire nei sondaggi.

    Intendiamoci. Non c’è nulla di incoraggiante nel constatare che siamo ancora il paese più teledipendente d’Europa, dopo tutte le teorie sulla morte della tv generalista,sulle magnifiche sorti e progressive della Rete e sull’inutilità di darci una legge antitrust e sul conflitto d’interessi. Ma le cose stanno così: anche questa campagna elettorale che dovrebbe essere più vicina e attenta ai problemi locali si fa negli studi televisivi: le regioni sono le istituzioni più sputtanate che abbiamo (fra le tante), e dei loro problemi sembra fregare poco o nulla. Tant’è che in video i candidati si vedono pochissimo, oscurati dai soliti Renzi & Salvini, con l’aggiunta (tardiva in tutti i sensi) di B. Tutti e tre accomunati da un sovrano disprezzo per i cittadini, trattati come carne da cannone, o di porco. Anni fa, in un altro raro lampo di sincerità, B. paragonò l’elettore medio a “un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco”. Tutti, ma proprio tutti i leader di partito ci considerano un ammasso di creduloni che si bevono tutto e a cui si può raccontare di tutto. Renzi, il più grande riciclatore di vecchie muffe della storia repubblicana, continua a raccontarci che sta “cambiando l’Italia”. Salvini, che non ha mai lavorato in vita sua e vive di politica da 20 anni, cioè da quando ne aveva 20, si spaccia per il nuovo che avanza e gabella per ricette nuove ed efficaci contro l’immigrazione le vecchie e ammuffite patacche usate per vent’anni da Bossi e Maroni e regolarmente fallite a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale e rionale. B. continua a menarla con la “svolta autoritaria” di Renzi, a cui ha collaborato fino all’altroieri. Mai, nella pur ragguardevole tradizione italiota, s’era visto un così alto, trasversale e totalitario concentrato di balle. In un paese maturo, la rivolta degli elettori umiliati porterebbe a uno sciopero plenario del voto. Qui è tutto più lento,anche se i sondaggi registrano da qualche mese le prime fughe di massa dal nuovo pifferaio, che è riuscito a farsi sgamare molto più in fretta di quell’altro. Fughe che però si indirizzano prevalentemente verso l’astensione, che l’anno scorso con l’aggiunta delle bianche e delle nulle toccò il 45% degli aventi diritto, e che ora sfiorerà il 50. Cioè toglierà all’insieme delle forzepolitiche l’ultimo scampolo di legittimità: quel quorum al di sotto del quale ireferendum non valgono. Se poi la forza antisistema dei 5Stelle confermasse i sondaggi sopra il 20% (pari al 10 degli aventi diritto), avremmo i due terzi degli elettori che contestano in blocco tutti i partiti. Ma servirà a poco. Per un paio di giorni si aprirà il solito dibattito-farsa sul “divario fra paese reale e paese legale” (si fa per dire) e su come “riavvicinare i cittadini alla politica”. Seguirà la consueta spartizione delle poltrone fra partiti la cui voracità è inversamente proporzionale alla rappresentatività. Il manuale Cencelli calcola le percentuali di cadreghe in base ai voti validi, fossero anche 2 o 3. Si spera che stavolta chi vuole protestare davvero lo faccia attivamente, votando contro gli impresentabili di ogni risma e a favore dei presentabili. Chi non vota ha quasi sempre ragione, ma lascia tutta la torta a chi ha torto.

  5. #555
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  6. #556
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    Predefinito Re: Ballisti!!!!

    The New Slurper
    di Marco Travaglio
    Il Fatto Quotidiano 26 giugno 2015

    Devo qualche scusa ai colleghi che ho infilato nel mio libro Slurp per le loro leccate ai potenti italiani.
    Non che non lo meritassero, anzi temo di averne dimenticati parecchi.
    È che – istigato da quelle serpi di Dagospia – ho appena letto l’intervista che The New Yorker ha dedicato a Matteo Renzi e tutto, all’improvviso, m’è apparso molto relativo.
    Compreso il proverbiale, leggendario servilismo della stampa nostrana che un tic piuttosto diffuso contrappone all’irriverenza contundente e urticante di quella anglosassone.
    Fermo restando che in questi anni ho conosciuto giornalisti americani e inglesi (per non dire di quelli del resto d’Europa) che scrivevano dall’Italia cose che i nostri giornaloni non osavano neppure pensare, devo dire che il servizietto che la collega americana Jane Kramer ha riservato a Matteuccio nostro fa impallidire quelli di Giovanni Minoli sotto il mento volitivo di Craxi, di Emilio Fede sotto i tacchi col rialzo del Caimano, di Giuliano Ferrara e Bruno Vespa sotto la scrivania di qualunque premier e anche quelli che il giornalista unico Riotta cazzullo severgnini cerasa merlo meli & C. suole dedicare al nostro aitante presidente del Consiglio.

    Il titolo è già tutto un programma: “Can this man save Italy?”.
    Risposta incorporata: yes, he can! L’esatto contrario del mitico “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy” dell’Economist nel 2001.
    Non bastando il titolo, ecco il sottotitolo: “Young, charming and idealistic, Prime Minister Matteo Renzi is the anti-Berlusconi”.
    Quindi il Genio di Rignano, oltreché giovane, è anche fascinoso e idealista.
    Buono a sapersi, mo’ me lo segno.
    L’aveva già detto Johnny Riotta in una memorabile conferenza in lingua inglese (e che lingua) all’Institute of International and European Affairs IIEA di Dublino, il 9 settembre 2014: “Il suo governo è un governo molto fotogenico ma, allo stesso tempo, pieno di star… Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi subisce molte, molte malignità da parte della stampa italiana perché è bella e bionda, molto bella e molto bionda, ed è, allo stesso tempo, una giovane avvocato capace di mettere in soggezione e che sa molto bene il fatto suo”.
    Ecco, le critiche sono tutta invidia.
    Poi la lingua del Cortigiano Johnny tornava a planare su Renzi: “È riuscito a dire a una generazione che voleva cambiare il Paese: ‘Seguitemi e andremo!’”.
    Ma anche “Vincere e vinceremo!”.

    Per fortuna, a risollevare le italiche lingue umiliate dal New Slurper, provvede uno dei poliglotti più promettenti della nuova generazione: Salvatore Merlo, che dopo anni di allenamento nella palestra del Foglio con i bilancieri linguali che hanno reso grandi Ferrara e la sua lingua, ci regala una perla di purissima bava su Ennio Doris, “Il Banchiere del Cav”. L’incipit è un capolavoro: “Milano3 City”. Poi fioccano le rivelazioni: Doris “rosso di capelli, lungo d’ossa, l’accento veneto cantilenante e poi le formule milanesi, cortesi e carezzevoli, assapora la pienezza dei suoi 75 anni all’ombra di conquiste sicure”. Questo gran pezzo di marcantonio racconta a Merlino che negli anni 80 “tre pretori avevano chiuso le trasmissioni” della Fininvest: è una maxiballa che compie in questi giorni 30 anni, ma Merlino non lo sa e se la beve. “La sua banca – avverte – è stata una pompa di liquidità”. E non solo la sua banca. Quella di Doris è “una vita profumata di terra, di carne, di pastone, di erba, di pioggia, di sudore, di stallatico”. E ora anche di saliva. Il che potrebbe spiegare il suo principale tratto caratteristico, specie al cospetto di cotanto volatile: Doris “sorride quasi sempre, di un sorriso professionale”, anche “per l’ombra associativa”, e questo è “un atteggiamento del volto venuto a farsi col tempo tutt’uno con la carne e le ossa, gli zigomi e la mascella”. Nessuna notizia dei tendini e delle cartilagini. Ma non basta ancora: Egli “ha sulle labbra un sorriso che si rivolge alle cose, come per propiziarsele o per ringraziarle di non essere ostili”.
    Merlo vorrebbe tanto baciarle, quelle labbra, ma si trattiene.
    Se no poi la lingua chi la frena.
    [...]



  7. #557
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    Predefinito Re: Ballisti!!!!

    Cicciobomba Cannoniere
    (Marco Travaglio)

    Ormai l’assuefazione alle balle è talmente diffusa e l’inutilità del Parlamento talmente conclamata che non solo nessuno, nemmeno in quel che resta dell’opposizione, chiede più le dimissioni dei ministri bugiardi.
    Ma si rinuncia persino a invocare il rito – doveroso quanto superfluo – di chiamare il governo a “riferire alle Camere”.
    Lasciamo un momento da parte le balle spaziali sparate ogni giorno da Renzi (negli asili, nelle elementari, nelle medie e nelle superiori che stanno riaprendo i battenti già si assaporano gli effetti balsamici della “Buona Scuola”), anche perché è impossibile acchiapparle tutte. E concentriamoci su due fra i ministri più ballisti: Angelino Alfano e Giuliano Poletti.
    Alfano è quello che accusa la giunta di Ignazio Marino (mai indagato) per Mafia Capitale e si tiene nell’Ncd e nel governo il sottosegretario Giuseppe Castiglione (indagato per turbativa d’asta sul Cara di Mineo); poi, al posto del Comune di Roma, scioglie il municipio di Ostia, pur ammettendo che “la legge prevede il commissariamento di Roma, ma abbiamo ritenuto che non sussistessero i presupposti e sussistessero invece per un supporto del Viminale per cambiare la rotta”: una barzelletta.
    Però annuncia in pompa magna che – grazie a un disegno di legge, a un decreto e a vari regolamenti varati dall’ultimo Consiglio dei ministri – Marino sarà guardato a vista dal prefetto Franco Gabrielli per “gli interventi di risanamento dei settori risultati più compromessi dagli accertamenti ispettivi” e per il “raccordo operativo tra le Istituzioni interessate alle opere per il Giubileo”.
    La stampa erige subito il monumento equestre a Gabrielli “super prefetto” con tanto di “super poteri”, manco fosse il generale Dalla Chiesa, per altro sprovvisto di super poteri esattamente come Gabrielli. Il quale avrà gli stessi identici poteri di prima: quelli di qualunque altro prefetto di qualsiasi altra città. Come se il governo non si fosse mai riunito e non avesse mai deliberato.
    Tutta fuffa per giustificare l’ingiustificabile e illegittima decisione tutta politica di Alfano e Gabrielli di non sciogliere il Comune di Roma, violando la legge che, in casi analoghi e anche molto meno gravi, prevede lo scioglimento: infatti lo ha provocato – spesso per molto meno – in ben 253 consigli comunali dal 1991 a oggi. Il perché lo sanno tutti: i sondaggi dicono che, se Roma tornasse alle urne, vincerebbero i 5Stelle. Ma questo non si può dire. Molto meglio mentire anche sul movente della menzogna.
    E così si racconta che, col Giubileo alle porte, non si può votare (falso: le poche opere per il Giubileo sono già state quasi tutte deliberate; e in ogni caso, sciolta la giunta, la città sarebbe regolarmente governata dal commissario). Come può il ministro dell’Interno mentire così spudoratamente e impunemente?

    Poletti è quello che troneggiava con tutta la panza al famoso cenone del 2010 in un centro per rifugiati organizzata dal capotavola Salvatore Buzzi (già ergastolano per omicidio, poi riarrestato per Mafia Capitale), con il sindaco Pdl Gianni Alemanno (oggi inquisito anche lui per mafia), il capo dell’Ama Franco Panzironi (arrestato con Buzzi), il pregiudicato in semilibertà Luciano Casamonica e il consigliere Pd Daniele Ozzimo (ora indagato).
    E già per questo dovrebbe sloggiare dal governo per motivi di precauzione igienico-sanitaria.
    Poi ogni mese spaccia dati taroccati sull’occupazione per magnificare gli effetti miracolosi del Jobs Act che finora non ha neppure scalfito la disoccupazione, sempre ferma al 12,7%, cioè allo stesso livello del febbraio 2014, quando nacque il governo Renzie e Poletti divenne ministro del Lavoro. Il suo problema è che non conosce la sottrazione: non riesce a levare i contratti cessati dalla somma di quelli attivati. Non è cattivo, proprio non ce la fa: il segno meno non gli risulta. Giocondo e rubicondo com’è, vede solo il più. E quando non c’è se lo inventa. L’altro giorno Ciccio-bomba Cannoniere ha mentito addirittura più del solito e, una volta sgamato, è stato costretto a rettificare, minimizzando però la falsificazione come un innocente “errore umano”. Si era semplicemente scordato 1.392.196 contratti cessati. Che sarà mai. Una svistina da niente, che gli ha consentito di occupare le prime pagine dei giornali e i titoli dei tg con l’annuncio di 630.585 contratti a tempo indeterminato nei primi sette mesi dell’anno.


    Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 01/09/2015.

  8. #558
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    Predefinito Re: Ballisti!!!!

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Cicciobomba Cannoniere
    (Marco Travaglio)

    Ormai l’assuefazione alle balle è talmente diffusa e l’inutilità del Parlamento talmente conclamata che non solo nessuno, nemmeno in quel che resta dell’opposizione, chiede più le dimissioni dei ministri bugiardi.
    Ma si rinuncia persino a invocare il rito – doveroso quanto superfluo – di chiamare il governo a “riferire alle Camere”.
    Lasciamo un momento da parte le balle spaziali sparate ogni giorno da Renzi (negli asili, nelle elementari, nelle medie e nelle superiori che stanno riaprendo i battenti già si assaporano gli effetti balsamici della “Buona Scuola”), anche perché è impossibile acchiapparle tutte. E concentriamoci su due fra i ministri più ballisti: Angelino Alfano e Giuliano Poletti.
    Alfano è quello che accusa la giunta di Ignazio Marino (mai indagato) per Mafia Capitale e si tiene nell’Ncd e nel governo il sottosegretario Giuseppe Castiglione (indagato per turbativa d’asta sul Cara di Mineo); poi, al posto del Comune di Roma, scioglie il municipio di Ostia, pur ammettendo che “la legge prevede il commissariamento di Roma, ma abbiamo ritenuto che non sussistessero i presupposti e sussistessero invece per un supporto del Viminale per cambiare la rotta”: una barzelletta.
    Però annuncia in pompa magna che – grazie a un disegno di legge, a un decreto e a vari regolamenti varati dall’ultimo Consiglio dei ministri – Marino sarà guardato a vista dal prefetto Franco Gabrielli per “gli interventi di risanamento dei settori risultati più compromessi dagli accertamenti ispettivi” e per il “raccordo operativo tra le Istituzioni interessate alle opere per il Giubileo”.
    La stampa erige subito il monumento equestre a Gabrielli “super prefetto” con tanto di “super poteri”, manco fosse il generale Dalla Chiesa, per altro sprovvisto di super poteri esattamente come Gabrielli. Il quale avrà gli stessi identici poteri di prima: quelli di qualunque altro prefetto di qualsiasi altra città. Come se il governo non si fosse mai riunito e non avesse mai deliberato.
    Tutta fuffa per giustificare l’ingiustificabile e illegittima decisione tutta politica di Alfano e Gabrielli di non sciogliere il Comune di Roma, violando la legge che, in casi analoghi e anche molto meno gravi, prevede lo scioglimento: infatti lo ha provocato – spesso per molto meno – in ben 253 consigli comunali dal 1991 a oggi. Il perché lo sanno tutti: i sondaggi dicono che, se Roma tornasse alle urne, vincerebbero i 5Stelle. Ma questo non si può dire. Molto meglio mentire anche sul movente della menzogna.
    E così si racconta che, col Giubileo alle porte, non si può votare (falso: le poche opere per il Giubileo sono già state quasi tutte deliberate; e in ogni caso, sciolta la giunta, la città sarebbe regolarmente governata dal commissario). Come può il ministro dell’Interno mentire così spudoratamente e impunemente?

    Poletti è quello che troneggiava con tutta la panza al famoso cenone del 2010 in un centro per rifugiati organizzata dal capotavola Salvatore Buzzi (già ergastolano per omicidio, poi riarrestato per Mafia Capitale), con il sindaco Pdl Gianni Alemanno (oggi inquisito anche lui per mafia), il capo dell’Ama Franco Panzironi (arrestato con Buzzi), il pregiudicato in semilibertà Luciano Casamonica e il consigliere Pd Daniele Ozzimo (ora indagato).
    E già per questo dovrebbe sloggiare dal governo per motivi di precauzione igienico-sanitaria.
    Poi ogni mese spaccia dati taroccati sull’occupazione per magnificare gli effetti miracolosi del Jobs Act che finora non ha neppure scalfito la disoccupazione, sempre ferma al 12,7%, cioè allo stesso livello del febbraio 2014, quando nacque il governo Renzie e Poletti divenne ministro del Lavoro. Il suo problema è che non conosce la sottrazione: non riesce a levare i contratti cessati dalla somma di quelli attivati. Non è cattivo, proprio non ce la fa: il segno meno non gli risulta. Giocondo e rubicondo com’è, vede solo il più. E quando non c’è se lo inventa. L’altro giorno Ciccio-bomba Cannoniere ha mentito addirittura più del solito e, una volta sgamato, è stato costretto a rettificare, minimizzando però la falsificazione come un innocente “errore umano”. Si era semplicemente scordato 1.392.196 contratti cessati. Che sarà mai. Una svistina da niente, che gli ha consentito di occupare le prime pagine dei giornali e i titoli dei tg con l’annuncio di 630.585 contratti a tempo indeterminato nei primi sette mesi dell’anno.


    Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 01/09/2015.
    ministri perfetti per i coglioni che ci credono.
    pensa che qui sul forum abbiamo addirittura dei super-coglioni che fanno finta di crederci
    So' Gonfu (cit.)

  9. #559
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    Predefinito Re: Ballisti!!!!

    il titolo però è impreciso, ballisti è plurale ...

    non sarebbe opportuno correggerlo in "Ballista"?

    e casomai aggiungere una didascalia esplicativa, che so ... "l'acefalo copincolla di Travaglio" o una cosa così.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  10. #560
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Re: Ballisti!!!!

    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 
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