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Re: Ballisti!!!!
Giorgio's bullshits
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Ne riporto una per tutte (il resto al link):
“La riforma è sostenuta con convinzione da moltissimi magistrati, anche molti più di quanti lo dichiarino pubblicamente. Forse ci si dovrebbe interrogare sul perché alcuni preferiscano non dichiararlo”.
I magistrati in servizio che si sono schierati apertamente a favore della riforma, sottoscrivendo l’apposito appello, sono 34 su 9.657 (intervistati quasi quotidianamente dai giornali di destra).
All’ultima assemblea generale dell’Associazione nazionale magistrati, lo scorso ottobre, il documento finale che lanciava la campagna per il No è stato approvato con sei voti contrari e un astenuto su 1.296.
È certamente possibile, come dice la premier, che altri giudici e Pm sostengano la riforma e preferiscano non dirlo (non è chiaro per quale motivo).
Ma è un'affermazione ovviamente indimostrabile.
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Re: Ballisti!!!!
Sempre a proposito di bullshit, quelle su Gratteri spiegate "semplici":
NESSUNO TOCCHI GIUSEPPA
Editoriale di Marco Travaglio
12 marzo 2026
Giù le mani da Giuseppa Lara Bartolozzi in arte “Giusi”, già avvocata, giudice a Gela, a Palermo e a Roma, poi folgorata sulla via di Arcore e deputata di FI, poi vicecapo gabinetto, infine capo al ministero della Giustizia con Nordio in quota FdI, indagata per false dichiarazioni al pm sul caso Almasri.
Qualcuno vorrebbe farla dimettere, ma non scherziamo: sta bene dov’è.
Proprio come Nordio, sempre sia lodato.
Avercene di esponenti del governo che dicono ciò che pensano tutti gli altri.
In ogni legge c’è sempre un “non detto” sui veri moventi di chi la propone: sulla schiforma della magistratura invece, grazie a Giusi, Carletto Mezzolitro&C., è tutto detto: il Sì serve a trasformare i pm in “avvocati dell’accusa” (Nordio); a “togliere ai pm la direzione della polizia giudiziaria” (Tajani); a impedire che vengano indagati ministri che commettono reati, oggi di destra e domani di sinistra (Nordio); a “lasciar governare il governo” contro le leggi e la Costituzione (Meloni); a “togliere di mezzo la magistratura che è un plotone di esecuzione” (Bartolozzi). Eccettuati, si capisce, i magistrati già tolti di mezzo dai plotoni di esecuzione del terrorismo rosso e nero, della mafia e della ’ndrangheta: quelli purtroppo non si possono ammazzare due volte.
Però si può allungare la lista insultando e isolando quelli rimasti inopinatamente vivi, tipo Gratteri e Di Matteo ancora in servizio, o Scarpinato e Cafiero De Raho già in pensione, affinché chi di dovere provveda al più presto, come già per Falcone e Borsellino, insultati e isolati finché Cosa Nostra li tolse di mezzo. In questo senso, le calunnie delle fogne a mezzo stampa e tv contro i quattro reprobi, gli alti lai se si difendono annunciando querela a chi inventa falsità su di loro e soprattutto l’appello di Giusi proprio in una tv di Catania potrebbero rivelarsi piuttosto efficaci affinché chi ha orecchi per intendere intenda. Ma ci sono altri tre ottimi motivi per lasciare Giuseppa lì dov’è.
1) Se si dimettesse, tornerebbe a fare il magistrato, cosa di cui francamente non si avverte l’esigenza: già, grazie agli straordinari salvataggi operati dal centrodestra, è rientrato in servizio Cosimo Ferri e rischia di seguirlo a stretto giro Luca Palamara; manca solo la Bartolozzi.
2) Siccome la Meloni entrò in politica a 15 anni per lo choc dell’assassinio di Borsellino, giudice e poi pm di destra, nel cui culto sono cresciute due generazioni di giovani ex missini in An e poi in FdI, è possibile che apra un braccio di ferro con la zarina; e che questa decida di dire finalmente la verità sullo scandalo Almasri.
3) Se vince il Sì e tolgono di mezzo la magistratura, essendo Giusi una magistrata, tolgono di mezzo anche lei.
Comunque vada, sarà un successo.
Il Fatto Quotidiano
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... :)
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Re: Ballisti!!!!
Avendo "bruciato" tutti i testimonials DEFUNTI (ovviamente incapaci di smentite), ormai si sono ridotti a portare come testimonials noti INCIUCISTI spacciati per "comunisti".
Questa l'ultima (penultima?) pagliacciata:
https://scontent.fpsr1-1.fna.fbcdn.n...Aw&oe=69B86413
N.B.:
- il titolo IV° Cost. comprende DIECI articoli (dal 101 al 110), ai quali va aggiunto il RESO costituzionale (ma incostituzionale quando presentato per legge ordinaria) Art. 111, cosiddetto "giusto processo".
- quel DDL inciucista è stato CESTINATO in Commissione appena presentato.
... :teach:
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Re: Ballisti!!!!
Pensavate che avessero raccattato solo l'ex magggistrata politicizzzata Bartolozzi al ministero di Mezzolitro? ... :nonow:
https://scontent.fpsr1-1.fna.fbcdn.n...sg&oe=69B8D213
P.S.: è questo che si "occupa" della presidente di tribunale della famiglia "boschiva".
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Re: Ballisti!!!!
All'ANM sono iscritti circa 9.600 magistrati su 9.900. Ma questo dive vive?
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Re: Ballisti!!!!
Citazione:
Originariamente Scritto da
Dario
All'ANM sono iscritti circa 9.600 magistrati su 9.900. Ma questo dive vive?
Novemilaseicento compagn! divisi in correnti varie, appunto.
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Re: Ballisti!!!!
Citazione:
Originariamente Scritto da
giondoe
Novemilaseicento compagn! divisi in correnti varie, appunto.
Solo 2.000 sono iscritti a correnti varie.
Uno che ha fatto molta carriera, Gratteri, non è iscritto a nessuna corrente e neppure all'ANM. Tanto per smentire che per fare carriera bisogna essere iscritti ad una corrente.
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Re: Ballisti!!!!
Ecco.
Ora ch'è resuscitato anche "7 sins" ci sono (quasi) tutti ... :facepalmi:
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Re: Ballisti!!!!
"VI" stanno prendendo per il "bùco" ... :D
Riforma, l’Alta Corte col buco: Nordio fa un pasticcio e l’organo non potrà sanzionare i magistrati
di Paolo Frosina
Stando alla lettera delle norme, l’Alta Corte non potrà sospendere né rimuovere i magistrati dall’ordine giudiziario, e nemmeno infliggere la sanzione accessoria del trasferimento di sede o di funzioni
https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-c...15-690x362.jpg
... :)
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Re: Ballisti!!!!
Citazione:
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Stando alla lettera delle norme l’Alta Corte non potrà sospendere né rimuovere i magistrati dall’ordine giudiziario, e nemmeno infliggere la sanzione accessoria del trasferimento di sede o di funzioni
“Una novità importantissima”, anzi “una svolta” che renderà “la giustizia più efficiente” e “i magistrati più responsabili”. Nei giorni decisivi della campagna, il governo e il fronte del Sì al referendum spingono soprattutto su un contenuto della riforma Nordio: la creazione dell’Alta Corte disciplinare, il nuovo organo che dovrebbe sanzionare giudici e pm per i loro illeciti professionali al posto del Consiglio superiore della magistratura, considerato troppo indulgente. La stessa Giorgia Meloni ha battuto molto sul tema nei suoi ultimi interventi: “Finalmente anche i magistrati verranno giudicati da un organismo terzo”, ha detto la premier, ventilando future punizioni per le toghe che adotteranno decisioni pro-migranti. Eppure proprio sull’Alta Corte il testo della riforma contiene un clamoroso pasticcio normativo, un errore blu capace di renderla di fatto inutile: sulla carta, infatti, il nuovo tribunale istituito per giudicare i magistrati non potrà emettere le sanzioni più gravi, che resterebbero riservate ai due futuri Csm (uno per i giudici e uno per i pm).
Da settimane il tema è oggetto di discussione tra i costituzionalisti. L’incongruenza infatti è evidente: da un lato, in base al nuovo articolo 104 della Costituzione, “la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, è attribuita all’Alta Corte disciplinare”. Dall’altro, però, il governo si è dimenticato di adeguare l’articolo 107, che continuerà a recitare così: “I magistrati (…) non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del rispettivo Consiglio superiore della magistratura” (l’unica aggiunta è la parola “rispettivo”). Stando alla lettera delle norme, quindi, l’Alta Corte non potrà sospendere né rimuovere i magistrati dall’ordine giudiziario, e nemmeno infliggere la sanzione accessoria del trasferimento di sede o di funzioni; questi compiti spetteranno ancora ai due Csm, mentre il nuovo organo potrà adottare solo i provvedimenti più lievi, cioè l’ammonimento, la censura e la perdita di anzianità. Un’auto-beffa per il governo, che sognava di usarlo come manganello contro le toghe “nemiche”.
Di un “buco evidente” parla Enrico Grosso, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino e presidente onorario del comitato “Giusto dire No” promosso dall’Associazione nazionale magistrati: nella riforma, denuncia, c’è “una contraddizione destinata a creare insuperabili difficoltà nel funzionamento in concreto del nuovo sistema disciplinare. La fretta del Parlamento e il suo testardo rifiuto di ascoltare qualunque obiezione questa volta ha giocato un brutto scherzo. Del resto, come dice il saggio, la gatta frettolosa partorisce gattini ciechi”, affonda. Come se ne esce? Le leggi attuative in questo caso servono a poco: per rimediare, infatti, si dovrebbero limitare in qualche modo i poteri attribuiti ai Csm dall’articolo 107, ad esempio prevedendo che gli organi di autogoverno si limitino a dare esecuzione alle decisioni dell’Alta Corte. E questo, sottolinea Grosso, “sarebbe incostituzionale”. Peraltro, ricorda, il Csm “è un organo collegiale, che delibera a maggioranza e la cui volontà si forma indipendentemente da ciò che possa aver precedentemente deciso l’Alta Corte”: quindi, pronostica, “nella migliore delle ipotesi il sistema non funzionerà. Nella peggiore si instaurerà un sordo e strisciante conflitto tra organi costituzionali, anzi tra poteri dello Stato. I costituenti”, conclude, “avevano costruito una macchina oliata e armonica, i cui ingranaggi ruotavano bene perché erano stati pensati per funzionare tutti insieme. I nostri apprendisti stregoni hanno fatto l’ennesimo pasticcio”.
Sulla stessa linea il ragionamento di Gaetano Azzariti, ordinario alla Sapienza di Roma: “È evidente che la norma è stata scritta male, isolando l’Alta Corte dal sistema costituzionale”, dice al Fatto. Per uscirne, ipotizza, la legge ordinaria potrebbe prevedere che i due Csm intervengano dopo la decisione dell’Alta Corte con un “secondo atto” per trasformare la sanzione in realtà: questo passaggio, sottolinea però, “non può essere un atto dovuto, mentre nelle intenzioni della maggioranza, presumibilmente, dovrebbe essere solo formale”.
Se passasse il Sì, insomma, “la previsione è facile: le norme attuative arriveranno alla Corte costituzionale, che dovrà metterci una pezza cercando un’interpretazione accettabile, com’è già stato per le antinomie presenti nella riforma del Titolo quinto. Una buona ragione per votare No ed evitare di gettare questioni così delicate nel mare del caos”.
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