dalla rete:
i "ragionamenti" di un internazionalista nero (così simili a quelli dei rossi "nazionali"):
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Il fatto che 57 milioni di persone siano nate nella penisola che si chiama Italia e che, per legge, abbiano la cittadinanza italiana, non vuol dire che nei loro riguardi io, in quanto italiano, debba essere per forza di cose solidale.Specialmente se considero che moltissimi di loro ogni giorno operano per farmi scomparire dalla circolazione, per cancellare dalla storia e dalla politica la mia concezione del mondo e della vita, cioè i miei Valori. Allora qui si ritorna all' antica diatriba che investì già venti secoli fa il Giudaismo in rapporto al Cristianesimo:la concezione del prossimo.Cristo diceva:"ama il prossimo tuo come te stesso" intendendo per "prossimo" l'umanità intera.I Giudei, invece, dicevano che il loro "prossimo" era rappresentato soltanto dagli altri Giudei, cioè i loro confratelli, coloro che condividevano le stesse credenze ed appartenevano ad uno stesso popolo. Se io dovessi scegliere fra le due interpretazioni, opterei senz'altro per quella dei Giudei, in quanto considero mio fratello soltanto colui che la pensa come me, che è , come me, portatore degli stessi Valori , degli stessi Ideali. Infatti, spesso è avvenuto che di fronte a scelte di fondo su determinati Valori, fratelli di sangue si siano divisi, come è accaduto durante la Repubblica Sociale Italiana in cui abbiamo avuto nella stessa famiglia figli che combattevano nell'esercito del Nord e figli che combattevano coi "badogliani" se non addirittura coi partigiani. Il fatto che fossero fratelli di sangue non fu determinante ai fini della scelta.Alcuni sentivano che certi Valori erano difesi dal Fascismo repubblicano altri, invece, dai badogliani uniti agli anglo-americani.Eppure erano tutti cittadini italiani.A dimostrazione, ancora una volta, che il principio di cittadinanza non può essere un elemento vincolante ai fini dell'esercizio della solidarietà e della condivisione. Come fascista ( o neofascista) gli angloamericani sono stati gli affossatori della concezione del mondo e della vita mia , dei miei padri e nonni spirituali.Quindi nei loro riguardi non posso nutrire alcuna simpatia.Ed oggi, in quanto portatori degli stessi antiValori in Iraq, in Afghanistan, in Kossovo ,in Palestina e in tutte le altre parti del mondo sulle quali dal 1945 hanno allungato le mani per appropriarsi delle ricchezze della terra con la scusa della democrazia e della libertà, non possono ottenere la mia condivisione alla loro politica.Nè possono ottenerla i loro alleati in queste avventure come, ad esempio, l'Italia. Tutto questo preambolo per arrivare ad alcune affermazioni che a molti dei miei destinatari potranno sembrare azzardate. Se Fabrizio Quattrocchi era un fascista ,ha sbagliato ad avventurarsi nei meandri della crisi irachena per ottenere veloci guadagni.Perchè questo non rientra nella visione del mondo fascista.Se non era un fascista , la sua morte è soltanto la conseguenza di scelte sbagliate di cui ognuno, individualmente, deve rispondere nella propria vita e quindi non mi interessa più di tanto. Se poi era un antifascista, un filoamericano allora gli sta bene quello che gli è capitato, così altri eventuali avventurieri ci penseranno su due volte prima di recarsi in quel Paese o in altri ancora un domani. Non sono un italiano di religione islamica. Anzi sono contrario alla presenza di extracomunitari in Italia non perchè islamici o seguaci di altre religioni ma perchè portatori del meltingpot . Sono favorevole alla guerriglia irachena non perchè fatta da islamici ma perchè fatta contro chi si è eretto a dominatore del mondo . Per me chi combatte i miei nemici con le armi fa quello che io non posso fare. I liberaliberisti e i progressisti di tutti i Paesi del mondo sono miei nemici e, pertanto, tutti coloro che combattono al loro fianco sono miei nemici, mentre coloro che si oppongono sono, dunque, miei amici. Il Commissario o il Questore italianissimo che mi impedisce di manifestare pubblicamente è un mio nemico.Gli organi di stampa e quelli televisivi italiani che ogni giorno sputano veleno contro i miei Valori sono miei nemici.Gli storici italiani che scrivono la storia ad uso e consumo dei padroni del vapore sono miei nemici.Quindi il sostantivo o l'aggettivo "italiano" sta solo ad indicare un accidente nella vita di un individuo.Quando tra luogo geografico, storia,cultura, spiritualità non c'è più correlazione, l'appartenenza ad uno stesso luogo è un fatto relativo.Nel senso che posso sentirmi maggiormente legato ad un fascista boliviano che un democristo italiano. "
Saluti liberali




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...], che poi riproduce [magari in parte o contraffatte] senza fornire il riferimento della fonte, di modo che non è possibile stabilirne l'origine, il contesto e l'attendibilità...
Nobis ardua
