Economia: Rifkin, Italia puo' essere nuovo modello sviluppo
19/05/2004 14:17
ROMA (MF-DJ)--L'Italia puo' rappresentare il modello per lo sviluppo di un equilibrio tra globalizzazione e commercio difendendo al contempo l'identità culturale del Paese. È quanto sostenuto da Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends, nel corso di un intervento al Premio Philip Morris per il Marketing, ricordando che l'Italia ha inventato il commercio nel Rinascimento ed è attualmente l'unico Paese in grado di coniugare l'attitudine allo scambio commerciale con la creatività e la difesa della propria identità culturale.
Le tesi di Rifkin si basano sulla considerazione che l'assetto dell'economia sta mutando. "I mercati - ha spiegato - cedono il passo alle reti, i diritti di proprietà diventano secondari rispetto ai diritti d'accesso e la mercificazione e la compravendita di beni diventa meno importante della mercificazione dei tempi e delle culture umane".
L'economista ha inoltre precisato che comunque "la proprietà non è condannata a scomparire nella futura età dell'accesso. Tutto il contrario. La proprietà continua a esistere e diventa molto meno probabile che sia scambiata sui mercati". "Nella nuova economia - ha aggiunto - i fornitori si tengono la proprietà e cedono, affittano, applicano una tariffa per l'accesso, per l'abbonamento o una quota associativa per il suo utilizzo a breve termine. I mercati rimangono ma ricoprono un ruolo sempre più marginale nelle faccende umane
I cambiamenti ai quali stiamo assistendo nella strutturazione dei rapporti economici - ha proseguito Rifkin - fanno parte di un processo di trasformazione ancora più ampio che si sta realizzando nella natura del sistema capitalista. Stiamo assistendo a uno spostamento a lungo termine dalla produzione industriale alla produzione culturale".
Nel futuro, secondo l'economista, una "fetta sempre più grande del commercio riguarderà la commercializzazione di una vasta gamma di esperienze culturali piuttosto che la semplice commercializzazione di tradizionali beni e servizi industriali".
"Nell'età industriale, quando la produzione di beni era l'attività economica prevalente - ha spiegato Rifkin - la titolarità della proprietà era essenziale per sopravvivere e avere successo. Nella nuova era, in cui la produzione culturale sta sempre di più prendendo piede come forma prevalente di attività economica, garantire l'accesso a una moltitudine di risorse ed esperienze culturali che nutrono la propria esistenza psicologica, diventa altrettanto importante quanto la titolarità della proprietà". vs
non so se è giusto tutto quel che dice......a me fa piacere il fatto che sottolinei che siamo l'unico paese a mantenere saldi i nostri valori e a difendere la nostra identità culturale.
per questo non saremo mai un paese islamocomunista.


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