Per superare il calo di vendite registrato nei mesi scorsi, Nokia punta all’estremo Oriente e guarda con sempre maggior interesse alla Cina. La società finlandese ha annunciato l'intenzione di aumentare significativamente le proprie attività di Ricerca&Sviluppo cinesi. L'annunciata espansione riguarda il lancio di un programma di ricerca post-dottorato, la creazione di un'unità che promuova la diffusione degli standard aperti e l'apertura a Pechino di una nuova sede per R&D sulla tecnologia CDMA. Tra gli obiettivi dichiarati da Nokia, l'intenzione di incrementare il numero di cellulari progettati e prodotti nello stabilimento già attivo a Pechino.

"La Cina è senza dubbio un Paese strategico per la rete di Ricerca&Sviluppo di Nokia nel mondo" ha spiegato Jorma Ollila, CEO di Nokia. "Siamo contenti di poter aumentare la nostra presenza in Cina, un ulteriore passo verso una presenza di lungo termine sul territorio cinese". "Aumenteremo la cooperazione con le istituzioni locali - ha proseguito Ollila - per accelerare l'innovazione tecnologica e contribuire alla soddisfazione degli utenti cinesi".

Il programma di post-dottorato di Nokia China, già stato approvato dal ministero delle Risorse Umane, permetterà ad alcuni ricercatori cinesi di lavorare al Nokia Research Center (NRC) su specifici temi, quali l'interfaccia utente per il mercato asiatico, le tecnologie 3G, l'IPv6 e le applicazioni per i cellulari cinesi.

La creazione di standard per gli applicativi sarà coadiuvata attraverso la creazione di un'unità Nokia che si occuperà di piattaforme, lavorando con la comunità di sviluppatori cinesi attraverso il Nokia Forum. La nuova unità cinese sarà responsabile per il rilascio di licenze Nokia Serie 60: la società finlandese ha intenzione di promuovere l'utilizzo di Symbian OS cooperando con oltre 10 Università locali, attraverso corsi e seminari.

Tornando alla produzione di telefoni cellulari, in una nota Nokia sottolinea che il 40% dei propri cellulari destinati al mercato globale saranno progettati e prodotti a Pechino. In particolare usciranno dagli stabilimenti cinesi i prodotti entry-level destinati ai mercati emergenti.