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  1. #1
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    Predefinito Ma l'inglese non era fondamentale nella Banana-politik?

    Internet e inglese e incul.....
    Questa è la politica dei bananas?


    In difesa della qualità dell’insegnamento delle lingue nella Scuola italiana
    Lo studio dell’inglese nella Riforma Moratti vive una palese contraddizione tra le "parole" e i "fatti". Le "parole" - affidate a programmi tv sostanzialmente privi di contraddittorio, agli slogan elettorali e agli spot televisivi - inducono a credere che la Riforma Moratti incrementi e migliori lo studio dell’inglese.

    I "fatti" - contenuti nel decreto applicativo della legge 53/2003 - rivelano invece che:

    a) L’inglese, non solo non verrà incentivato alle elementari, ma sarà addirittura quasi dimezzato nell’attuale scuola media.

    Tabella 1: Ore d’insegnamento della lingua inglese
    Prima della Riforma Moratti - Dopo la Riforma Moratti

    [premoratti]
    Scuola Elementare
    297 ore in 3 anni
    a partire dalla classe terza (3 ore settimanali) + ulteriore quota oraria (variabile e facoltativa) nelle classi prima e seconda per un monte ore totale, calcolato sui 5 anni,
    fino a 429 ore.

    [postmoratti]
    Scuola Elementare
    297 ore in tutto in 5 anni
    a partire dalla classe prima (1 ora settimanale in prima; 2 ore settimanali nelle classi successive).

    [pre]
    Scuola Media
    132 ore annue
    (tempo prolungato – 4 ore settimanali)
    99 ore annue
    (tempo normale – 3 ore settimanali).

    [post]
    Scuola Media
    54 ore annue
    (1 ora e 38 minuti settimanali).


    b) La seconda lingua comunitaria verrà studiata per un numero di ore inferiore a quello previsto nelle classi in cui l’insegnamento della doppia lingua è già in atto da anni.

    Tabella 2: Ore d’insegnamento della seconda lingua comunitaria
    Prima della Riforma Moratti - Dopo la Riforma Moratti

    [pre]
    Scuola Media
    297 ore totali nel triennio ( 3 ore settimanali), o di circa 240 (80 ore annue circa) per le classi che aderivano al Progetto lingue 2000.
    [post]
    Scuola Media
    66 ore annue (2 ore settimanali).

    Chiediamo pertanto
    il blocco dell’attuazione della Riforma Moratti affinché sia responsabilmente corretta nei suoi più palesi aspetti problematici, peraltro non limitati solo all’insegnamento delle lingue.

    Chiediamo inoltre la costituzione di nuove commissioni di studio e di lavoro, composte da esperti e docenti qualificati nel settore delle lingue, per riformulare tutti i programmi d’insegnamento della lingua inglese, dalla Scuola Primaria fino alle Superiori, nonché i programmi e le modalità d’insegnamento della seconda lingua comunitaria, in modo che il potenziamento dell’insegnamento delle lingue sia realmente efficace.
    Nel nulla il potere si rassicura!

  2. #2
    Super Troll
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    non ci sono soldi.....servono tutti per portare la democraiza in iraq e per le scuole private..
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    Commenti dai Bananas in servizio permanente effettivo? Malik/Marton Michelino Ariel ?

  4. #4
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    Predefinito MA non avete capito!

    I soldi non ci sono perché occorre ridurre le tasse (soprattutto a i ceti medio alti che sono quelli che così sono incentivati a consumare di più (in Italia o all’estero?)), lo stato deve essere il meno presente possibile nella vita del cittadino pertanto se come suggerito dai tanti spot pubblicitari pagati dal nostro grande capo del governo si deve studiare di più l’inglese e l’informatica bisogna farlo o pagandolo a parte come ore aggiuntive nella scuola pubblica od, in nome del liberismo, ognuno si sceglie di andare a studiarlo dove meglio vuole o può. I figli di chi se lo può permettere (magari grazie ai tagli alle tasse a loro imposte) magari li potrà mandare a fare stage in Inghilterra per gli altri…ciccia!

    Se non se lo possono permettere faranno i morti di fame. Ma mica lo stato o chi ha più risorse deve per forza pensare anche a loro!! La pancia piena mica deve pensare alla pancia vuota!!

    Da un film di Totò: “ARRANGIATEVI!!”

    Ormai le conosciamo già le logiche bacate dei pochi rimasti ancora a difendere le idee megalomani del nostro capo di governo!

    Saluti

  5. #5
    con decision la patria vencera
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    e internet quante ore avrà?

  6. #6
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    In Origine Postato da MetaPapero
    Commenti dai Bananas in servizio permanente effettivo? Malik/Marton Michelino Ariel ?
    Ahi quanto è cosa dura ammettere, fosse anche per una sola volta le bananate...
    Eppure 'sta cosa mi fa incazzare...
    La difesa a oltranza di qualunque posizione bananica, fino ad arrivare, come nella "sbornia spagnola" si arriva alla "negacion de l'evidencia"... oppure la fuga...

    Ai fugatoidi
    Nel nulla il potere si rassicura!

  7. #7
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    Guarda penso che siamo quasi al limite di dover chiedere un intervento militare all'Europa e sbatterli a calci in culo di fronte alla Corte Marziale.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  8. #8
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    Dear President Berloconi
    Ai em a ioung italian det nid som aiut to spic inglisc.
    Yu avev dett det inglisc uer veri important tu faind la giobb.
    Nau if yu no tien money uai si dett nu sacc'e' strunzate?

    Un Iour friend end votant
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  9. #9
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    Predefinito Re: Ma l'inglese non era fondamentale nella Banana-politik?

    certom tutto vero.

    l'ignlse è importante e quindi TI VIENE LASCIATA LA LIBRTA' DI IMAPARARLO FUORI DALLA SCUOLA


    Questa è la logica base di tutta la riforma...

  10. #10
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    LA POLEMICA
    Signor ministro non dimezzi le ore d´inglese
    STEFANO BARTEZZAGHI

    RITORNARE sulla favola delle tre I sembra quasi stucchevole. Internet, Inglese, Impresa? Non ci ha mai creduto nessuno. Ma a parte Internet e impresa ? che non sono materie ma strumenti ? quello dell´insegnamento dell´inglese è un problema che qualsiasi scuola deve affrontare e, se può, risolvere.
    La scuola morattiana, che della bandiera dell´inglese si è pure così platealmente fregiata, in pratica si accinge a tagliarne le ore di insegnamento. Nelle scuole medie inferiori si avranno 54 ore di insegnamento per tutti, mentre prima della riforma erano 132 per il tempo prolungato e 99 per il tempo normale. Ci si immagina quanti passi avanti faranno gli studenti, oltre ai classici gradini di "what´s your name?" e "the pen is on the table". Come già accaduto con Darwin, ora un appello di docenti e genitori chiede alla Moratti di tornare indietro.
    La modernità, l´innovazione, la programmazione, l´aggiornamento costano: ed è un fatto che l´insegnamento scolastico della lingua inglese è sempre stato insufficiente. Il problema è qualitativo, prima che quantitativo: ma la riduzione delle ore di insegnamento non può che andare in senso opposto al desiderabile. La didattica dell´inglese in un mondo ideale dovrebbe passare da insegnanti madrelingua, laboratori, soggiorni, gruppi di studio ristretti.
    Lussi favolosi e inimmaginabili per la scuola, che a partire dalle aule e arrivare al personale docente, non ha le risorse necessarie per formare studenti che abbiano davvero un buon grado di conoscenza di una lingua straniera difficile come di fatto risulta l´inglese.
    Ma se il nostro mondo e il nostro tempo hanno prodotto una penetrazione della lingua inglese enormemente superiore a quella di pochissimi decenni fa la scuola stessa se ne potrebbe avvantaggiare. Pensiamo a strumenti come i film sottotitolati su dvd, in cui oltretutto si possono sentire finalmente parole, pronunce e intonazioni originali dei film anglofoni. Pensiamo alle canzoni, ai modi di dire importati, ai programmi di televisioni satellitari. Mentre l´insegnante di inglese un tempo era solo, in compagnia della propria laurea e di qualche libro in edizione Penguin, ora l´inglese è già almeno in parte patrimonio degli studenti, che fuori dalla scuola lo incontrano nelle istruzioni del dvd, nel gergo di dj e vj, nelle battute magari un po´ stentate che i genitori rivolgono durante le vacanze all´estero - vacanze che non sono più retaggio di poche famiglie benestanti ed eccentricamente cosmopolite.... Se la domanda di inglese è cresciuta (e infatti le promesse elettorali tengono conto di questa tendenza) non è, insomma, un caso: è che si sono effettivamente moltiplicate le occasioni di contatto con la lingua, magari in una sua versione goffa e basic. Essere meno inermi di fronte a un sito Internet, alla richiesta di un´informazione, a un notiziario della Cnn, a un giornale trovato in aereo, a una canzone. La domanda è questa: ed è abbastanza semplice.
    Come interpretare la risposta che arriva a questa domanda? Il dubbio non è un bel dubbio. Come nel caso delle altre due I, il territorio dell´inglese è uno di quelli di fronte ai quali la scuola non avanza ma si ritrae: ti lascio libero di impararlo fuori di qui. La prima cosa che uno studente italiano impara quando arriva in un ambiente anglofono è che la scuola non gli ha dato quasi niente, così come non ha fornito alcuno strumento utile per quando naviga su Internet, o per quando entra in un´azienda e gli viene istantaneamente comunicato che tutto quello che ha imparato prima è inservibile. L´inglese potrebbe insomma essere visto come una sorta di protocollo fondamentalmente extrascolastico, una zona colonizzata da pionieri, che non conosce ancora istituzioni e in cui vigono regole che hanno poco a che vedere con il funzionamento della didattica ordinaria. La diminuzione di ore sarebbe allora il segno certo di un´abdicazione.
    Non è un bel sospetto. Ma davvero non si sa altrimenti cosa pensare di una riforma che dimezza (o peggio) le ore di insegnamento di una materia che ha dichiarato fondamentale. Non può essere una svista. Non è un tentativo sciagurato di protezionismo dell´italiano nei confronti della lingua della globalizzazione. Non indica vie didattiche e soluzioni alternative, anche se implicitamente invita a rivolgersi al mercato delle scuole linguistiche private. Ma siamo davvero così sicuri che la scuola italiana pubblica non possa offrire una competenza dell´inglese più dignitosa e aggiornata?

    da "La Repubblica"

 

 
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