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Discussione: Anniversario Almirante

  1. #1
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    Predefinito Anniversario Almirante

    Giorgio Almirante 27/06/14 - 22/05/88
    A 16 anni ormai dalla morte qualcuno di voi può scrivere un ricordo di quest'uomo che nel bene e nel male ha rappresentato la nostra area nel dopoguerra?

    Io per la mia età non ho avuto modo di ascoltarlo se non grazie ai video d'epoca.

    Un uomo di un spessore notevole rispetto ai politichetti d'oggi!
    Confrontandolo soprattutto con il suo cosiddetto "successore".

  2. #2
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    Degno padre di fini.


  3. #3
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    In origine postato da angelo nero
    Degno padre di fini.


    Giorgio Almirante: "Non rinnegare e non restaurare".

    Ergo, non è degno padre di Fini, che non ha restaurato un bel niente e ha pure rinnegato.
    Almirante non ha mai rinnegato.
    CESARO - M.S.I. Padova

  4. #4
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    Aspettiamo che parlino gli altri.
    Su questo abbiamo parlato più volte, ma davvero molte volte.
    E' un argomento ciclico.
    Se siamo a questo punto gran parte del merito è suo.

    Ciao.


  5. #5
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    Almirante secondo me non avrebbe mai chiamato il Fascismo male assoluto e più in generale non avrebbe mai rinnegato la Rsi.
    Non ho motivo per credere il contrario.

    Qualcuno di voi l'ha conosciuto di persona?

  6. #6
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    Cominciamo da qui:

    ------------------

    Fuori Dalle Palle! Post #1 di 3

    di Paolo Signorelli

    Sono infastidito dal chiacchiericcio che ha investito la sedicente "area" a seguito delle parole recitate in Israele dall'ormai circonciso Fini. Sono soprattutto infastidito ed incazzato con i vetero, neo e post-camerati che per anni hanno appoggiato entusiasticamente l'azione di AN, accettando a cuor leggero le malefatte di un governo gestito dalle cosche di potere di cui è parte non secondaria la nomenklatura e la base di quel partito. Non vengano più a romperci le balle con le menate del "cameratismo", con le loro cene da ricorrenza (le quali da tempo mi rifiuto di partecipare), con le commemorazioni dei giovani morti ammazzati per fedeltà ad un'Ide comunque per il gusto trasgressivo e, quindi, "fascista" della lotta.
    Pietà! Fuori dalle palle, tutti. Anche coloro (e purtoppo sono tanti!) che giocano a fare i duri e i puri e poi ricorrono alle protezioni ed ai finanziamenti (oggi si chiamano sponsor) dei signori del potere. Due nomi di "protettori" su tutti: Enzo Piso e Peppe Di Mitri. Fuori dalle palle! Da Casa Montag, a Gioventù Europea, agli ex di Meridiano Zero operanti nei Coordinamenti tipo Via Merulana, agli "autonomi" di Via Ottaviano. E' tempo di chiarezza definitiva. Di questo dobbiamo ringraziare il neo-circonciso. Quanto poi agli ostinati cretini (ma a questo punto è lecito dubitare della loro buona fede) di Azione Giovani et similia è tempo che spariscano: da questo momento in poi sono wanted, perché ultra recidivi. I gabbiani rimangano nelle voliere e i Sociali vadano a farsi impalare dagli allevatori incazzati.
    Giorni fa ho letto su un manifesto affisso da AG del Trieste Salario un "presente" per Zicchieri. Cremino (così veniva chiamato dai suoi compagni di lotta) fu ucciso perché militante di Lotta Popolare, considerata da Almirante (e non già dal suo pupillo Fini)
    una provocazione di sinistra all'interno del MSI.Per conoscenza i simpatici autori di "Fascisti immaginari" si rivolgano a me e non ai soliti giullari della penna quando scrivono di Fascismo di sinistra.
    Insomma, non ritenete che ad ognuno debba essere riservato ciò che gli tocca?So di rischiare l'imputazione per il reato di istigazione alla violenza. Ben venga, ma intanto voi prendete a calci in culo i cialtroni che vengono a spacciarsi da camerati.Non dategli tregua, snidateli e fatene i nomi. Che loro di nomi ne hanno fatti tanti: naturalmente in questura.

  7. #7
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    Uno dei saggi di Affus:

    ------------------------


    Un saggio di Scipione Rossi

    Almirante, Israele e il sionismo che covava sotto la storia della destra
    di Marina Valensise

    Si prendano un po’ di tempo per leggere l’ultimo libro di Gianni Scipione Rossi ("La destra e gli ebrei", Rubbettino, 302 pagine, 16 euro) coloro che storcono il naso davanti al "nuovo" corso della politica proisraeliana di An, giudicano Gianfranco Fini un opportunista.
    Questo libro offre un inventario di tutte le posizioni assunte in seno alla destra sugli ebrei, la persecuzione, il sionismo e lo Stato d’Israele negli ultimi sessant’anni.
    E’ un lavoro di scavo, che senza perdersi nei concetti si limita a riesumare fatti, documenti, riviste introvabili, dichiarazioni e giudizi sul passato regime e i suoi orrori.
    Dimostra, fra l’altro, come il pregiudizio antisemita nella destra neofascista sia più l’effetto di una sovrapposizione ex-post, compiuta da pensatori radicali come Julius Evola o dai figli dei reduci di Salò, come Adriano Romualdi, nella loro ricerca di valori solenni come il coraggio, la gerarchia, coi quali combattere la mediocrità dei tempi, che non un’eredità politica indiscussa. Intendiamoci, Rossi non ha intenti apologetici. Muove sul filo dell’accertamento filologico e per questo il suo racconto risulta ancora più imbarazzante.
    Ma ha il merito di dare un nome a fatti, idee e circostanze, e ricostruire così nelle sue varie forme, ambigue o incerte, generose o reticenti, la rielaborazione dell’antisemitismo fascista e della persecuzione antiebraica nella destra italiana.
    Ricorda, per esempio, la rimozione del dopoguerra, quando i gerarchi di Salò come Piero Pisenti, il ministro dell’Educazione Biggini, o l’ultimo federale di Milano Vincenzo Costa, si misero a sottolineare di aver mitigato gli effetti delle leggi razziali al mito del buon fascista, "antisemita sì, ma senza convinzione".
    Ma ricorda anche i tanti italiani ebrei che in nome dello Stato risorgimentale e dell’emancipazione aderirono al fascismo e ne caddero vittima: Aldo Finzi, che era uno dei nove deputati fascisti del 1921, membro del Gran Consiglio, espulso dal partito nel 1942, fucilato alle Fosse Ardeatine, l’editore Formiggini, suicida nel 1938, il generale Guido Liuzzi, Emilio Foà che diceva ai figli di restare fascisti, ma nel 1938 si suicida, Tullio Terni accademico ai Lincei, epurato sia nel 1938 sia nel 1945 in quanto fascista, e morto suicida nel primo anniversario della Liberazione.
    La riflessione sulla campagna razziale precedette la nascita del Movimento sociale italiano, e iniziò nell’agosto 1946 sul primo numero di Rataplan, il settimanale di Nino Tripodi, dove se ne poteva trovare un’interpretazione geostrategica: "Non fu per supina acquiescenza a ordini tedeschi, bensì per la speranza, meglio, per il calcolo politico sui vantaggi ottenibili in Medio Oriente in caso di guerra.
    Un calcolo che in pratica si rivelò sbagliato, e comunque meno infame di una brutale ubbidienza a ordini di Hitler, ma pur sempre un’azione ridicola in fatto di premessa scientifica razziale, e maledetta e cattiva, quando arrivò a colpire i bambini espulsi dalle pubbliche scuole, alti funzionari, ineccepibili ufficiali e il sacramento del matrimonio". E Rossi sottolinea pure come, malgrado la rimozione, l’ambiguità e la ricerca di attenuanti, la destra missina non aspettò la metamorfosi di Alleanza nazionale per ripudiare l’antisemitismo fascista: filoisraeliana sin dal 1948, prosionista in nome dei valori dello Stato e del socialismo, con Giano Accame inviato del Borghese a Gerusalemme all’inizio degli anni Sessanta, si schiera con Israele nella guerra dei Sei giorni del 1967, che segna la svolta nella politica dei due blocchi, con la rottura diplomatica tra Mosca e Gerusalemme, e nella guerra del Kippur del 1973.
    Quanto al retaggio del passato, il nuovo corso di Fini non è una novità. Trent’anni prima di lui fu Giorgio Almirante, nel 1972 a riconoscere in televisione "i valori di libertà della Resistenza", e condannare le leggi razziali. Il che gli valse la violenta reazione di Julius Evola di fronte al "non simpatico cedimento", e una difesa del razzismo a sfondo antisemita che oggi firmerebbe soltanto un intellettuale di sinistra come Alberto Asor Rosa: "Le deprecabili persecuzioni subite dall’ebreo non autorizzano a farne un essere sacrosanto, a cui ci si debba avvicinare solo con venerazione".

    Il Foglio - 26 giugno 2003

  8. #8
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    Il nostro moderatore:

    ::::::::::::::::::

    Uomo molto sopravvalutato dalla retorica missina e della prima repubblica, mostrava un paio di luci (migliore di Fini era, ma non ci vuole tanto) e serbava numerosissime ombre...

    Buon oratore, non brillò per coerenza con quello che, suadente, declamava in piazza...

  9. #9
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    Peucezio:

    -----------


    Sottoscrivo al 100%. Ritratto sintetico e lucidissimo.

  10. #10
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    Vahagn:

    _________



    Probabilmente lo stesso senso che aveva con almirante, e prima di Fiuggi in generale: il trasbordo ideologico inavvertito dal fascismo all'americanismo.

 

 
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