Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito SB: nuovo governo a bagdad. Gli USA smentiscono.

    Berlusconi afferma nell’aula del Parlamento che il capo del nuovo esecutivo iracheno ad interim sarebbe già stato individuato. Parole che subito rimbalzano negli Usa, ma il portavoce del presidente degli Stati Uniti, Scott McClellan, assicura di non saperne nulla e conferma che è l’inviato Onu a essere incaricato della formazione del governo iracheno: «Brahimi è il responsabile, chiedete a lui», dice il portavoce.

    Il Mattino



    Il comico, inoltre, negli USA non ha perso occasione per fare le solita figura da incompetente.

    Riferendosi all’attentato delle Torri Gemelle che ha messo a dura prova gli Stati Uniti ha parlato di un «attacco del comunismo agli Stati Uniti».

    Inoltre, nel sottolineare tutte le missioni di pace che vedono i soldati italiani al fianco di quelli americani ha detto che tali missioni «sono autorizzate dagli Usa e dall’Onu».

    Infine l’ultimo errore Berlusconi lo ha commesso quando ha chiamato la bandiera americana «Strips and stripes».


    Ma perchè non gli fate l'antidoping prima di farlo parlare?
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
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    Predefinito

    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito

    Con il viaggio di Berlusconi si sarebbe fatta la svolta, a sentire i bananas?

    Ma perchè non ci è andato prima.

    Si tratta, comunque, di una svolta RETTILINEA. Infatti ha detto che rimarremo comunque: FINO ALLA FINE.

    La sua, quella di Bush o di Blair?
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  4. #4
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    Predefinito Re: SB: nuovo governo a bagdad. Gli USA smentiscono.

    In Origine Postato da ossoduro
    «attacco del comunismo agli Stati Uniti»

    missioni «sono autorizzate dagli Usa e dall’Onu»

  5. #5
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    Predefinito

    Strip & Stripes? come dargli torto...


  6. #6
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da ossoduro
    Con il viaggio di Berlusconi si sarebbe fatta la svolta, a sentire i bananas?

    Infatti ha detto che rimarremo comunque: FINO ALLA FINE.

    Gli ostaggi, grati, ringraziano.

  7. #7
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    Predefinito Re: SB: nuovo governo a bagdad. Gli USA smentiscono.

    In Origine Postato da ossoduro
    Berlusconi afferma nell’aula del Parlamento che il capo del nuovo esecutivo iracheno ad interim sarebbe già stato individuato. Parole che subito rimbalzano negli Usa, ma il portavoce del presidente degli Stati Uniti, Scott McClellan, assicura di non saperne nulla e conferma che è l’inviato Onu a essere incaricato della formazione del governo iracheno: «Brahimi è il responsabile, chiedete a lui», dice il portavoce.

    Il Mattino



    Il comico, inoltre, negli USA non ha perso occasione per fare le solita figura da incompetente.

    Riferendosi all’attentato delle Torri Gemelle che ha messo a dura prova gli Stati Uniti ha parlato di un «attacco del comunismo agli Stati Uniti».

    Inoltre, nel sottolineare tutte le missioni di pace che vedono i soldati italiani al fianco di quelli americani ha detto che tali missioni «sono autorizzate dagli Usa e dall’Onu».

    Infine l’ultimo errore Berlusconi lo ha commesso quando ha chiamato la bandiera americana «Strips and stripes».


    Ma perchè non gli fate l'antidoping prima di farlo parlare?
    pensa piuttosto che un simile individuo ha sconfitto l'ulivo.
    e che governava il primo della classe.
    vuol proprio dire che aveva toccato proprio il fondo.

  8. #8
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito

    21.05.2004
    E Annan disse: «Non prevedo caschi blu in Iraq»
    di Cinzia Zambrano

    Scavalcate nella decisione -tutta americana- di attaccare l’Iraq, ignorate per tutto il tempo del conflitto a tutt’oggi mai finito, le Nazioni Unite diventano ora per la «coalizione dei volenterosi» l’unica soluzione possibile per uscire dal pantano iracheno. Bush ma ancora di più il suo alleato Berlusconi, non perdono occasione in questi giorni nell’attribuire all’Onu un ruolo risolutivo, da protagonista, nella famosa «svolta» del Paese. Stando alle ultime uscite del Cavaliere, l’Onu ha già pronta una risoluzione, Brahimi ha già in mente il nome di «un importante personaggio» che potrebbe guidare la nuova amministrazione civile -in questo Berlusconi ha persino scavalcato la Casa Bianca, che alla domanda sul totoministri iracheni ha rimandato i giornalisti a Brahimi, «responsabile della formazione del governo»-, e i caschi blu sarebbero già in posizione di partenza per garantire la sicurezza nel paese. Caschi blu in Iraq? Quelli che il segretario dell’Onu Kofi Annan ha sempre escluso? Basta spulciare nelle recenti dichiarazioni di Annan e del suo inviato speciale in Iraq, l’algerino Lakhdar Brahimi, per scoprire che quel dicono sul ruolo delle Nazioni Unite e sull’invio dei caschi blu in Iraq va direttamente nella direzione contraria di quel che afferma il premier italiano.

    Il 27 gennaio di quest’anno, da Parigi dove si trova per un incontro con il presidente francese Jacques Chirac, Annan riferisce ai giornalisti di escludere in modo categorico l’invio di caschi blu in Iraq. «Si tratta di un compito enorme -dice. Non credo che per il momento, e nemmeno per il futuro, si ponga la questione dei caschi blu». Apre invece su «una forza multinazionale autorizzata dal Consiglio della sicurezza, che possa aiutare gli iracheni a stabilizzarsi». Ribadisce il concetto il 21 aprile scorso.

    Dal Palazzo di Vetro, Annan spiega ancora una volta la sua contrarietà al dispiegamento di caschi blu nella regione. Dice: «Non ritengo possibile che una forza di mantenimento della pace dell’Onu sia impiegata in Iraq al posto di una forza multinazionale». Continua il capo dell’Onu: «Esiste in Iraq il bisogno di creare un clima sicuro e una presenza militare internazionale sarà necessaria nel futuro prevedibile per soddisfare questo bisogno, anche se non penso che debbano essere peacekeeper delle Nazioni Unite». Annan auspica che «il Consiglio di sicurezza si metta d’accordo per autorizzare questa forza». Le preoccupazioni di Annan sono legittime: per raggiungere questo obiettivo è necessaria infatti un´intesa che metta d´accordo gli Usa con Francia e Germania, contrarie all’invio anche di un solo soldato nel caos Iraq. Il 3 maggio in un’intervista alla Nbc, il segretario generale dell’Onu ritorna sul tema: «Il Consiglio (di sicurezza) probabilmente autorizzerà la forza multinazionale a rimanere per contribuire a un clima di sicurezza. Penso che ciò verrà deciso dalla nuova risoluzione che il Consiglio sta discutendo e che interesserà il periodo successivo al 30 giugno. Occorrerà consultare il nuovo governo, ma vi sarà una risoluzione che autorizzerà una forza multinazionale di pace (dunque non Caschi blu) e incoraggerà i governi ad accordarsi e a prendere parte ad un comune sforzo internazionale che stabilizzi l’Iraq».

    Le parole del capo dell’Onu, «incoraggerà i governi ad accordarsi», «comune sforzo internazionale», lasciano intendere che la strada per la risoluzione è parecchio in salita, altro che tutto pianificato, come riferisce Berlusconi. Che, sul ruolo dell’Onu in Iraq sembra non avere dubbi.

    Eppure lo stesso Brahimi solo pochi giorni fa, il 18 maggio per l’esattezza, aveva detto all’Independent: «Vado ripetendo a tutti di smetterla di parlare di ruolo vitale, ruolo è più che abbastanza. La coalizione deve definirlo e dare all’Onu gli strumenti per farlo». In sostanza lo stesso concetto che aveva espresso il 21 aprile scorso a Roma, alla sede del Pam. «Continuano a dirci che in Iraq avremo un ruolo maggiore, importante, vitale ...con tanti superlativi. Noi non vogliamo aggettivi, vogliamo “un ruolo”. Diteci per favore cosa dobbiamo fare e dateci i mezzi per farlo». Parole chiare, che il mittente spediva dritto dritto alla Casa Bianca. Brahimi torna anche sul problema della sicurezza del personale Onu. Il giorno prima, cioè il 20 aprile, intervistato dalla Stampa, dichiara: «Per applicare il programma delle Nazioni Unite in Iraq è necessario ridurre gli atti di violenza. L’Onu non potrà intervenire se non sarà garantita la sicurezza del suo personale». Fa ancora male negli ambienti delle Nazioni Unite la ferità dell’attentato, nell’ottobre scorso, al quartier generale dell’Onu a Baghdad che costò la vita all’inviato speciale Sergio Vieria de Mello e che indusse l’organizzazione a lasciare il Paese. «Se si vuole che l’Onu torni in forze in Iraq si deve discutere come proteggere il suo personale -spiega ancora Brahimi. Ma primo di tutto è necessario avviare una discussione sul ruolo delle Nazioni Unite in Iraq, ancora non lo si è fatto: quando il ruolo dell’Onu sarà definito si saprà quanto personale Onu è necessario e quindi che tipo di protezione bisognerà garantire». Brahimi non se n’è accorto, ma il ruolo è stato definito. Da Berlusconi.
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  9. #9
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    Predefinito Re: SB: nuovo governo a bagdad. Gli USA smentiscono.

    In Origine Postato da ossoduro
    Berlusconi afferma nell’aula del Parlamento che il capo del nuovo esecutivo iracheno ad interim sarebbe già stato individuato. Parole che subito rimbalzano negli Usa, ma il portavoce del presidente degli Stati Uniti, Scott McClellan, assicura di non saperne nulla e conferma che è l’inviato Onu a essere incaricato della formazione del governo iracheno: «Brahimi è il responsabile, chiedete a lui», dice il portavoce.

    Il Mattino



    Il comico, inoltre, negli USA non ha perso occasione per fare le solita figura da incompetente.

    Riferendosi all’attentato delle Torri Gemelle che ha messo a dura prova gli Stati Uniti ha parlato di un «attacco del comunismo agli Stati Uniti».

    Inoltre, nel sottolineare tutte le missioni di pace che vedono i soldati italiani al fianco di quelli americani ha detto che tali missioni «sono autorizzate dagli Usa e dall’Onu».

    Infine l’ultimo errore Berlusconi lo ha commesso quando ha chiamato la bandiera americana «Strips and stripes».


    Ma perchè non gli fate l'antidoping prima di farlo parlare?
    è pazzo!!

    Se interviene un polista con riferimenti a ciò che ha detto berlusca mi sego lo scroto
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

 

 

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