Bologna, ottobre 2005
Lettera di Romano Prodi al Cantiere
Carissimi amici del Cantiere,
ho ricevuto le vostre proposte programmatiche formulate in vista dell’imminente appuntamento elettorale delle primarie. Vi ho riscontrato un significativo e rilevante sforzo di sintesi, di proposta, di merito. Di tutto questo voglio sinceramente ringraziarvi.
Sono stati molti i punti in cui ho ravvisato una significativa e sostanziale consonanza tra quanto da voi proposto e i contenuti espressi nelle pur brevi linee programmatiche da me presentate in vista di questo importante appuntamento di democrazia e partecipazione, segno evidente questo, di una comune sensibilità, di una comune attenzione a quelle che noi tutti consideriamo le priorità politiche e le emergenze sociali cui dare efficace e pronta risposta.
Vi è certamente tra queste priorità la riaffermazione della dimensione etica della politica, di una politica cioè che unisca spirito di servizio e senso di responsabilità, che sia disposta per esempio, a ridurre i propri costi e a limitare le proprie spese, dando in tal modo al Paese, il migliore e più coerente esempio di quel risanamento che viene per altro continuamente chiesto ai cittadini. Ridurre il costo delle istituzioni è davvero quindi un primo e necessario passo per riavvicinare la politica ai problemi concreti, alle fatiche quotidiane, alla vita vera e reale di moltissimi nostri concittadini.
E’ per questo che gli opportunismi, i trasformismi, le “migrazioni da una coalizione all’altra” non rientrano nel nostro modello di una politica responsabile, trasparente, partecipata.
Ecco. Partecipazione, trasparenza, responsabilità, sono questi i presupposti per riportare in Italia il gusto e la passione per la politica per vincere il malcostume, e per combattere efficacemente quello che voi giustamente denunciate: l’intreccio tra politica e affari, il ricorso alle leggi “ad personam” e “contra personam”, il trasformismo.
Ma il nostro profilo politico non sarebbe completo e compiuto senza una proposta in grado di affrontare e sciogliere i ritardi nella crescita e nello sviluppo che il nostro Paese ha purtroppo accumulato in questi ultimi anni. Ecco allora che alla nostra battaglia per l’etica e la legalità nella politica dobbiamo accompagnare provvedimenti in grado di invertire questo ciclo di stagnazione e di depressione nell’economia.
Accanto ad una politica responsabile dobbiamo promuovere un’economia responsabile, un’economia cioè che non fondi la propria forza e la propria ricchezza sulle rendite finanziarie, sui guadagni speculativi, sulle posizioni di rendita monopolistiche, ma cerchi nella produzione, nella ricerca, nella capacità di innovare, nella formazione permanente, le risposte e le soluzioni alla sua crisi.
Una sensibile consonanza ho quindi ravvisato sul tema dell’Europa, il cui ruolo, concordo pienamente, deve essere di pace e di dialogo con tutti, e insieme, di assunzione di responsabilità verso uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, e per una effettiva e concreta solidarietà internazionale.
Un sistema radiotelevisivo moderno e plurale è tra i nostri obiettivi e nelle nostre speranze. Dobbiamo puntare ad una televisione di qualità, in grado di premiare la professionalità e le competenze e non l’appartenenza partitica, di livellare in alto e non in basso la qualità dei programmi e dei servizi. Per arrivare a questi obiettivi è necessaria una grande determinazione.
La stessa determinazione dobbiamo esercitarla sul tema dei diritti civili. Certamente l’eliminazione delle discriminazioni, la promozione di un’effettiva parità di genere, sono processi che richiedono il loro tempo. La nostra determinazione a costruire una società aperta e accogliente deve necessariamente tenere conto della complessità e della pluralità del contesto in cui ci troviamo ad operare.
Su questi temi, e su altri che per brevità non ho illustrato, per gli indispensabili approfondimenti e le opportune specificazioni torneremo comunque ancora a discutere e a confrontarci.
Stiamo pensando infatti ad una grande conferenza programmatica dove riunire tutte le diverse e numerose componenti della nostra coalizione, consapevoli che solo con il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le diverse sensibilità che ci animano, possiamo arrivare a quella sintesi programmatica, a quella proposta corale, che il Paese incessantemente ci chiede.
FONTE: http://www.societacivilebologna.it/g...tto_141005.htm




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