Te Deum per l’Ulivo
di Biagio Marzo
Adesso che i tre ostaggi italiani sono stati liberati cosa diranno gli “svoltisti” in moto perpetuo dell’Ulivo. Felici e contenti per i tre rapiti messi in libertà, piangiamo la morte del quarto italiano assassinato barbaramente. Non c’è stato alcun negoziato ma la liberazione è avvenuta attraverso un blitz militare delle forze speciali americane. Questo è quanto
Allegramente tutti insieme a cantare il Te Deum anche quelli dell’Ulivo che hanno sbagliato tutto e adesso dicono che avevano ragione e che Bush ha seguito l’indicazione che loro più volte hanno ribadito. E sia. Avendo, in verità, accumulato una figura dietro l’altra con che faccia si presenteranno agli elettori per chiedere il voto?
Sul caso Iraq, l’Ulivo non ne ha azzeccata una. Si sono ubriacati di pacifismo e non hanno capito che la politica internazionale stava ultimamente prendendo una piega positiva sul caso Iraq e che avrebbe riportato in gioco l’Onu e, nello stesso tempo, avrebbe sanato la frattura tra gli Usa da una parte e la Francia e Germania dall’altra.
Non si era mai vista una classe dirigente composta di incompetenti e saccenti come quelli dell’Ulivo Dareste mai a questi politici la guida della vostra automobile? Fuor di metafora, dareste mai a questi politici il governo del Paese? Per le cose dette e le marce fatte si meritano di stare all’opposizione per tutta la vita. La responsabilità maggiore degli errori commessi sull’Iraq ricade sui riformisti la cui afasia ogni volta che devono prendere delle decisioni politiche nei confronti dei massimalisti è preoccupante.
Sull’Iraq hanno tenuto bordone ai massimalisti travestiti da pacifisti. Bertinotti ha menato le danze e loro ballato insieme a lui e come ha voluto lui. Siccome i leader dell’Ulivo non vogliono avere nemici a sinistra, fanno il gioco dei massimalisti, motivo per cui sono condannati a perdere non una ma cento, mille volte. Finché sono alleati con chi grida nelle manifestazioni “una, cento e mille Nassirya” non hanno titolo per governare. Si potrebbe però dire che gli esponenti dell’Ulivo hanno condannato gli estremisti, ma ‘verba volant, scripta manent’.
Le fatidiche tre righe sono piombo nelle ali della sinistra di governo. Le tre righe della mozione parlamentare dell’opposizione il cui contenuto rispecchiava la posizione politica di Bertinotti, vale a dire il ritiro immediato della missione militare italiana dall’Iraq, è stata scritta da lui e sottoscritta dai leader riformisti dell’Ulivo. Vero è che c’erano i malpancisti riformisti alle Camere le cui sofferenze si leggevano sul viso nel momento del voto, ma non hanno fiatato e hanno votato con il capo chino come se salissero al patibolo.
E’ una sinistra di governo tribolata dalla sindrome della sconfitta, per questo è meglio che stia all’opposizione. Al suo interno c’è il tutto e il contrario di tutto. E la colpa di questo ricade su Romano Prodi, un baciato dalla fortuna nonché un sopravalutato. Gli “svoltisti” sono una categoria politica nata di recente, in occasione della guerra irachena. Di “svoltisti” è pieno l’Ulivo. Romano Prodi ne è capo in assoluto.Lui fece la richiesta di ritiro della missione militare italiana in Iraq, anche perché gli anglo-americani avevano inflitto maltrattamenti, torture e quant’altro ai prigionieri iracheni, scordandosi di parlare della strage di Nassirya e degli ostaggi italiani in mano ai terroristi islamici.
E adesso di fronte alla liberazione degli ostaggi italiani che cosa ha detto? Si è complimentato per l’esito positivo dell’operazione, ma prima non ha sprecato una parola per non dispiacere qualcuno della sua coalizione che aveva definito gli ostaggi dei mercenari.




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