Maggio 04
Ora che tutti (meno Berlusca) abbiamo capito dove va a finire Bush, ho ritirato fuori una lettera che pubblicai su Internet poco dopo l’ attacco a N.Y.. Essa é ancora attuale e vale la pena ripubblicarla. Eccola, CITAZIONE:
Parigi, 29 settembre 01
LO SCERIFFO E IL VIVAIO
Pochi giorni dopo l'attentato al WTC di New York già sappiamo :
- che gli investigatori hanno subito individuato il capo della banda e le squadre che hanno trasformato gli aerei in bombe e cimiteri;
- che G.W. Bush ha dichiarato che condurrà il Paese (i buoni) alla vittoria ed alla punizione dei "cattivi ";
- che si sospetta l'esistenza di una rete internazionale islamica fondamentalista con attentatori di varii Paesi arabi, dislocati in Europa e in USA.
Il piglio deciso e sicuro che Bush ha mostrato nei primi giorni dopo il lutto mi spinge alle seguenti reazioni :
- il presidente USA, fino ad ieri visto con una personalità non troppo convincente, assume rapidamente il ruolo di giustiziere, determinato, rapido e sicuro. Il suo muoversi sicuro sulla luttuosa scena newyorkese e mondiale mi ricorda lo sceriffo che rincorre il ladro di cavalli che ha incendiato la fattoria nel West. Pistola in pugno, risponde all'aggressione cercando di colpire il ladro nascosto dietro la porta del saloon. Forse farà fuori il ladro, o forse riuscirà ad arrestarlo. Ma..... questa volta la cosa non é del tutto sicura. Si useranno non pistole, ma caccia o carri armati, o missili. E non ne é garantito il risultato.
- gli Americani guardano al presidente come l'eroe che sistema tutto e si fidano dei suoi comandi ed azioni determinate e rapide. Approvano all' 80 % la sua azione.
Rifletto un po', con la mia testa di europeo, e mi vengono i seguenti pensieri o domande.
Gli Americani (li conosco un po', bravi ragazzi ma talvolta limitati) forse non si chiedono perché é stato tanto facile a Bin Laden reclutare terroristi in parecchi Paesi arabi e asiatici. Sono gente semplice, pratica, abituati ad aggredire il problema. La riflessione non é sempre sicura. La finezza della comprensione poi é spesso assente.
Sarà allora compito di Chirac, Blair, Berlusca e Schoereter spiegargli :
- che la punizione rapida dello sceriffo non é appropriata, ci vuole piuttosto una buona inchiesta con risultati probanti e poi si parlerà di giustizia ;
- che, per il lungo termine e in questo mondo cambiato cosi rapidamente, é vitale cercare di capire perché i Paesi nordafricani e mediorientali sono un vivaio cosi' provvido di terroristi. La sconfitta di una banda di terroristi non basta, molte altre bande potrebbero nascere, altrettanto pericolose.
Credo che ai semplicioni nostri amici americani, cosi rapidi e inventivi nello sviluppo di nuovi servizi e tecnologie, manchi una rotella. Quella rotella che permette ad un europeo qualsiasi di fare qualche semplice considerazione di buon senso:
- i motivi delle frustrazioni di alcuni Paesi in via di sviluppo (o piuttosto dal fallito sviluppo) vanno esaminati con attenzione e combattuti ;
- una buona autocritica (ma bisogna esserne capaci) potrebbe concludere che il comportamento americano (sia umano che economico) nei riguardi del sottosvimuppo é il problema. Mi sembra, ma cerco conferma, che la situazione sia la seguente:
a) l'odio diffuso in alcuni Paesi del III Mondo é per gli americani, non credo per gli europei ;
b) l'arroganza che talvolta appare negli americani quando trattano con cittadini di altri
Paesi é quella dei primi della classe che agiscono sapendo di essere i migliori. Il fatto di essere i migliori é valido secondo i criteri di un americano, nella cui cultura ci sono due soli valori : the money e il patriottismo. Purtroppo per loro, in altri Paesi esistono altri valori, che gli americani non sono interessati a conoscere e non rispettano, provocando senza saperlo frustrazioni, antipatie, odii.
c) la loro politica estera : in alcuni casi hanno mostrato arroganza da padroni e menefreghismo. Prima di tutto hanno sempre appoggiato Israele nonostante il trattamento prepotente che questo Paese infligge ai Palestinesi. Mi sembra poi che l' esercito e la C.I.A siano intervenuti con bombardamenti o incursioni a terra almeno in Cile, a Panama, in Afganistan, in SriLanka, a Cuba, in Irak. Credo che talvolta abbiano esagerato, talaltra abbiano agito di nascosto/in segreto (la CIA) e di cio' gli Americani sanno poco o niente, se ne parla solo in qualche giornale europeo. Alcune volte la C.I.A ha fatto grossi errori nei suoi interventi, appoggiando il clan sbagliato. Fuori degli USA, qualche sospetto si ha. Nella regione dove la C.I.A. ha agito da padrona, possono esser nati molti odii e antipatie. Alla fine poi gli Americani non sapranno mai perché tanti odii verso di loro.
- Questi loro atteggiamenti provocano, io credo, l'odio diffuso verso gli Yankees (che é alto in alcuni Paesi dell’ America latina), il quale a sua volta fa nascere grandi vivai di terroristi in molti Paesi. Andrebbero esaminate le cause dell'odio, per poter fare quanto necessario a far sparire i vivai di terroristi. Su di esse, chiedo l'opinione di altri che conoscono il comportamento degli Americani.
L'alternativa a tale approccio sarebbe, in USA e forse in Europa, la necessità di uscire ogni giorno di casa facendosi il segno della croce e portandosi dietro un po' di angoscia.
In una scena trasmessa dal Pakistan si é visto un cartello : " Americani, chiedetevi perché tanto odio contro di voi ! "
L'anno scorso lessi una frase, che mi colpî perché la considero molto vera : " Due popoli amano dare lezioni al mondo, gli Americani e i Francesi. Ma agli uni non piace che siano gli altri a farlo. " Io penso che gli Americani potrebbero rifletterci su. A chi conosce sia gli uni che gli altri non sfuggono le ragioni per cui ambedue i popoli si sentono superiori, ragioni che a loro sembrano fondate, ma ad altri completamente ingiustificate.
Aspettiamo che i vivai di terroristi continuino a proliferare o noi europei spieghiamo agli Americani le cause ab ovo dell'odio contro di loro ?
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
FINE CITAZIONE
P.S. Emendamento al vecchio testo: nel quarto paragrafo va eliminata la parola “Berlusca”: non sarebbe capace di capire, neanche lui, le implicazioni dell’ attacco all’ Irak. Sia Bush che Berlusca fanno cose ed hanno reazioni, di tipo “televisivo”, o “western” se preferite.




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