
Originariamente Scritto da
edera rossa
Tra le promissioni dogali ( le promesse che ogni Doge doveva fare al momento del suo insediamento e che venivano, via via, ampliate ,a doge morto ed in attesa del nuovo, sulla base delle esperienze maturate) vi era quella di non contattare Ambasciatore od altro cittadino straniero in assenza di altri esponenti del Consiglio dei dieci. Questo per garantire che non vi potesse essere nessuna politica personale che sfugisse alla volontà del Maggior Consiglio, per non parlare del rischio di tradimento od altro.
E non era il caso che il Doge si azzardasse ad infrangere le promissioni.
Egli doveva al pari di qualsiasi altro cittadini sottostare alle leggi ed alle decisioni dei magistrati; e se trovava l decisioni dei magistrati non confacenti ai suoi desideri non gli restava che protestare ad alta voce ...quando non c'era nessuno ad ascoltarlo. Se poi cercava di mutare, con una politica muscolare, di modificare tali norme perchè disgustato dalle decisioni del Magistrato, rischiava di fare la fine di Marin Faliero di cui tutti possono ammirare il drappo nero che nella galleria dei dogi sostituisce il capo , ahimè, miseramente decapitato.
Ma allora , ai tempi della Serenissima, vi erano i dogi e non un Imperatore
che può rendere visite private ad un altro imperatore , di un ben più vasto impero, e con questo parlare tranquillamente di questioni di stato e affari economici. Forse perchè ai tempi della Serenissima non si parlava di gas e di petrolio, o forse perchè quello era uno stato di diritto e chi governava rispettava leggi, prassi di governo, cittadini e magistrati ?