



Ni vippimu vinu, ma u paammo...
Ricordo che Paolo, ridendo di cuore, ripeteva ogni tanto a Giovanni: Ni vippimu vinu, ma u paammo... (Abbiamo bevuto il vino, ma l'abbiamo pagato caro...).
A. Caponnetto, I miei giorni a Palermo, Garzanti, 1992
Ero a Bordeaux il giorno dopo la strage di Capaci, c'era da vergognarsi ad andare in giro per la città, in qualunque luogo non appena si rendevano conto che eravamo italiani uno dei primi riferimenti era la mafia, noi tutti avevamo addosso un senso di frustrazione notevole, ed io mi sentivo impotente perchè non conoscendo la lingua non potevo mandarli a quel paese nel modo giusto, ricordo che ai miei amici proposi la seguente traduzione: allez a quel la ville. Era un sacco di tempo fa, quel tempo in cui si ragiona poco e si agisce molto d'istinto, e di fronte a quei francesi che si sentivano così perfetti l'unica reazione valida sembravano le parolacce. Ieri sera ho sentito alla tele qualcuno che, riferendosi alla teoria di Falcone in base alla quale la mafia la si combatte annientando la base e non dedicandosi solo al vertice della piramide, mi è venuto da pensare a come una gran parte di questa base sia costituita dai pregiudizi, e dalla voglia di non far nulla per combatterli. Purtroppo non basterebbero milioni di parolacce.


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23 maggio 1992. Capaci.
Il sole é forte.
Il cellulare di La Barbera squilla alle 17,02.
Sa che quella telefonata non é un errore ma un segnale preciso.
Con lui,vicino al casolare, ci sono tutti i capi di Cosa Nostra, quelli del nucleo militare dei corleonesi.
La Barbera sale sulla sua Lancia Delta e imbocca l'autostrada da Palermo a Punta Raisi.
Poi si ferma e aspetta. Ferrante e Salvatore raggiungono l'aeroporto, Gioé e Troia mettono una ricevente su un tombino dell'autostrada.
Poi salgono con Brusca e Battaglia sulle colline di Capaci.
Dall'autostrada spuntano tre Fiat Croma.
C'é il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli uomini della scorta.
La Barbera riparte e le segue a distanza. Chiama Gioé sulla collina.
Un attimo.
La mano di Brusca sfiora il tasto del telecomando.
Cinque quintali di tritolo misto a T4 rendono quel pezzo di strada un inferno.
Una voragine, larga 30 metri e profonda 8. E in quel profondo buco nero,tutti muoiono, tranne l'autista Giovanni Costanza.


Da questo punto di vista ho un pessimo ricordo della Francia e dei Francesi (oh, pardon, volevo dire "francesi").Originally posted by
Ero a Bordeaux il giorno dopo la strage di Capaci, c'era da vergognarsi ad andare in giro per la città, in qualunque luogo non appena si rendevano conto che eravamo italiani uno dei primi riferimenti era la mafia, noi tutti avevamo addosso un senso di frustrazione notevole, ed io mi sentivo impotente perchè non conoscendo la lingua non potevo mandarli a quel paese nel modo giusto, ricordo che ai miei amici proposi la seguente traduzione: allez a quel la ville. Era un sacco di tempo fa, quel tempo in cui si ragiona poco e si agisce molto d'istinto, e di fronte a quei francesi che si sentivano così perfetti l'unica reazione valida sembravano le parolacce. Ieri sera ho sentito alla tele qualcuno che, riferendosi alla teoria di Falcone in base alla quale la mafia la si combatte annientando la base e non dedicandosi solo al vertice della piramide, mi è venuto da pensare a come una gran parte di questa base sia costituita dai pregiudizi, e dalla voglia di non far nulla per combatterli. Purtroppo non basterebbero milioni di parolacce.
io la parolaccia giusta la conoscerei, ma non posso scriverla
ps
comunque non è mai bene generalizzare, oltre a persone di quel certo tipo, ho conosciuto anche bravissime persone.
Però quel tipo di persone, da mandare dove sappiamo, non mancano


Quel giorno, ero appena tornato da una bella giornata con gli amici, entro in casa e sento un silenzio terribile....
Tutti davanti alla tele, mi preoccupo, chiedo cosa è successo, ma tutti mi dicono - cittu, assettati 'anu mmazzatu Falcone.... (zitto, siediti, hanno ucciso Falcone).
Io neanche lo sapevo chi fosse Falcone, Chiedevo a mio fratello - cu minchia è 'stu Falcone?-
Qualcuno pianse quel giorno, qualcuno bestemmiò, tutti, io per la prima volta, ci vergognammo di essere Italiani.
Imparai dopo chi era Falcone, imparai chi era Borsellino.
E' proprio vero, scopri di aver posseduto un tesoro solo nel momento in cui lo perdi...![]()