incontro fondatore della fondazione progressive governance a londra nel 2003


L’Internazionale riformista





Non sarà una riunione dell'Internazionale socialista né un vertice di capi di stato. Ma a Londra, il prossimo fine settimana, si ritroveranno tutti quelli che contano nella politica e nella cultura del riformismo mondiale. Tra leader di partito, intellettuali di area e esponenti di governo, saranno più di trecento le personalità che animeranno la "Progressive Governance Conference": il quarto appuntamento - dopo quelli di Firenze, Berlino e Stoccolma - del percorso iniziato nel 1999 all'insegna del dialogo tra think-tank e amministrazioni progressiste. Avviato come cenacolo informale, quel percorso si è dotato negli anni di una solida struttura: vi sono coinvolte le principali fondazioni europee (dalla britannica Policy Network, alla spagnola Alternativas, alla tedesca Friedrich Ebert, a Italianieuropei) e molti centri statunitensi e latinoamericani. Ma soprattutto è apparso chiaro come la vera discussione sui nodi più caldi del progressismo mondiale tenda a svolgersi in queste occasioni piuttosto che all'interno di strutture istituzionali (come l'Internazionale o il Pse) sempre più afflitte da unanimismi o ipertrofie organizzative.

Molto probabile che la tendenza venga confermata anche dalla conferenza di Londra. Non foss'altro per il momento nel quale essa si apre: all'indomani della frattura che ha attraversato la sinistra europea e mondiale sulla guerra in Iraq e mentre Tony Blair sta vivendo per la prima volta una fase di visibile difficoltà interna. In realtà Blair ha deciso da tempo di puntare sulla conferenza per riannodare i legami con alcuni partner politici strategici. Grande attenzione è stata dedicata alla sinistra latinoamericana (saranno presenti il brasiliano Lula e il cileno Cardoso), così come ai governi socialdemocratici dell'Europa centrorientale (che a Londra saranno rappresentati al massimo livello, dal polacco Kwasniewski al ceco Spidla all'ungherese Medgyessy). Archiviate le tensioni della guerra irachena, anche la sinistra della "vecchia Europa" sarà da Blair con i suoi pesi massimi: da Schroeder allo spagnolo Zapatero, dal giovane olandese Bos ai francesi Fabius e Strauss-Kahn. Rigorosamente ulivista la delegazione italiana: oltre a D'Alema, Amato, Fassino e Umberto Ranieri il gruppo comprende Francesco Rutelli ed Enrico Letta.