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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Red face questo dovrebbe far riflettere!

    VAZZOLA Sarà il candidato di "Alternativa sociale" mentre anche civica e Carroccio depositano simbolo e nomi della lista comune
    La destra si affida a Renzo Perin


    Vazzola
    (A.Pe.) La destra ha scelto l'ex leader della Guardia Padana . È infatti Renzo Perin il candidato sindaco per Vazzola della lista "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini", compagine a cui aderiscono Forza Nuova, Fronte Nazionale e Libertà d'Azione. Originario di Mareno di Piave, il 50enne è supportato da una dozzina di aspiranti consiglieri: Fabrizio Colombera, Alberto Colombera, Loris Fagaraz, Carlo Giacomo Granzotto, Christian Zambon, Moris Tumiotto, Marco Oriana, Loris Bortignon, Stefano Sperandio, Dario Buscema, Samuele Padoan e Davide Cescan. «Dopo due anni di presenza nella Sinistra Piave -commentano alla segreteria provinciale di Fn- questa è la conferma che la comunità militante ha svolto un ottimo lavoro e che conta ormai su una compagine attiva e qualificata nel territorio». Fra i punti programmatici del gruppo, vi sono «la tutela del cittadino con un occhio di riguardo alla famiglia; la garanzia di un'amministrazione limpida e al di fuori di interessi economici e giochi di potere; la promessa di garantire la sicurezza nelle nostre città sempre più vittime di micro e macro criminalità e di tensioni sociali; la protezione della giovani coppie, degli anziani e dei bambini».

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  2. #2
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    al di là del personaggio insignificante, la cosa dovrebbe far rifllettere più in generale sugli effetti a lungo termine di un certo di politica e di propaganda: qualcuno pensa di attirare qualche fascio idiota in lega nord, ma è più facile che succeda il contrario (che qualche leghista idiota si avvicini alla destra itagliana).
    saluti padani

  3. #3
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    Non è facile fare convergere persone di valori e segni opposti semplicemente sotto la voce autonomismo/indipendentismo. Rischia di essere un involucro vuoto incapace per questa ragione di esercitare attrattiva. E' necessario dargli dei valori, inserirlo all'interno di un progetto alternativo perchè capace di porsi davvero oltre la destra e oltre la sinistra, non in senso negativo bensì propositivamente e coerentemente. Mi spiego meglio: oggi la Lega è un partito dove convivono anime diverse fra loro che un certo pragmatismo verticistico tenta di far convergere. E' sufficiente leggere un numero del Federalista per capire: si difendono i valori occidentali a pagina 2 e si condanna la globalizzazione a pagina 4; si accenna al differenzialismo a pagina 3 e si invoca la guerra "santa" a pagina 5; si inneggia ai dazi a pagina 6, per poi celebrare le virtù del libero mercato a pagina 7. Insomma, dove vogliamo andare? Cosa vogliamo davvero? Vogliamo un semplice stato padano, organizzato confederalmente, susseguente a un processo di ampia federalizzazione voglioso di competere all'interno di questo sistema internazionale? Facile a dirsi ma difficile a proporsi e ancor più a realizzarsi, perchè le nazioni non nascono attraverso questa via "fredda", razionale e calcolatrice, ma devono essere capaci di far vibrare corde più profonde e significati più radicali oggi smarriti dalla politica e aleggianti in una coscienza sociale dormiente, che si risveglia sporadicamente per dire,senza costrutto: che mondo di merda. La Padania può nascere dando un costrutto a questa coscienza, come spazio di tradizione, memoria, comunità, qualità esistenziale oggi disperso: quello spazio che ci hanno narrato autori come Giovanni Guareschi o Cesare Marchi, quel richiamo atavico al senso della nostra terra che paga oggi il prezzo, etnico e culturale, di essere dominata da una società dei consumi, ispirata a semplici valori di crescita economica incapaci di esprimere le più profonde esigenze simboliche dell'essere umano. E' qui che bisogna andare a parare per attrarre il mondo giovanile e con esso il futuro: attraversare i sentieri dell'ecologia, ("strictu sensu" e nella sua declinazione psicologica) della riscoperta culturale, della bio-sostenibilità, del federalismo integrale che soddisfi il desiderio di partecipazione, diversità e comunità. Andiamo verso un'epoca dove la stessa politica dovrà sempre più rinnovarsi, ed è bene saper anticipare i tempi intuendo le esigenze di un'epoca e cavalcandole, intuendo cioè il "senso" possibile dell'esperienza bio-regionale nel ventunesimo secolo. Chi non lo fa è sconfitto in partenza, e io non credo che l'idea di un movimento a forte caratterizzzazione territoriale sia lontano dall'esprimere le esigenze delle generazioni a venire. L'importante è sapere dargli vita, organicità, coerenza fra le parti. Non credo esista altra strada: la politica "keynesiana" e assistenzialista dello Stato italiano scandalizza fino a un certo punto e non è argomento sufficiente a modificare le carte in tavola (anche perchè alla fine non ce la passiamo così male economicamente, almeno per ora, e poi perchè son finiti i tempi dell'attrattiva liberista "fukuyamiana" o dell'indignazione di fronte alla corruzione politica), e l'argomento etno-culturale, in quest'epoca di tramonto delle "kultur", ha senso solo se inserito all'interno di un progetto più ampio di critica alla "zivilisation", alla globalizzazione, alla modernità stessa, progetto che tragga, dal valore attribuito alle culture territoriali e tradizionali, le debite conseguenze.

  4. #4
    PADANIA NEL CUORE
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    SECONDO ME OCCORRE STARE ALLA LARGA E PRENDERE LE DISTANZE DAL FASCISTUME DI RITORNO.
    NIENTE DI PIU' LONTANO DAGLI IDEALI INDIPENDENTISTI.
    I PASSAGGI SULLA SPONDA MUSSOLINIANA SONO INDICE DI SCARSA COSCIENZA POLITICA E DI UNA FORMA DI INFANTILISMO VELLEITARIO.
    IN PASSATO COMUNQUE ABBIAMO VISTO DI PEGGIO E NON CREDO CHE SIA FINITA.
    CERTO LA POLITICA BLANDA E DEMOCRISTIANA ATTUALE NON SERVE AD ESALTARE GLI ANIMI PIU' IRREQUIETI.
    DICIAMOLO CHIARAMENTE! CI SONO DEI MOMENTI IN CUI I VERTICI ATTUALI DEL MOVIMENTO CON I LORO DISCORSI GOVERNATIVI FANNO STRISCIARE LE PALLE PER TERRA.
    TIOCH FAID AR LA'

  5. #5
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    Io parlo per la mia Regione, ma se qui la Lega ed altri autonomisti non avvicinano gente nuova, meno legata alla politica spicciola della carega e piu' a quella dei contenuti, saremo superati proprio sul fronte Federalismo - identitarismo - tradizionalismo, da chi aggiungera' il prefisso "Euro" a tutto questo.

    Una Lega chiusa de facto nei confini culturali italiani, non puo' attirare le menti migliori ne' dalla vituperata i-taglia (si sentono offesi da chi una volta ha sputato loro in faccia e... e....), e nemmeno dai Popoli cugini celtici e alpini, perche' sono troppo chitarre e mandolini e non si capiscono.

    Qui chi fa piazza pulita non sono 4 fasci cretini, ma Cecotti e Illy, che non promettono la luna, ma una decorosa Euroregione entro 2 anni e i primi effetti si vedono.

    Eurosaluti Padano- Alpini

  6. #6
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    In origine postato da Beli Mawyr
    Hai detto bene, Pinocchio: questo dovrebbe far riflettere ma vedrai che così non sarà; anche perchè chi dovrebbe riflettere non siamo certo noi che ormai da anni abbiamo impostato la nostra esistenza ai valori indipendentisti e autonomisti della nostra Terra ma il veneto medio, il lombardo medio etc etc. forse noi non facciamo abbastanza per interessarli o cosa?

    Brevissimo aneddoto sulla giornata di ieri a Thiene.
    Poco prima dello scontro con i legionari, un distinto signore sicuramente del posto insisteva a chiedermi se avevo letto il "De bello gallico" e se ero consapevole che "noi" (si badi noi e non lui) le avevamo sempre prese dai Romani; durante la ricostruzione del combattimento, altri autoctoni veneti, mi è stato riportato, era divertiti e seccati sull'andamento della battaglia:

    "Sì figurati se questi riescono a darle ai Romani" ...

    La morale ... sono attratti da roma più che da Venezia o cosa?
    La colpa di tutto ciò è nostra oppure di cosa si tratta?
    Una cosa per volta.
    Hai già capito intanto che la mia era una critica a certa politica d'area difficilmente distinguibile da quella di fogna nuova.

    Per il discorso sui festival storici mi permetto di fare un discorso più generale.
    se l'obiettivo è puro divertimento allora nessun problema ma se il motivo che ci spinge (mi ci metto anch'io visto che faccio parte di un gruppo storico) a impegnare del tempo in queste cose è anche quello e soprrattutto quello politco allora i festival devono diventare vere e proprie lezioni di storia (hanno in effetti le potenzialità per esserlo).
    se così è, allora non basta il combattimento fine a se stesso, ma il tutto deve essere condito da materiale divulgativo e magari da uno speaker che spieghi la storia, quella vera.
    L'ho visto fare ottimamente al Trigallia o a Peschiera del garda.
    Queste cose devono ritenersi indispensabili, altrimenti si risolve tutto in un bellissimo spettacolo per il pubblico e basta.

    Poi, su come giustificare storicamente un festival solo celtico a padova o a vicenza farei fatica a dare consigli.

  7. #7
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    Scusami Pinocchio, se ti contraddico: le cose culturali hanno un loro scopo quando c'e' il tempo di farle. Oggi stiamo alla mercé del Pazzo di Washington = Hitler = Stalin e dobbiamo reagire contro un Potere occulto che si spinge alla catastrofe.
    L' unica via d' uscita e' la creazionedi Partitii transnazionali, tipo Eva Klotz (so che la stimiamo entrambi) o l' aiuuto a chi (=Illy) ha capito che l' Europa ha bisogno di un altro ordinamento (Euroregioni).
    Spero fino all' ultimo che laLega Nord si ravveda, spero che il grande Bossi possa dire la sua, magari all' ultimo momento, ma qualunque alleanza con il mafioso e nazista B******** al momento e' perdente, oltre che moralmente insostenibile.

    Stame ben e tira drito!

    Te saludo come un grande amigo!

  8. #8
    il merovingio
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    Predefinito Re: questo dovrebbe far riflettere!

    In origine postato da PINOCCHIO
    VAZZOLA Sarà il candidato di "Alternativa sociale" mentre anche civica e Carroccio depositano simbolo e nomi della lista comune
    La destra si affida a Renzo Perin


    Vazzola
    (A.Pe.) La destra ha scelto l'ex leader della Guardia Padana . È infatti Renzo Perin il candidato sindaco per Vazzola della lista "Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini", compagine a cui aderiscono Forza Nuova, Fronte Nazionale e Libertà d'Azione. Originario di Mareno di Piave, il 50enne è supportato da una dozzina di aspiranti consiglieri: Fabrizio Colombera, Alberto Colombera, Loris Fagaraz, Carlo Giacomo Granzotto, Christian Zambon, Moris Tumiotto, Marco Oriana, Loris Bortignon, Stefano Sperandio, Dario Buscema, Samuele Padoan e Davide Cescan. «Dopo due anni di presenza nella Sinistra Piave -commentano alla segreteria provinciale di Fn- questa è la conferma che la comunità militante ha svolto un ottimo lavoro e che conta ormai su una compagine attiva e qualificata nel territorio». Fra i punti programmatici del gruppo, vi sono «la tutela del cittadino con un occhio di riguardo alla famiglia; la garanzia di un'amministrazione limpida e al di fuori di interessi economici e giochi di potere; la promessa di garantire la sicurezza nelle nostre città sempre più vittime di micro e macro criminalità e di tensioni sociali; la protezione della giovani coppie, degli anziani e dei bambini».

    Questo è quello che succede quando, per seguire i giochi di potere romani, si abbandonano certe tematiche lasciandole ad altri...

 

 

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