Alessandra Mussolini sull' Iraq.
La situazione in Iraq in queste ultime settimane è drammaticamente peggiorata.
Da questo inasprimento della situazione l’Italia ne esce con sangue e lacrime per la dolorosa perdita di un giovane lagunare che ha perso la vita dopo un forte attacco delle milizie irakene contro le basi del contingente italiano a Nassiriya.
Continuare a parlare di missione umanitaria è diventato grottesco e, personalmente, non posso che confermare la mia idea iniziale: le truppe italiane non sarebbero mai dovute andare in Iraq.
E ora – in mancanza di ruolo unitario dell’Unione europea – non possono continuare a fare ammazzare i propri servitori in armi sol perché fa comodo agli USA di avere una spalla alla loro inutile invasione.
Saddam è stato cacciato e pertanto non è più credibile la permanenza di forze straniere in Iraq, che la gente mal tollera.
Occorre che l’Europa - e con essa l’Italia - riacquisti una centralità politica che l’unilateralismo americano ha sinora soffocato.
I fatti, appunto, confermano come sia stata sbagliata la strategia iniziale americana così come sbagliate sono state tante altre iniziative politiche e militari, che hanno avuto il solo effetto di inasprire la situazione locale e far aumentare il rischio terrorismo in tutto il mondo occidentale.
La posizione del Governo italiano – supino fino al ridicolo nei confronti dei desiderata americani – non ha certo aiutato il processo di pace né facilitato la costruzione di una democrazia in Iraq.
Occorre prendere atto con determinazione del fallimento della politica estera e militare delle forze che hanno partecipato all’intervento e, pertanto, è necessario escludere gli Stati Uniti dalla gestione politica in Iraq.
L’Europa, se realmente unita e tesa all’obiettivo della pace, deve riappropriarsi di un ruolo un po’ scippatole dagli USA e un po’ sfuggitole di mano per le divisioni seguite alla scelta unilaterale americana di intervenire in Iraq.
Parallelamente, deve essere restituito anche all’ONU il compito di mediatore delle controversie internazionali nelle zone calde del mondo e di ammortizzatore delle pulsioni interventiste USA a senso unico.
La guerra è una avventura senza ritorno – come disse Giovanni Paolo II – e continuare a perseguirla pervicacemente porta solo morte e disastri.
E’ per questo che l’Italia non può più essere portatrice di morte né deve più piangere morti tra i suoi giovani.
Alessandra Mussolini




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