20/05/2004
SERVE UNITÀ, NO AL PACIFISMO DI MANIERA
Mastella: nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza entro il 30 giugno o il ritiro
La posizione resta sempre la stessa. Anche perché, come dice il capogruppo al Senato di Alleanza popolare-Udeur, Mauro Fabris, «a cambiare idea non siamo stati certo noi». Questione di coerenza, insomma, e il riferimento è a «quelli del triciclo». Tanto che, in sala stampa a Montecitorio, i vertici del Campanile hanno messo ancora una volta le stesse carte sul tavolo. E alle parole sono seguiti i fatti, enunciati uno per uno nella mozione che Alleanza popolare presenterà in Aula alla Camera e al Senato.
- La mozione. Una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, affinché l’Onu assuma «l’esercizio provvisorio della sovranità» in Iraq fino allo svolgimento di libere elezioni. Ma anche una scadenza precisa: il 30 giugno. Termine entro il quale, se non si realizzasse «l’assunzione diretta di responsabilità» di Palazzo di Vetro, scatterebbe la richiesta di «ritiro immediato» delle truppe italiane schierate nell’ex “feudo” di Saddam. Sottoscritta dall’intero gruppo Ap-Udeur alla Camera, tocca a Clemente Mastella, accompagnato dal portavoce, Sandro De Franciscis, dal capogruppo al Senato, Mauro Fabris, dal segretario amministrativo, Tancredi Cimmino e dal capo della segreteria politica, Regino Brachetti, illustrare i contenuti del documento. Un testo che, assicura il leader del Campanile, segna marcatamente le differenze con la linea del governo. «Loro hanno permesso questa guerra, noi siamo sempre stati critici», ricorda Mastella.
- Il listone. Quanto alla posizione degli alleati del Triciclo, il giudizio di Ap-Udeur resta critico. «Ci pare una mozione un po’ troppo accelerata - prosegue il leader del Campanile - priva per alcuni aspetti di senso politico e di grande responsabilità e per altri acquiesciente rispetto a un pacifismo di maniera che per alcuni aspetti rievoca quello della guerra fredda». E rivolge un appello «a recuperare un’unità sostanziale per quanto riguarda l’Italia, con grande rispetto per la nostra politica estera e per i fatti che drammaticamente sono presenti in quell’area geografica». Di certo, Mastella non nasconde di essere rimasto «un po’ perplesso» per la strada imboccata da Prodi e dal Listone: «Fino a una settimana fa avevamo le stesse posizioni, poi all’improvviso ci siamo trovati su un fronte scoperto». Ma Alleanza popolare non fa una piega: «Rispettiamo, ma non condividiamo la scelta di Prodi e dei suoi amici». Anche se resta la speranza per il raggiungimento di un possibile punto di incontro. Una convergenza che il leader di Ap-Udeur auspica, al Senato, anche con il presidente emerito Francesco Cossiga e il senatore a vita Giulio Andreotti che «condividono la nostra impostazione».
- L’unità nazionale. «C’è sempre sembrato che in momenti drammatici ci debba essere sul piano morale, prima ancora che sul piano politico, una distinzione, ma non una frattura», insiste Mastella. «Quello che sta avvenendo, invece, è una frattura che crea problemi e disagi al nostro paese», prosegue. Una frattura, osserva, che «c’è stata in Europa». La stessa Europa, insiste il leader del Campanile, che può e deve avere un ruolo centrale per «frenare le scelte infauste dell’amministrazione Bush». Per questo, ha concluso Mastella, è importante che «questa unità nazionale sia recuperata nella dimensione di una politica che faccia forte il nostro paese a dispetto o a confronto di chi guida momentaneamente il governo della comunità in determinati frangenti o epoche storiche».
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Rispondi Citando
)?
) i parlamentari della C.g.L. non avessero potuto essere in aula al momento della votazione dellla mozione del triciclo (un nome più serio no eh?), cosa sarebbe successo?
