TESTIMONIANZE. UN MILITARE AMERICANO RACCONTA CHE COSA HA DOVUTO FARE IN IRAQ
San Francisco. Il sergente Jimmy Massey ha servito nell'esercito degli Stati Uniti per 12 anni, nel corpo dei marines. Il 16 maggio scorso ha rilasciato un'intervista al Sacramento Bee, dalla quale riportiamo alcuni estratti (ripubblichiamo in accordo con il Titolo 17 della Sezione 107 della Stato della California). «Ho abbandonato - con onore - il corpo dei marines alla fine del 2003, dopo esattamente un anno di guerra nel Golfo. Sono arrivato in Kuwait il 17 gennaio e ho partecipato a tutte le principali fasi dell'invasione, e alla fine ho prestato servizio a Bagdhad. Quello che mi ha fatto cambiare idea sul mio mestiere è proprio successo nella capitale irachena. Ero con il mio plotone a un posto di blocco. Si avvicina un'auto. Il nostro servizio di intelligence ci aveva avvertito che si trattava di un'auto guidata da un commando suicida.
Abbiamo intimato l'alt e subito dopo abbiamo fatto fatto fuoco. We didn't really give this guy much of a chance. Non gli abbiamo dato nessuna possibilità... Dall'auto è uscito un uomo e mi ha detto: «Why did you kill my brother? We didn't do anything wrong»; perché hai ucciso mio fratello? Non stavamo facendo niente di male. Quel giorno ho compreso che stavamo uccidendo dei civili.
No, non è stato un caso isolato. Un'altra volta, nella città di Rekha, abbiamo visto avvicinarsi un Suv (Sport Utility Van) e abbiamo fatto immediatamente fuoco. Anche in questo caso il servizio di intelligence ci aveva informato che conteneva esplosivo nel bagagliaio. Non era vero. Il guidatore è morto. Non so quante volte è successo che io e i miei uomini abbiamo fatto fuoco contro un veicolo sospetto. Quante volte l'informazione si è rivelata corretta? Never. Not once. Mai, neppure una volta. There were no secondary explosions. As a matter of fact, we lit up a rally after we heard a stray gunshot. Nessuna esplosione. In pratica, abbiamo dato il via alla sparatoria appena abbiamo sentito un colpo di fucile. Ma poi è successo qualcosa di ancora più grave. Nella periferia di Bagdhad, un gruppo di giovani si è messo a dimostrare... Niente armi, soltanto grida e cori. C'era un carro armato che stava parcheggiato a poca distanza dai dimostranti e li teneva d'occhio. Noi guardavamo. Poi venne l'ordine dall'alto comando di sparare sui dimostranti.
L'informazione era che Fedayn e soldati della guardia repubblicana avevano indossato abiti civili e montato questa dimostrazione contro i soldati americani. Noi sparammo con fucili a ripetizione M-16, calibro 50. Personalmente ho ucciso tra i sei e i dieci ragazzi, ora non ricordo. Uno l'ho graziato. Si era nascosto dietro a una colonna. Ho alzato la mia arma, e lui le braccia. Ho ordinate di non sparare. Si è messo a correre trascinandosi dietro mezzo piede troncato (Oh, yeah. Well, I had a “mercy” on one guy. When we rolled up, he was hiding behind a concrete pillar. I saw him and raised my weapon up, and he put up his hands. He ran off. I told everybody, “Don't shoot”. Half of his foot was trailing behind him. So, he was running with half of his foot cut off). Due ore dopo, we shot an individual with his hands up, abbiamo ucciso un uomo che aveva le mani alzate. He got out of the car. He was badly shot. E' uscito dalla sua auto, e l'abbiamo colpito. Non so chi ha sparato per primo. Un marine è corso verso di noi e mi ha detto che eravamo stati noi, che avevamo ucciso un uomo con le mani alzate (We lit him up. I don't know who started shooting first. One of the marines came running over to where we were and said: “You all just shot a guy with his hands up”).
Sono andato in Iraq a combattere una guerra, ma quello che ha cambiato tutto sono stati gli incidenti con i civili. Il giorno in cui quell'uomo mi ha chiesto perché avessi ucciso suo fratello, parlai con il mio ufficiale in comando. Venne da me e chiese: “Are you ok?” e io risposi: “No, today is not a good day. We killed a bunch of civilians”. Allora lui disse: “No, today was a good day”. E quando mi ha detto questo, ho pensato: mio Dio, in quale infermo mi trovo, “oh, my goodness, what the hell am I into”? Sì, ho ucciso delle persone innocenti … per cosa. Che cosa ho fatto? Dov'è il bene, nelle cose che ho fatto? Mi sento così imbarazzato, mi vergogno... ho avuto una carriera impeccabile. Ho scelto di abbandonarla (For what? What did I do? Where is the good coming out of it? I just feel embarrassed, ashamed about it. It was just a personal conviction with me. I've had an impeccable career. I chose to get out)».
Fonte:Il Riformista 22.05.04




Rispondi Citando