È candidata per Alternativa sociale

Un thé con la Mussolini L’Alessandra va in città “fuori da vecchi schemi”


di Silvia Maria Dubois


Un thé con (la) Mussolini. È attesa per sabato prossimo per le 15 al Gran Caffè Garibaldi l'on. Alessandra Mussolini, capolista di Alternativa Sociale alle elezioni europee. Un appuntamento con la stampa per presentare ufficialmente il programma e i candidati della neo-conformazione politica capeggiata dalla nipote del duce e a cui sarà presente anche ALEX CIONI, candidato vicentino di As.
Dopo la tappa cittadina, la Mussolini si dirigerà ad Arzignano verso le 17 per un incontrare il suo candidato sindaco, Daniele Beschin. «Un'occasione per fare il punto della situazione di questa campagna elettorale - spiega ALEX CIONI - e per presentare ai vicentini il cartello unitario dell'area politica nazional popolare, un cartello che si contraddistingue per essere diverso e distante dalla variante di destra e di sinistra del partito unico liberal capitalista, in Italia rappresentato da Berlusconi e Prodi».
E Alternativa Sociale ha già scelto il suo slogan: «Fuori dai vecchi schemi, per un'Europa dei popoli contro l'Europa dei mercanti».
«Ho scelto questa frase perché riassume molto bene il concetto base del nostro pensiero - continua CIONI - noi vogliamo che l'Europa riconquisti la propria sovranità e la propria indipendenza politica, perciò è necessario che le truppe (d'occupazione) statunitensi presenti sul territorio europeo siano rispedite a casa loro. Vogliamo essere liberi di non morire più per le guerre americane a difesa di interessi altrui, e per fare ciò sarà necessario uscire anche dall'alleanza atlantica, la Nato».
Una sorta di cementificazione della difesa interna, per ALEX CIONI, sembra essere necessaria per ritrovare la propria identità di continente originario. «Dobbiamo finalmente costruire un'Europa forte politicamente e militarmente se vogliamo che cessi l'attuale subalternità alla politica imperialista degli Stati Uniti - puntualizza CIONI -. Ma vogliamo anche un'Europa che difenda e valorizzi le proprie tradizioni per la costruzione di economie solidali, improntate sul matrimonio luogo-lavoro, anteponendo la trilogia lavoro, solidarietà, dovere, al trinomio oggi imperante, capitale, egoismo e diritto individuale».
«Insomma vogliamo un'Europa Nazione che ritorni in possesso degli europei - conclude CIONI - un'Europa che sull'immigrazione prenda finalmente decisioni coraggiose contro il disegno di una società multietnica, un'Europa che crei una rete di tutela sociale e di regole uguali per tutti al fine di impedire che le nostre aziende chiudano per trasferirsi in quei Paesi dove la manodopera costa molto meno (come vorrebbero Berlusconi e Fini) perché vengono meno le tutele sociali e le garanzie per i lavoratori».