I mutamenti dei flussi turistici sono un problema che non riguarda solo la nostra perla.
I siti turistici, come ogni prodotto sul mercato, hanno un loro ciclo di vita influenzato da nuemerose e diversificate variabili alcune delle quali sono direttamente governabili altre provengono dall'esterno (e non significa che "non ci si può fare niente").
Molti economisti e sociologi studiano questi argomenti, nel turismo in particolare da quando tutti si sono accorti della sua incidenza sulla ricchezza nazionale, sia in modo diretto sia indotto.
Su una considerazione non si può che concordare: quale turismo?
Tuttavia questa considerazione non può essere legata solo ad un settore produttivo, seppure il principale, ma si deve riferire ad una visione ed quindi alla strategia di sviluppo della città.
L'attuale amministrazione non ha perseguito obiettivi ma ahimé si è limitata al "fare" che si risolve appunto nel "fatto" o nel "manufatto" a prescindere da ogni valutazione sulla loro riuscita.
I Giardini per chi? In che modello di città? e così per tutti gli altri lavori.
La totale mancanza di visone e obiettivi ha condotto ad una perdita di identità e quindi di visibilità verso l'esterno inibendo anche la crescita della cultura sociale.
Ogni scelta del Governo cittadino infatti non si risolve in sé ma impatta sulla cultura civica e produttiva dei cittadini.
Anche la mancanza di cultura dell'accoglienza non può limitarsi al "siamo liguri" perché attraverso la conoscenza e l'aggiornamento si cresce "nei" e "con" i cambiamenti del mondo.
Mi auguro tanto che il prossimo sindaco e la sua Giunta volino alto per portare risultati dal basso verso l'infinito.
L'altro




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