Citazione:
In origine postato da Wandervogel
dicevo riavvicinamento perchè mi ricordavo di aver letto su di un vecchio numero di Diorama (3/4 anni fa) un editoriale di Tarchi in cui prendeva ufficialmente le distanze da De Benoist, a causa (se non ricordo male) della mancata presa di distanza di quest'ultimo da ogni riferimento politico che potesse riferirsi ad una qualsiasi forma di "destra".
Sì, è la famosa polemica riguardante la chiusura del Manifesto della Nouvelle Droite.
Ultimamente mi è capitato, sfogliando uno degli ultimi numeri della rivista (alla quale non sono più abbonato ma che ogni tanto il Tarchi mi invia, sperando di farmi tornare la voglia..,) di vedere i 3/4 della rivista dedicati a De Benoist ed al movimento intellettuale francese.
Già... in Italia i collaboratori alle Nuove Sintesi languono. Non è per citarmi, ma quelli come me, provenienti da sinistra ma abbastanza spregiudicati con le idee (non in senso di opportunisti, ma curiosi di vedere sia "da" destra che "da" sinistra) contenti di scrivere su Diorama non ci sono. Ognuno sta sulle proprie posizioni.
Alla fine, nonostante gli intenti metapolitici di Tarchi e De Benoist, prevale il gioco delle fazioni: Diorama non ha piùniente a che fre con la destra, e i militanti radicali, anini e via dicendo vivono ogni comparsa di Tarchi come uno psicodramma (perché ci hai traditi?), mentre a sinistra solo pochi intellettuali eterodossi hanno recepito il senso di quelle idee (Cacciari, Marramao, Barcellona)mentre l'universo No Global, oppure la sinistra radicale, continuano a vedere in Tarchi un nazista travestito.
E' una brutta situazione, al di là delle polemiche.
Se mi consenti due parole in libertà sul personaggio Tarchi te le voglio dire: questa sua voglia rancorosa di prendere le distanze, se non di denigrare..., ogni riferimento ad una "destra" politica e in particolare a tutto ciò che si muove nel nostro ambiente, se da una parte lo posso capire conoscendo il passato della persona, dall'altra fa un po' a pugni con lo stato di fatto delle cose. E' indubbio, infatti, che se la cooperativa libraria sopravvive a tutt'oggi e Diorama va ancora in stampa, è solo perchè esiste ancora un "ambiente", sono sicuro che l'80% dei lettori della rivista, come pure i partecipanti alle varie conferenze, trane un ristretto numero di notabili, proviene e ed ancora in qualche modo mantiene rapporti, con l'ambiente della Destra radicale.
Condivido. Ho un buon rapporto con Marco, e penso che sia una persona sincera, mossa da un percorso sofferto e coerente; lo stesso vale per Zarelli e pochi altri (incluso De Benoist), ma la base è abbastanza intollerabile: come tu dici, si tratta di un 80% di persone rimaste vicine alla dx radicale, che delle Nuove Sintesi hanno capito poco anche quando sono in buona fede dichiarando di sostenerle.