"Purtroppo avevamo ragione, ma resta impegno con Onu"
E' inutile perseverare nell'errore di "vedere una svolta laddove c'è soltanto una strada che prosegue dritta". Per questo motivo giovedì scorso in Parlamento il centrosinistra ha chiesto al governo italiano "di predisporre il rientro delle nostre truppe: è stata una decisione che abbiamo meditato e che abbiamo preso assieme. E' stata una decisione giusta, una decisione responsabile, una decisione doverosa". Romano Prodi, presidente della Commissione europea e leader della lista che porta il suo nome, oggi riunita a Milano per la seconda convenzione nazionale, condanna con forza la questione irachena e l'atteggiamento del governo italiano, giustificando pienamente la mozione di ritiro delle truppe italiane in Iraq presentate dalla lista unitaria. Così, Prodi interviene direttamente nella polemica scatenatasi nei giorni scorsi proprio in merito a questa mozione che, secondo la maggioranza, sarebbe stata presentata perché il centrosinistra è ostaggio di Fausto Bertinotti e non sarebbe stata condivisa fino in fondo dallo stesso Prodi.
Il presidente della Commissione Europea ricorda di aver detto "fin dal primo giorno" che questa guerra "era sbagliata, un tragico errore e che non avrebbe mai dovuto cominciare". Una posizione presa "con coerenza, anche quando era scomodo dirlo, anche quando la breve euforia per la vittoria sembrava smentire le mie, le nostre previsioni". Prodi ha quindi dichiarato: "Purtroppo avevo ragione, purtroppo avevamo ragione". Di fatto, le armi di distruzione di massa non sono "mai state trovate", la stabilità e la sicurezza in Iraq e in Medio Oriente sono state compromesse e "le bandiere della pace non sono bastate a fermare la guerra". Adesso, dopo la pur giusta e fondata mozione per il ritiro che rappresenta comunque "il segno che sono falliti gli sforzi della comunità internazionale, che rappresenta una sconfitta" per l'Onu e anche per l'Europa, che "non ha saputo, potuto e forse voluto parlare con una voce sola" dell'Iraq si deve continuare a parlare. "Questo - ha proseguito Prodi - non può essere il momento del disinteresse, dell'assenza" ma deve essere il momento "del massimo impegno".
Un impegno che deve essere dell'Italia a fianco all'Europa e all'interno delle Nazioni Unite. Solo questo può portare "a una svolta autentica che porti l'Iraq fuori dalla guerra e l'Europa e l'Italia impegnate con l'Onu ad una vera pacificazione".




Rispondi Citando
