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  1. #1
    Knifnil fior di Zucca*
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    Predefinito Iraq/ Prodi: Ritiro Giusto, Decisione Presa Assieme

    "Purtroppo avevamo ragione, ma resta impegno con Onu"

    E' inutile perseverare nell'errore di "vedere una svolta laddove c'è soltanto una strada che prosegue dritta". Per questo motivo giovedì scorso in Parlamento il centrosinistra ha chiesto al governo italiano "di predisporre il rientro delle nostre truppe: è stata una decisione che abbiamo meditato e che abbiamo preso assieme. E' stata una decisione giusta, una decisione responsabile, una decisione doverosa". Romano Prodi, presidente della Commissione europea e leader della lista che porta il suo nome, oggi riunita a Milano per la seconda convenzione nazionale, condanna con forza la questione irachena e l'atteggiamento del governo italiano, giustificando pienamente la mozione di ritiro delle truppe italiane in Iraq presentate dalla lista unitaria. Così, Prodi interviene direttamente nella polemica scatenatasi nei giorni scorsi proprio in merito a questa mozione che, secondo la maggioranza, sarebbe stata presentata perché il centrosinistra è ostaggio di Fausto Bertinotti e non sarebbe stata condivisa fino in fondo dallo stesso Prodi.

    Il presidente della Commissione Europea ricorda di aver detto "fin dal primo giorno" che questa guerra "era sbagliata, un tragico errore e che non avrebbe mai dovuto cominciare". Una posizione presa "con coerenza, anche quando era scomodo dirlo, anche quando la breve euforia per la vittoria sembrava smentire le mie, le nostre previsioni". Prodi ha quindi dichiarato: "Purtroppo avevo ragione, purtroppo avevamo ragione". Di fatto, le armi di distruzione di massa non sono "mai state trovate", la stabilità e la sicurezza in Iraq e in Medio Oriente sono state compromesse e "le bandiere della pace non sono bastate a fermare la guerra". Adesso, dopo la pur giusta e fondata mozione per il ritiro che rappresenta comunque "il segno che sono falliti gli sforzi della comunità internazionale, che rappresenta una sconfitta" per l'Onu e anche per l'Europa, che "non ha saputo, potuto e forse voluto parlare con una voce sola" dell'Iraq si deve continuare a parlare. "Questo - ha proseguito Prodi - non può essere il momento del disinteresse, dell'assenza" ma deve essere il momento "del massimo impegno".

    Un impegno che deve essere dell'Italia a fianco all'Europa e all'interno delle Nazioni Unite. Solo questo può portare "a una svolta autentica che porti l'Iraq fuori dalla guerra e l'Europa e l'Italia impegnate con l'Onu ad una vera pacificazione".

  2. #2
    Knifnil fior di Zucca*
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    IRAQ/ PRODI: SOSTEGNO PROPOSTA RUSSA SU CONFERENZA INTERNAZIONALE

    Opera di pace deve estendersi a Medio Oriente

    L'Europa deve "elaborare e fare pesare su una posizione comune" che porti ad una svolta sulle questione irachena. In questo senso "la prima richiesta sulla quale l'Europa può ritrovare la propria unità è quella della convocazione di una conferenza internazionale per l'Iraq". Il presidente della Commissione Europa, Romano Prodi, parla in qualità di leader della lista unitaria e si dice favorevole alla proposta russa di indire una conferenza internazionale per l'Iraq: "E' una proposta - ha spiegato - della quale ho lungamente parlato ieri a Mosca con il presidente Putin e che l'Europa deve appoggiare e fare propria".

    La conferenza deve essere realizzata per potere "creare un vasto consenso per la stabilizzazione prima e per la ricostruzione poi". Inoltre, il nodo fondamentale resta quello del coinvolgimento dei paesi arabi "la cui presenza è indispensabile per qualsiasi azione di sostegno all'Iraq e per una pace che possa durare nel tempo".

    Infine, l'altro elemento portante di una stabile pacificazione è l'estensione di essa al Medio Oriente: "L'opera di pace e di stabilizzazione - ha aggiunto Prodi - non sarà né duratura né completa se essa non si estenderà al Medio Oriente perché è il conflitto in questa parte del mondo che tanto amiamo che tiene accese tutte le tragedie". L'Iraq e il Medio Oriente, luoghi situati "alle porte di casa nostra" rappresentano quindi per l'Europa "il luogo dell'impegno, il luogo della responsabilità".

  3. #3
    I amar prestar aen
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    Qualche settimana fa parlava di Onu?

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  4. #4
    Knifnil fior di Zucca*
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    IRAQ/ PRODI: AFFERMARE VALORI CON LE ARMI E' INUTILE E VANO

    I valori comuni si costruiscono solo con il dialogo

    Gli sviluppi tragici in Iraq e Medio Oriente dimostrano che "ogni tentativo di affermare valori comuni con la forza delle armi è inutile e vano: i valori comuni si costruiscono solo col dialogo". Lo ha affermato oggi il presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, nel suo intervento alla Conferenza sul dialogo dei popoli e delle culture organizzata dalla Commissione europea.

    Prodi ha insistito che "non si può imporre unilateralmente nessun sistema di valori, per quanto valido" e che "se siamo riusciti ad allargare un po' la democrazia è perché non abbiamo nulla imposto, ma tutto proposto".

    Il capo dell'Esecutivo comunitario ha fatto un accenno anche alla situazione in Medio Oriente, affermando che "neppure costruendo muri si promuove pace e sicurezza: per ottenere la sicurezza i muri vanno abbattuti". Per Prodi "è chiaro che per combattere il terrorismo ci vuole fermezza, perché difendiamo i nostri valori, ma ci vogliono anche comportamenti esemplari e coerenti con i valori che vogliamo difendere".

 

 

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