La prova delle bugie di Eugenio Scalfari
L'editoriale di oggi è esemplare dello stile manipolatorio di Repubblica. Non ha mai dato peso al ruolo svolto dall'Onu in Iraq. L'ha quasi sempre nascosto. Ora che è palese, ora che Berlusconi lo ha ricordato in diretta tv e in Parlamento e ora che Brahimi sta scegliendo il nuovo governo, Scalfari e Repubblica sostengono improvvisamente che si sa da tempo che l'Onu è in Iraq ("In un certo senso l´Onu è già in Iraq"), e lo sostengono, ovviamente, per spiegare che quella annunciata da Berlusconi non è una svolta. (Questo lo sostengo anch'io, perché la svolta c'è stata con la risoluzione 1511, a ottobre dello scorso anno, come riconobbero, prima di dimenticarsene per motivi di bassa propaganda sia Fassino sia D'Alema). La bugia di Scalfari si concretizza quando scrive che "da oltre due mesi le date per l´insediamento del governo provvisorio e per le elezioni nel gennaio 2005 sono arcinote". Balla. Quelle date sono state fissate il 15 novembre del 2003 con un accordo, siglato per imposizione della risoluzione 1511 dell'Onu, da tutti i partiti iracheni e dagli alleati. Sulla base di quell'accordo che prevedeva, appunto, il passaggio dei poteri il 30 giugno e le elezioni entro marzo 2005, è stata approvata la costituzione provvisoria. A dicembre Al Sistani ha chiesto di anticipare il voto, e lo ha chiesto all'inviato dell'Onu Brahimi, il quale è andato in Iraq è ha detto che, secondo l'Onu, non si poteva votare prima del gennaio 2005 (data peraltro prevista dalla costituzione provvisoria). Questi fatti sono ancora del dicembre 2003 e il processo è iniziato a settembre, quando gli americani sono tornati all'Onu. Repubblica non ha raccontato queste cose, se non nascondendole o storpiandole. Scalfari prima le ha ignorate, ora che si arriva al dunque le posticipa di sette mesi. Delle due l'una: o imbroglia oppure è vittima della disinformazione di Repubblica.
Christian Rocca
23 maggio




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