Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito I tempi di Priebke e le torture attuali

    Adesso gli americani dicono che, riguardo le torture, dovevano eseguire ordini: ricordano altri tempi ed altre persone. Ma, per fare un nome, trovo che Priebke non sia colpevole fino al loro livello, dato che è stato dimostrato che non fu implicato in torture, ed ai suoi tempi c'era la leva obbligatoria, a differenza che negli U.S.A. di oggi. Non è Priebke, quindi, che merita di andarsene all'inferno (accennando così ad una discussione non recente cui partecipò Benfy). La soldatessa England ha addirittura ammesso che durante le torture si divertiva.... Saluti

  2. #2
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    Predefinito Domanda per Benfy

    Dopo averti citato nel precedente post proprio qui sopra, mi è venuto spontaneo porti una domanda: la tortura applicata come sistema, quale sta emergendo dall'inchiesta in Irak, a mio parere è un ulteriore segno che la democrazia americana stia diventando sempre più formale e non sostanziale. Che ne pensi?

  3. #3
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    Predefinito Re: Domanda per Benfy

    Originally posted by lynn2
    Dopo averti citato nel precedente post proprio qui sopra, mi è venuto spontaneo porti una domanda: la tortura applicata come sistema, quale sta emergendo dall'inchiesta in Irak, a mio parere è un ulteriore segno che la democrazia americana stia diventando sempre più formale e non sostanziale. Che ne pensi?
    per me no però ci sono dei segni di regredimento

  4. #4
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    Predefinito Il confine però non è molto netto...

    Resta il fatto che il metodo fondato sulla tortura, che dovrebbe essere estraneo alle democrazie, lì era elevato a sistema. Quelle atroci torture sono il simbolo di un confine che si sta assottigliando tra demcrazia e dittatura. Saluti

  5. #5
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    Predefinito

    qualche caso di tortura c'è anche in italia



    Repubblica italiana
    Capo di stato: Carlo Azeglio Ciampi
    Capo del governo: Silvio Berlusconi
    Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
    Statuto di Roma della Corte penale internazionale: ratificato

    Sono continuate a pervenire segnalazioni di eccessivo uso della forza e maltrattamenti, talvolta configurandosi come tortura, ad opera di agenti delle forze dell'ordine e agenti di custodia, insieme a segnalazioni di decessi in circostanze controverse di persone arrestate e detenute. Il funzionamento del sistema giudiziario penale è stato oggetto di rinnovate critiche da parte di organismi interni ed intergovernativi. Uno dei tre uomini condannati nel 1995, a seguito di procedimenti legali dalla dubbia equità, per la partecipazione ad un omicidio politico avvenuto nel 1972, è rimasto in carcere per scontare una pena a 22 anni di reclusione ed in attesa dei risultati di unistanza presentata alla Commissione europea per i diritti umani. Organizzazioni attive in campagne per i diritti umani dei rifugiati hanno espresso preoccupazioni per la persistente mancanza di una legge sullasilo e per ladozione di una nuova legge, principalmente incentrata sullimmigrazione, che contiene disposizioni sullasilo che hanno ostacolato leffettivo esercizio del diritto di asilo stabilito dalle norme internazionali sui rifugiati e sui diritti umani e hanno aumentato il rischio di refoulement (rimpatrio forzato) di persone a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani. Un gruppo politico armato, le Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente (Br-Pcc) ha rivendicato la responsabilità dell'uccisione, avvenuta a marzo, di un consigliere economico del governo.

    Contesto
    Nel mese di gennaio, in seguito a proteste su scala nazionale dei magistrati, il Relatore speciale sullindipendenza di giudici e avvocati della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha espresso preoccupazione per il crescente contrasto tra il governo e la magistratura che, ha detto, potrebbe indebolire lo stato di diritto. Il Relatore speciale si è recato in Italia a marzo e a novembre per studiare le cause di tale contrasto e aiutare a trovare una soluzione.

    Nei rapporti e dichiarazioni preliminari emessi dopo le visite, il Relatore speciale ha affermato di essere convinto che giudici e pubblici ministeri avessero ragionevoli motivi per ritenere minacciata la propria indipendenza. Dopo la visita effettuata a marzo, egli ha chiesto agli esponenti politici coinvolti in processi di alto profilo relativi a corruzione e falso in bilancio, tra cui il primo ministro Silvio Berlusconi, di rispettare i principi del giusto processo e di non usare la propria posizione per ritardare indebitamente i procedimenti. Il Relatore speciale ha anche raccomandato listituzione di un comitato di coordinamento rappresentativo di tutti i settori dellamministrazione della giustizia con il compito di affrontare la riforma del sistema della giustizia in maniera olistica ed onnicomprensiva. Nel corso della visita compiuta a novembre egli ha rilevato che proseguivano il reciproco sospetto e la sfiducia che sfociano in tensione - tra i magistrati e il governo. Egli ha affermato che le cause alla radice [di tale tensione] sembrano essere la pesantezza del sistema giuridico e delle sue procedure che conduce ad abusi ed i processi di alto profilo di importanti esponenti politici che vengono visti trarre vantaggio dalla debolezza del sistema e, dove necessario, utilizzare la procedura parlamentare. Il Relatore speciale ha anche concluso, tra laltro, che non vi erano stati molti progressi nella riforma del sistema giudiziario e ha sottolineato che anche il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa era preoccupato per leccessiva lunghezza dei procedimenti giudiziari in Italia e stava tenendo sotto controllo lefficienza del sistema giudiziario penale.

    Nel suo secondo rapporto sullItalia, pubblicato ad aprile, la Commissione europea contro il razzismo e lintolleranza (Ecri) ha riconosciuto che negli ultimi anni il paese aveva compiuto un certo numero di passi in avanti nella lotta a tali problemi, ma ha notato che essi persistevano comunque e si manifestavano sotto forma di pregiudizi sociali, episodi di discriminazione ed atti di violenza. La Commissione ha sottolineato che la propaganda di provocazione razzista e xenofoba condotta da certi leader politici aveva svolto un ruolo nel determinare tale situazione e meritava urgente attenzione. In risposta alla Commissione, le autorità italiane hanno osservato che nessun partito politico in Italia, nel suo programma o nel suo comportamento, si ispira allintolleranza razziale e xenofoba.

    Maltrattamenti ed impiego eccessivo di forza da parte delle forze dell'ordine
    Sono stati avviati, o sono proseguiti, numerosi procedimenti penali relativi a denunce di maltrattamenti ed eccessivo uso della forza da parte di agenti delle forze dell'ordine, nonché a sparatorie, talvolta fatali, avvenute in circostanze controverse.

    LEcri ha espresso preoccupazione per le segnalazioni del coinvolgimento di alcuni agenti delle forze dell'ordine in controlli discriminatori, linguaggio insultante ed ingiurioso, maltrattamenti e violenze, compreso, in alcuni casi, luso indebito di armi da fuoco e per il fatto che alcuni gruppi di persone tra cui in particolare i rom/zingari, gli stranieri e i cittadini italiani di origine immigrata erano particolarmente espost[i] al rischio di divenire le vittime di tali comportamenti. LEcri ha rilevato come la maggior parte di tali incidenti non ha dato origine a denunce penali da parte delle vittime, che le indagini su tali casi sono state esigue, che vi è stata poca trasparenza in merito ai risultati delle inchieste della polizia e che contro-denunce sono state frequentemente presentate o minacciate contro le persone che esprimevano lintenzione di sporgere denuncia di maltrattamenti La Commissione ha sottolineato lesigenza urgente di migliorare le risposte dei meccanismi di controllo alle denunce per la cattiva condotta della polizia contro membri delle minoranze e ha raccomandato, tra laltro, la creazione di una commissione indipendente incaricata di svolgere indagini su tutte le presunte violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia.

    Aggiornamenti
    Tra le indagini penali in corso figuravano quelle relative alle violazioni dei diritti umani commesse durante le operazioni di polizia legate a manifestazioni di massa in occasione del terzo Global Forum (Napoli, marzo 2001) e del Summit G8 (Genova, luglio 2001).

    *Decine di agenti di polizia di Napoli sono stati sottoposti ad inchiesta. In aprile la giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del procuratore della Repubblica per larresto di otto agenti di polizia. Tra i vari capi daccusa vi erano laver trasferito illegalmente ed indiscriminatamente in una struttura detentiva decine di persone prelevate dagli ospedali locali, in cui molti si erano recati per sottoporsi a cure urgenti per le ferite riportate durante le manifestazioni; laver impedito agli arrestati di comunicare con parenti e avvocati; laver sottoposto gli arrestati a perquisizioni corporali illegali ed umilianti, aggressioni fisiche, anche con manganelli, intimidazioni, minacce e altri maltrattamenti; laver danneggiato oggetti di proprietà degli arrestati e laver illegalmente confiscato pellicole fotografiche, macchine fotografiche, videocamere, telefoni cellulari ed altri oggetti allo scopo di coprire i presunti reati commessi dalle forze dell'ordine. Nel mese di maggio la sezione per il riesame del tribunale di Napoli ha annullato l'ordine di custodia. Tuttavia, il tribunale ha sottolineato che, sebbene non avesse rilevato prove sufficienti per confermare laccusa di sequestro di persona, vi erano prove consistenti di reati di violenza privata e lesioni personali; che era indubbio che si fossero verificate condotte violente e vessatorie da parte della polizia in palese viol’azione di norme di legge, soprattutto presso la caserma in cui erano stati portati gli arrestati; e che
    [erano] state poste in essere condotte abnormi e assolutamente ingiustificabili.

    *Le numerose indagini penali relative agli incidenti in occasione del G8 avviate dalla procura della Repubblica di Genova comprendevano anche l’inchiesta per l'uccisione di un dimostrante, Carlo Giuliani. Il carabiniere che esplose il colpo da una camionetta dellArma attaccata dai manifestanti è stato indagato per possibile omicidio volontario mentre si svolgeva lanalisi delle testimonianze e delle prove forensi. Nel mese di dicembre la procura, sostenendo che l'agente aveva agito per legittima difesa, ha presentato richiesta di archiviazione alla giudice per le indagini preliminari. I legali della famiglia di Carlo Giuliani si sono opposti alla richiesta e, a fine anno, la giudice non aveva ancora reso noto la propria decisione.

    È proseguita unaltra indagine penale relativa al comportamento degli agenti delle forze dell'ordine durante lirruzione in un edificio legalmente occupato dal Genoa Social Forum. Almeno 62 delle 93 persone arrestate durante lirruzione riportarono ferite, alcune delle quali resero necessario il ricovero urgente e, in alcuni casi, lintervento chirurgico. Decine di agenti di polizia sono stati posti sotto inchiesta, inizialmente per possibili accuse di abuso di autorità, lesioni e percosse, ingiurie e/o per non averne impedito il compimento da parte di altri agenti ai loro ordini. L'indagine si è ampliata quando sono emerse forti prove che suggerivano che gli agenti avevano commesso reati di falsa testimonianza e falsificazione di prove contro i 93 arrestati, apparentemente per giustificare lirruzione, il grado di forza impiegata dalla polizia e larresto stesso delle 93 persone. Queste ultime sono state accusate di resistenza a pubblico ufficiale, furto, porto darmi ed associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio. Nel mese di dicembre la procura ha presentato richiesta di archiviazione per i primi tre reati, mentre per il quarto a fine anno l'indagine penale era ancora in corso.

    Ancora aperta era anche l'indagine sul comportamento degli agenti e del personale penitenziario allinterno del centro detentivo temporaneo di Bolzaneto, in cui furono condotti più di 200 arrestati. A fine anno più di 30 persone, tra cui agenti di custodia, medici, carabinieri e agenti di polizia, risultavano essere sotto inchiesta per abuso di autorità, lesioni e percosse, ingiurie e/o per non averne impedito il compimento.

    Carceri
    È perdurato il cronico sovraffollamento e sono continuate a pervenire segnalazioni di assistenza medica inadeguata, condizioni sanitarie carenti ed alti livelli di autolesionismo, tentato suicidio e suicidio. Le frequenti proteste dei detenuti sono state causate largamente dalle condizioni sempre più deteriorate, sia per i reclusi, sia per il personale penitenziario. Durante l'anno erano ancora in corso numerosi procedimenti penali, alcuni dei quali contraddistinti da eccessivi ritardi, in merito ai presunti maltrattamenti, talvolta configurandosi come tortura, compiuti dagli agenti di custodia. Sono state espresse preoccupazioni che il regime di massima sicurezza cosiddetto del 41-bis (che consente un duro grado di isolamento dal mondo esterno ed è applicabile a detenuti legati al crimine organizzato) possa in certi casi configurarsi come trattamento crudele, inumano e degradante. Una legge approvata dal parlamento in dicembre ha esteso l'applicazione del 41-bis anche alle persone detenute per traffico di esseri umani e per reati commessi con finalità di terrorismo ed eversione.

    *Nel mese di maggio, più di 70 detenuti del carcere distrettuale di Trento hanno firmato un reclamo in cui denunciavano che alcuni agenti di custodia avevano picchiato un recluso di origine marocchina e che spesso abusavano del loro potere. In giugno il ministero della Giustizia ha dichiarato che la procura locale aveva avviato indagini sia sulle denunce dei detenuti, sia in merito ad un rapporto presentato dagli agenti di custodia di Trento in cui affermavano che, nel mese di maggio, i reclusi avevano commesso reati violenti contro gli agenti stessi e che alcuni detenuti di origine marocchina avevano preso parte a violenti disordini.

    *A settembre la procura di Palermo ha aperto un'indagine penale in merito ad una denuncia scritta presentata da circa 25 detenuti del carcere Pagliarelli. Essi avevano denunciato che alcuni agenti li avevano sottoposti ad aggressioni, intimidazioni, violenza fisica e psichica e che tali trattamenti avevano portato ad un tentativo di suicidio.

    *È stato segnalato che, nelle carceri di Cuneo, LAquila e Viterbo, le finestre delle celle occupate dai detenuti sottoposti al regime del 41-bis erano state coperte con vari strati (talvolta fino a tre) di vetro rinforzato e barriere di sicurezza metalliche che avevano significativamente ridotto la possibilità per i reclusi di ricevere aria e luce dallesterno. Le denunce riferivano che i detenuti ospitati in tali celle per periodi prolungati avevano subito un considerevole deterioramento della vista.

    *Nel mese di dicembre si è aperto il processo agli otto agenti di custodia accusati di aver causato lesioni gravi a Luigi Acquaviva, morto nel carcere sardo di Bade Carros nel gennaio 2000. Lautopsia ed altre perizie legali stabilirono che il suo corpo, ritrovato impiccato in una cella di isolamento sorvegliata elettronicamente, presentava estesi traumi sofferti prima della morte e ferite al collo compatibili con lipotesi del suicidio. Inoltre, un agente di custodia è stato accusato di omicidio colposo per omissione di soccorso, per non aver controllato il detenuto e non averne impedito il suicidio.

    Giurisdizione universale per crimini contro lumanità
    A febbraio un cittadino ruandese residente in Italia è si è recato in Tanzania dove si è consegnato al Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Ictr) di Arusha. Nel 2001 lItalia si era rifiutata di mettere in atto un mandato di arresto internazionale spiccato nei suoi confronti per genocidio e crimini contro lumanità, sostenendo che, in base al diritto interno, non vi erano fondamenti legali per effettuare larresto. Amnesty International aveva chiesto allItalia di mantenere immediatamente i propri obblighi internazionali e garantire che i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani fossero condotti in giudizio. Nel mese di agosto è stata promulgata una legge sulla cooperazione dell'Italia con il Tribunale per il Ruanda.

    rapporto annuale 2003 amnesty international

  6. #6
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    Amnesy non amnesty

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  7. #7
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    Originally posted by locke
    Amnesy non amnesty

    Cordiali Saluti
    A me sinceramente amnesty sembra molto seria, una tra le più serie insieme alla croce rossa e peace Reporter

  8. #8
    I amar prestar aen
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    Originally posted by yota71
    A me sinceramente amnesty sembra molto seria, una tra le più serie insieme alla croce rossa e peace Reporter
    Ho impiegato un pò di tempo a trovarlo:

    Riportiamo l'articolo di Dimitri Buffa pubblicato su L'Opinione giovedì 10 luglio 2003.

    Quella che state per leggere é la triste storia di una trasformazione
    ideologica all'interno di una delle più note organizzazioni che si occupano
    del monitoraggio dei diritti umani nel mondo: Amnesty international, di
    seguito AI.

    -Amnesty diventa Amnesy-
    L'accusa, da parte dei suoi stessi iscritti, degli osservatori
    internazionali, dei governi occidentali in lotta contro il terrorismo
    suicida e non, é molto semplice: Amnesty negli ultimi anni si é trasformata
    in "amnesy". Cioé, a fronte di un impegno sempre crescente nel denunciare le
    storture, pur esistenti, dello stato di diritto nei paesi democratici come
    Inghilterra, Usa e Israele (tanto per fare i soliti esempi di repertorio),
    puntando sempre il dito contro le misure repressive anti terrorismo,
    "amnesty-amnesy" si é sempre dimenticata di rilevare le palesi, quotidiane
    ed enormi violazioni dei diritti umani negli stati del terzo mondo. Protetti
    ai suoi occhi da una sorta di malinteso concetto-mito del "buon selvaggio",
    grottesco se applicato ai dittatori e ai regimi di Cina, Laos, Vietnam,
    Cuba, Sudan, Libia, Siria, Iran e Iraq. Da questa dimenticanza é nato il
    maligno nick-name di "amnesy international". Intendiamoci: se uno va a
    leggere gli annual report, anche quello 2003, a ognuno di questi paesi é
    dedicata una nutrita sezione-dossier. Anche la disinformazione infatti segue
    i canali della logica e non quelli pacchiani della propaganda.
    Ma il trucco sta nella cifra con cui tali rapporti vengono presentati al
    pubblico: quest'anno, ad esempio, nella conferenza stampa non si é parlato che
    della guerra all'Iraq, dei diritti dei prigionieri di Guantanamo e degli
    omicidi mirati di terroristi palestinesi da parte di Israele. Quello finisce
    in prima pagina.
    Poi chi vuole i dati su Cuba, Cina, Liberia se li va a leggere nel rapporto
    come mera curiosità. Il problema non é la maggioranza di stati canaglia da
    carro di Tespi che sostiene la presidenza libica nella commissione diritti
    umani, no, il problema restano le sporadiche ed eventuali violazioni dei
    diritti umani dell'Occidente in nome di questa inutile guerra globale al
    terrorismo.
    Questo é il messaggio che "amnesty" vuole fare passare e questo è anche il
    motivo per cui la soprannominano "amnesy".
    Il tutto segretamente rincorrendo le chimere no global, l'odio anti americano e anti israeliano, il pregiudizio terzo mondista, il miraggio
    della guerriglia guevarista di liberazione.

    -Durban-
    Come nel tempo Amnesty international divenne Amnesy international é
    difficile da spiegare data l'apparente gradualità del fenomeno.
    Si può dire che i sintomi più pesanti dell'orrenda metamorfosi iniziarono a
    manifestarsi a cavallo dell'inizio della seconda Intifada nei territori
    dell'Anp e poco prima della conferenza di Durban, due eventi che
    rappresentano dal punto di vista ideologico le prove generali per l'attacco
    dell'11 settembre 2001 all'America.
    Per quanto riguarda Durban, AI tenne a precisare di non aver lasciato i
    lavori (si era diffusa questa voce quando Israele e gli Usa se ne erano
    andati inorriditi per l'antisemitismo montante) e firmò la dichiarazione
    delle Ong (piena di frasi antisemite; dove Israele veniva definito "stato
    razzista che pratica l'apartheid" e "responsabile di crimini di guerra, atti
    di genocidio e pulizia etnica"). Il delegato di Amnesty si limitò a dire:
    "Non siamo ancora pronti ad affermare che Israele è coinvolto in un
    genocidio". Soltanto due giorni dopo la fine della conferenza, quando tutto
    il mondo era inorridito da quanto successo, Amnesty ha voluto dissociarsi
    dal "linguaggio" con cui era stata scritta la dichiarazione delle Ong (non
    da quello che c'era scritto evidentemente). Nessuna condanna sulle evidenti
    manifestazioni di antisemitismo che avevano funestato la Conferenza, sulle
    dichiarazioni negazioniste e razziste contro gli ebrei.
    Ma quando, si chiederà l'attento lettore de "l'Opinione", "Amnesty" si
    trasformò in "amnesy"?
    Il punto di svolta arrivò nel 1998, 50esimo anniversario della Dichiarazione
    universale dei diritti umani, quando fece a Parigi un roboante discorso in
    cui attaccava il capitalismo. La cosa lasciò basiti molti vecchi soci, ma
    molti giovani soci ne furono entusiasti.
    Basta leggere il capitoletto che scrisse per il Rapporto annuale 2001 dove
    parla di "globalizzazione", difende lo stato-nazione e tante altre
    simpatiche prese di posizione.
    In precedenza, all'inizio degli anni '90, era diventato segretario
    generale Pierrè Sané.
    Il segretario generale non è una carica elettiva. È una persona pagata per
    dirigere tutta quanta la baracca (il segretariato internazionale, con sede a
    Londra, responsabile di tutta la ricerca di AI).
    Pierre Sané è un economista (si fa per dire) senegalese. Ha dovuto
    affrontare i cambiamenti epocali di quegli anni e modificare la struttura un
    po' rigida di AI nella guerra fredda per affrontare i nuovi tempi.
    In quegli anni se un qualsiasi socio di AI si fosse sognato di perorare in
    pubblico idee come quelle, sarebbe stato buttato fuori dall'associazione
    senza tanti riguardi.
    Alcune sezioni, tra cui quella di Firenze, protestarono, quasi tutte le altre
    ne furono entusiaste. Su un giornale inglese (o francese) apparve un lungo
    articolo dove in sostanza si profetizzava la fine di AI come era stata fino
    ad allora. Diceva che la base dei soci di AI è composta da rappresentanti
    delle classi medie occidentali: se AI diventa un'associazione contro il
    libero mercato e l'Occidente è probabile che i suoi soci non saranno più gli
    stessi.
    Da allora effettivamente è stato un lento scivolare verso posizioni sempre
    più estremiste . Pare tra l'altro che Sané, responsabile del segretariato,
    abbia assunto prevalentemente gente che la pensava come lui, creando così un
    gruppo di ricercatori con le sue stesse idee estremiste.
    Il vecchio Peter Benenson (il fondatore di AI) è ancora vivo. Dicono che ci
    abbia litigato e che oggi non voglia più sentire parlare di Amnesty, ma è
    molto anziano e non poteva fare molto.
    Il culmine comunque è arrivato nel 2001 quando l'International Council
    Meeting (una specie di parlamento internazionale che si riunisce ogni due
    anni), riunito a Dakar, decise di abolire il mandato e di occuparsi di tutti
    i diritti umani, un modo raffinato per dire che si occuperanno di "diritti
    socioeconomici", cioè di questioni come la lotta al neoliberismo e alla
    globalizzazione.

    -Il "mandato" abolito-
    Piccola parentesi sul mandato. Il "mandato" era la base del lavoro di AI
    perché stabiliva quello di cui ci si poteva occupare. Ad esempio all'inizio
    si occupava solo di prigionieri di opinione, poi è stata aggiunta la lotta
    alla tortura, poi la pena di morte, e così via.
    Averlo abolito è stato un po' come un colpo di stato che abroghi la
    costituzione. Avevano l'autorità legittima per farlo, ma di fatto quasi un
    milione di soci non ne sapevano niente. Ancora oggi capita di incontrare
    alcuni e se uno dice loro di essere uscito da AI perché è stato abolito il
    mandato, lo guardano esterrefatti, perché non lo sanno.
    In realtà quell'anno a Dakar erano due le mozioni in lizza. Una
    ("estremista") prevedeva di abolire immediatamente il vecchio mandato e
    occuparsi subito delle nuove questioni, l'altra (ritenuta "moderata")
    cercava un compromesso e prevedeva di abolirlo magari anche subito, ma di
    occuparsi delle nuove "sfide" (come dicono loro) soltanto dopo qualche anno
    di rodaggio.

    -L'elezione di Irene Khan-
    Contemporaneamente fu eletta una nuova Segretaria Generale, Irene Khan,
    musulmana del Bangladesh. Pierre Sané è finito a lavorare per qualche ente
    delle Nazioni Unite, da dove viene peraltro la Khan.
    La Khan é passata alla storia per avere deprecato la divulgazione di
    documenti che provavano il coinvolgimento di Saddam nelle torture al proprio
    popolo e nella violazione dei diritti umani più elementari.
    Farlo adesso che si sta decidendo la guerra all'Iraq da parte degli anglo
    americani - disse - é un argomento suggestivo a favore della guerra a
    Saddam". insomma il diritto umano si denuncia solo quando la contingenza
    generale é politically correct.
    Fra il 1998 e il 2001 avvennero altri fatti disgustosi, da rendere noti.
    Intanto gli addetti ai lavori notavano una certa insofferenza verso gli
    embarghi (Cuba e Iraq). Alla fine AI ha preso posizione contro l'embargo,
    sempre e comunque.

    -La difficoltà di usare il termine "terrorismo"
    Poi c'é la diatriba sul termine "terrorismo" che viene sempre usato da AI
    fra virgolette. La spiegazione ufficiale è che non esiste una definizione
    accettata da tutti di cosa sia il terrorismo. Che significa? Significa che
    per alcuni stati, si lascia alla fantasia del lettore immaginare quali, le
    guerre degli Stati Uniti o gli omicidi di mirati di Israele sono
    "terrorismo".
    Peraltro non è affatto vero che non esista una definizione
    internazionalmente accettata di terrorismo. Le Nazioni Unite ne hanno date
    parecchie, compresa quella contenuta nella Convenzione Internazionale per
    l'Eliminazione degli Attentati Terroristici (International Convention for
    the Suppression of Terrorist Bombings).

    -La regola del cerchiobottismo e le sue eccezioni-
    La politica di AI è sempre stata dominata da un certo "cerchiobottismo". Un
    tempo, durante la Guerra Fredda, questo aveva un suo senso: per ogni
    prigioniero di opinione in Urss si denunciava anche un caso in Cile. e così via. In questo modo si evitava di essere etichettati. La versione ultima di questa politica è diventata grottesca.
    Ad esempio, AI ha preso posizione in favore del "diritto al ritorno" dei
    profughi palestinesi esattamente quando Arafat metteva in crisi Oslo proprio
    per non voler fare concessioni su questo punto. E alla vigilia della
    seconda Intifada, che poi é quella del terrorismo suicida.
    Se uno legge il documento di AI, si accorge che giudica violazioni dei
    diritti umani sia l'impossibilità di tornare dei "profughi palestinesi"
    (sorvolando sul fatto che spesso non siano né profughi né tantomeno
    palestinesi, ma questo non viene certo approfondito), sia il fatto che non
    possano tornare alle loro case gli ebrei scacciati dai paesi arabi in quegli
    anni e nel 1967. La tempistica però era tutta a favore dei palestinesi, che
    ne hanno subito approfittato.
    Nel caso di Sharon, però, l'odio ideologico prevale sul cerchiobottismo.
    Chiedono che sia processato in Belgio, ma non chiedono lo stesso trattamento
    per Arafat, né ricordano che bene o male è stato denunciato anche lui, così
    come Fidel Castro, negli stessi tribunali belgi. Il processo per crimini
    contro l'umanità da portare avanti è sempre e solo quello contro Sharon.
    Care personcine per cui AI non ha chiesto nessun processo sono i 13
    terroristi che occuparono e saccheggiarono la chiesa della Natività a
    Betlemme, "ospiti" dell'Europa. Eppure quando Ocalan finì in Italia proprio
    AI aveva chiesto che fosse processato, dato che era sospettato di violazioni
    dei diritti umani. Molti ancora oggi si chiedono perché in questo caso non
    ha detto niente, anzi ha chiesto che i tredici terroristi non fossero
    detenuti.

    -Nuovi diritti umani da tutelare-
    Recentemente Amnesty ha introdotto un nuovo "diritto umano" da tutelare tra
    quelli di cui si occupa: il diritto dei prigionieri di Guantanamo catturati
    in Afghanistan di non ascoltare musica rock in continuazione. E in
    particolare quella di Barney e Sesame streets show che é un cult della tv
    americana. Anche gli italiani in Amnesty-Amnesy fanno la loro grottesca parte di propalatori del verbo politically correct. Ad esempio, Claudio Cordone, uno
    dei direttori in capo per il diritto internazionale di Amnesty, arrivò a
    sostenere che non si poteva bombardare la tv irachena solo perché usata come
    strumento di propaganda dal regime. In nome della libertà di stampa
    garantita dall'articolo 21 della Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione
    Universale dei Diritti dell'Uomo quella tv avrebbe dovuto continuare a
    trasmettere i deliranti proclami di quella macchietta dell'ex ministro
    dell'informazione di Saddam anche quando la guerra era ormai finita.

    -Jenin-
    Dove Amnesty superò se stessa (in chiave amnesy) però fu nella propaganda
    (falsa e coscientemente tale) che seguì alla battaglia di Jenin, cioé quella
    che vide l'esercito israeliano e i terroristi della Jihad e Hamas affrontarsi
    in un duro corpo a corpo al tritolo per un giorno dello scorso aprile 2002.
    Amnesty diede il via alla leggenda metropolitana di un massacro perpetrato
    dalle Israeli Defence Forces, omettendo di citare persino quelle fonti
    palestinesi che invece e chiaramente lo esclusero. C'era stata una battaglia
    in cui erano morti 23 soldati israeliani e 59 terroristi palestinesi ma per
    gli scopi di bassa propaganda anti sionista andava detto che "a Jenin gli
    ebrei hanno fatto un massacro". Purtroppo per loro gli stessi media arabi
    smentirono questa tesi pubblicando altresì le testimonianze di guerriglieri
    che si vantavano di avere minato tutto il campo profughi e di avere usato i
    civili come scudi umani. Inutile sottolineare che Amnesty per quelle
    falsità, come per tutte le altre, non ha mai chiesto scusa. Un ulteriore
    evidente caso di "amnesy"?

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  9. #9
    I amar prestar aen
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    Originally posted by yota71
    A me sinceramente amnesty sembra molto seria, una tra le più serie insieme alla croce rossa e peace Reporter
    Altro esempio di Amnesy:

    A Cuba va tutto bene. Meglio che in Italia. Lo dice Amnes(t)y International. O la RAI.

    Ignoro se sia un errore della RAI o di Amnesy International, anche se ci pare più probabile sia un errore della seconda. Vi invitio a cliccare su Rai.it e cercare Cuba in tutte le categorie di violazioni dei diritti umani. Non la troverete.

    (...)


    Torture e maltrattamenti
    132 i paesi responsabili.
    Africa: Angola, Burundi, Camerun, Ciad, Comore, Congo, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinee, Kenya, Liberia, Madagascar, Malati, Mauritania, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Rwanda, Senegal, Sudafrica, Sudan, Swaziland, Togo, Uganda, Zambia, Zimbabwe;
    Asia: Afghanistan, Bangladesh, Cambogia, Cina, Coree, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Maldive, Mongolia, Mynamar, Nepal, Pakistan, Isole Salomone, Sri Lanka e Taiwan
    Americhe: Argentina, Bahamas, Belize, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Giamaica, Guyana, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Paraguay, Perù, Stati Uniti, Suriname, Trinidad e Tobago, Uruguay, Venezuela;
    Europa e Asia Centrale: Albania, Armenia, Austria, Azerbaigian, Bielorussia, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Estonia, Federazione Russa, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Kazakhstan, Lettonia, Lituania, Macedonia, Moldova, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uzbekistan;
    Medio Oriente e Africa del Nord: Algeria, Arabia Saudita, Palestina, Emirati Arabi, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Israele/Territori, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Siria, Qatar, Tunisia, Yemen.(...)

    http://www.rai.it/news/articolonews...7,79357,00.html

    Trovato su:
    http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/

    Cordiali Saluti
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