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    Predefinito Quella "sinistra" neocon più a destra della nostra destra estrema

    Quella "sinistra" neocon più a destra della nostra destra estrema
    Paradossi d'oltreatlantico






    La politica americana è così spostata a destra che alcuni continuano a considerare liberal (di sinistra) i neoconservatori repubblicani, le cui istanze però se paragonate a quelle di qualsiasi partito conservatore europeo risultano fatalmente più "a destra". In alcuni casi più a destra, addirittura, della destra estrema.

    Prendiamo il caso del "padrino" dei neocons, Irving Kristol, scomparso recentemente. Per esaminare le sue posizioni politiche ci serviremo di un articolo scritto di suo pugno, "Noi miglioristi", pubblicato in Italia nel 2003 sulla rivista Liberal.

    Kristol, su posizioni di sinistra liberale fino agli anni sessanta, ritiene che "verso certi aspetti del messaggio conservatore ero peraltro certamente vulnerabile persino allora."

    Guarda un po', mentre in tutta Europa, allo scatenarsi del movimento studentesco e del Vietnam la destra ammicca, riconosce le ragioni dei ribelli, strizza l'occhio al radicalismo antiborghese e in taluni casi si spinge persino a tifare per i vietcong, Kristol riconosce che "benché liberale progressista, non ero mai stato innamorato di quelle idee che garantivano l’ortodossia liberale progressista."

    Quali idee?

    "Per esempio, ero sempre stato favorevole alla pena capitale."

    "Non avevo mai creduto che il crimine si potesse «curare» con trattamenti terapeutici."

    "Non avevo mai messo in dubbio che l’idea di pregare nelle scuole fosse perfettamente sensata."

    "Ero convinto che la ripetizione e la memorizzazione offrissero ai giovani il mezzo migliore per imparare."

    "Ritenevo che il «permissivismo sessuale», in tutte le sue forme, fosse un’idea assurda."

    "Consideravo utopistico l’ideale di un «mondo senza guerra» e impresa futile la «democratizzazione del mondo»"

    Dopo aver sciorinato questo bell'elenco di posizioni che manderebbero in sollucchero qualsiasi conservatore occidentale, Kristol ricorda che avrebbe "accolto a braccia aperte la comparsa di un periodico conservatore".

    Adesso, lasciamo perdere un attimo, noi europei, le ragioni della polemica tra i neocons e la National Review, prima, e con i paleocons, poi. In quanto sono questioni inerenti prettamente alla realtà americana. Soffermiamoci invece sulle posizioni di Kristol.

    1) E' favorevole alla pena di morte.

    2) Il crimine non si può curare, va solo combattuto.

    3) E' giusto che nelle scuole si preghi.

    4) Il miglior metodo per imparare è di memorizzare.

    5) Il permissivismo sessuale "in tutte le sue forme" è "assurdo".

    6) Il pacifismo è utopia.

    7) La democratizzazione del mondo "futilità".

    Adesso ditemi voi se c'è un politico conservatore in tutta Europa capace di sostenere in un dibattito televisivo posizioni come queste. Impossibile. Per tutti noi europei la pena di morte è una barbarie; il crimine è un "male sociale" e come tale va curato con appositi "programmi rieducativi"; a scuola si studia non si prega; la memorizzazione dei testi di studio è sconsigliata; il permissivismo sessuale è accettato come questione che attiene al privato; il pacifismo è un ideale nobile che va coltivato quotidianamente; la democratizzazione del mondo è cosa buona e giusta.

    A tal proposito mi ricordo di un aneddoto gustoso. Quando questo articolo uscì in Italia se ne parlò anche su RadioRadicale. Allora io ascoltavo spesso la rassegna stampa di Massimo Bordin e guardavo con attenzione alle aperture "neoconservatrici" dell'allora segretario radicale Daniele Capezzone. Nel partito di Pannella però Capezzone era in netta minoranza, giacchè quasi tutti avevano come riferimento americano Hillary Clinton. Invece Capezzone si ostinava a dire che le battaglie neocons erano praticamente le stesse dei radicali.

    Bene, ricordo come se fosse ieri la volta in cui un perplesso (a dir poco) Bordin sciorinò in diretta radiofonica le posizioni citate di Irving Kristol. Ad ogni punto sembrava scuotere la testa e dire: "ma come si fa? non ci siamo, non ci siamo..." Arrivato all'ultimo punto, l'esausto e disgustato direttore di RadioRadicale poteva dire - Capezzone permettendo - in tutta onestà che Kristol coi radicali italiani non c'azzeccava niente.

    Tutto questo, mentre la stampa europea si ostentava a sottolineare la formazione trotzkysta, rivoluzionaria di sinistra di Kristol. Idee che il nostro, come qualsiasi ebreo immigrato americano, aveva professato negli anni trenta per poi aderire al New Deal Rooseveltiano, assimilato come una forma di "americanismo" e poi riletto in senso critico fino ad approdare a quella particolare forma di conservatorismo che ha preso il nome di neoconservatorismo.

    E queste cose Kristol non le andava a dire nelle tv americane non perchè destavano scandalo, ma perchè costituivano in buona parte delle ovvietà su cui non c'era motivo di insistere. Erano altri i motivi di dissenso nella destra, e fra la destra e la sinistra.

    Concludo con un altro piccolo aneddoto, piuttosto divertente. Durante i giorni della guerra in Iraq era spesso invitato in tv il politologo Luttwak, anche lui associato al neoconservatorismo, per quanto non fosse propriamente un neocon. Era una trasmissione di Santoro e tra gli altri era presente Sansonetti, l'ex direttore di Liberazione. Bene, Luttwak ad un certo punto si mise a criticare duramente gli islamici con toni assai poco politically correct, arrivando pure a deridere le loro barbe... A quel punto il correttissimo Sansonetti strabuzzò gli occhi, non potendo credere a quel che aveva sentito, come se a parlare fosse un neonazista o quasi. E con voce tremante balbetto: "Ma che discorsi sono questi? Le barbe... questi son discorsi da estrema destra!"

    Ecco il punto. Nella nostra ingessata politica, prona al più corretto sinistrume liberale, i neocons (e ancor più la destra USA) sono qualcosa che va al di là del buon gusto e della decenza. Nessun politico italiano, nemmeno un fascista come Fiore, avrebbe mai pensato di deridere apertamente in tv un mullah per la sua barba... Figuriamoci se gli sarebbe stato permesso di pronunciarsi a favore della pena di morte o della preghiera nelle scuole.

    Non c'è niente da fare: nessuna destra al mondo è così "destra" come quella americana!


    Florian
    Ultima modifica di Florian; 05-11-09 alle 16:13

 

 

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