In occasione della mostra di Buson di domani, in Milano, col desiderio che più gente possibile si stringesse intorno ad una persona che io trovo pura e che, ora come sempre, trovo che meriterebbe dalla vita molto di più degli anni di galera che ha fatto e della fatica che lo stato anche oggi gli impone, su consiglio di una gallerista conoscente ho cercato di far pubblicare la notizia e le date della mostra su un giornale assolutamente banale come l'inserto "ViviMilano" del Corriere della Sera.
Così come con la gallerista ho rapporti grazie al mio lavoro, altrettanto conosco, sempre per motivi di lavoro mio, e quindi di riconoscenza (non dovuta, sia ben chiaro, ho il medesimo comportamento nei confronti di qualunque paziente) anche giornalisti, più o meno noti, del Corriere.
Gli faccio ricevere copia della locandina, con la preghiera che venga inserita nel gruppo di notizie (a mio parere assolutamente inutile) che permettono ad un inserto illogico come è ViviMilano, di esistere, di mantenere un pò di gente che ha trovato un motivo alla sua esistenza e di consumare una valanga di carta che rientra rapidamente nel ciclo albero-carta-contenitore specifico, e in Padania, smaltimento.
In itaglia, cassonetto bruciato.
In entrambi i luoghi giustifica stipendi.
Sulla locandina c'è questa frase incresciosa, "dall'alto del campanile", che mette subito in percussione questi artisti della notizia corretta.
Ci si scambia alcune e-mail in cui io minimizzo, non trovo una grande fatica nella la preoccupazione di dover citare un pittore su un giornale ufficiale in poche righe a caratteri piccoli tra una ventina di mostre, altrettanto poco importanti, che la "grande Milano" offre ogni settimana.
E, riguardo le prigionie, mi ricordo anche della risonanza per un certo pittor Vallanzasca, forse pure assassino, sul settimanale "7", del medesimo foglio di regime.
Comunque, illuso, aspetto mercoledì, ieri, per buttar via dei soldi e comprare "il Verbo" ed il suo inserto.
Come dovevo immaginarmi, soldi sprecati, valanga di mostre in Milano, ma niente su Gilberto.
Neanche una briciola per il pazzo cane bastardo, da parte dei ricchi del regime.

E questo ho voluto scriverlo per noi, per ricordarci chi siamo e come a volte costi poco un gesto di solidarietà per chi ha messo in ballo molto più di noi sul medesimo ideale.

E per tutte le scimmie che frequentano i vari fora, che si abbeverano a dei media che sono in grado di cancellare tutto (a volte anche la morte, sb), nude o vestite che siano.

Altrettanto illuso, io vi aspetto.