Piacenza:
I candidati della lista con la Mussolini
«La famiglia è al centro del nostro impegno»
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Piacenza - «Né Usa né Islam, Europa agli europei» recita il volantino diffuso ieri alla presentazione all'Hotel Roma di due candidati in corsa per le Europee nella lista “Alternativa sociale con Alessandra Mussolini”. «Alla guerra in Iraq, basata su falsità, voluta dalla lobby del petrolio, siamo contrari e chiediamo immediato rientro dei soldati italiani». A parlare è Roberto Fiore, candidato per la nostra circoscrizione dietro ad Alessandra Mussolini (capolista in tutte e cinque le circoscrizioni italiane). Fiore è segretario nazionale di Forza Nuova, «figura storica della destra radicale, tra i fondatori di Terza Posizione negli Anni '70, fuoriuscito dall'Italia per vent'anni a causa di una ingiusta persecuzione ideologica». Così lo ha presentato Nicola Ferrarese, coordinatore provinciale di Alternativa sociale e candidato piacentino alle Europee. Ferrarese, 43 anni, informatore medico scientifico, ha definito la posizione della sua forza politica «l'unica vera opposizione al centrodestra e alla sinistra, legati a lobby economiche». La forza di destra, che punta anche a beneficiare dell'«erosione di voti» ai fianchi di An, ha acquisito forza dall'ingresso della Mussolini, dopo la spaccatura legata da un lato alla proposta di voto agli extracomunitari formulata da Fini, dall'altro alla sua presa di distanza dal Fascismo («Servito però ad An nella scalata al potere»). In quanto ai temi “forti”, eccoli: centralità della famiglia naturale (Fiore stesso ha 9 figli) da sostenere con incentivi dal primo figlio, appoggio all'agricoltura («oggi in condizioni gravissime»), alla piccola industria («dopo la crisi del grande capitalismo indebitato per somme enormi»). Critici, i candidati, verso l'euro che ha creato «sacche di povertà». Infine il movimento è per il blocco all'immigrazione a favore di un aiuto da portare nei Paesi d'origine.
http://quotidiano.liberta.it/Quotidi...2805PRO213.jpg
Brescia:
segretario di «Libertà d’Azione» in città per la campagna elettorale di Europee e Provinciali
Alessandra Mussolini: l’alternativa siamo noi
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Pierpaolo Prati
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Alternativi, per costituzione, al centrosinistra. Ma alternativi, per scelta decisa, anche al centrodestra. Contrari alla guerra in Iraq, all’euro, all’immigrazione, alla devoluzione. Favorevoli alla ricostruzione dello stato sociale. Orgogliosi di essere italiani e fedeli alla loro continuità. Si presentano così i candidati che, sotto il nome di Alessandra Mussolini e i simboli di Alternativa Sociale, Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova, si presenteranno alle prossime elezioni europee e amministrative. A lanciare la loro campagna elettorale a Brescia ci ha pensato proprio la leader di Libertà d’Azione. Una Mussolini, da partenopea verace, scaramantica che incrocia le dita davanti ai sondaggi che paiono premiare il suo schieramento. «Abbiamo buone speranze - dice una volta giunta all’Hotel Ambasciatori - anche in zone che storicamente non sono nostre. La gente che ci ha sentito parlare si è convinta della bontà delle nostre parole e delle nostre idee. Tanti sono con noi contro l’euro, contro la guerra in Iraq, per il recupero dello Stato sociale, a favore della famiglia». Posizioni che per Alessandra Mussolini sono alternative e trasversali. «Siamo riusciti ad arrivare a persone - ha detto l’on. - che non necessariamente appartenevano al nostro zoccolo duro e che stanno venendo dalla nostra parte». E che, stando alla Mussolini, si stanno allontanando dal Polo. «Siamo da sempre contrari alla guerra in Iraq - ha commentato la leader di Libertà di Azione - ed ora che si è trasformata in una sequela di orrori e torture non possiamo che essere doppiamente contrari. Una guerra che non è nostra. Che nasce sul falso presupposto della ricerca di armi di distruzione di massa e che è portata avanti solo per interessi economici». Una guerra della quale l’Italia è partecipe per scelte che Alessandra Mussolini non condivide. «Berlusconi è in una brutta posizione - dice - eppure si permette ugualmente di non presentarsi in Parlamento per correre a prendere gli ordini da Bush». La lontananza dalla Casa delle Libertà e dalle posizioni del suo ex leader, Gianfranco Fini, è un divario apparentemente incolmabile anche su altre questioni. «Siamo contrari al voto agli immigrati - dice Alessandra Mussolini - perchè non rispetta il principio di cittadinanza e soprattutto non è supportato da un criterio di reciprocità. No quindi alla costruzione di nuove moschee. Ci mancherebbe altro: se ci permettessimo di farci il segno della croce in un Paese musulmano rischieremmo di farci tagliare una mano». E ancora: «Il voto agli stranieri è una pericolosa deriva di sinistra - prosegue l’onorevole - si rischia di trasformare l’Italia in una testa di ponte per i fondamentalisti». La battaglia contro il Governo centrale, vale anche per i governi locali. «Non siamo alternativi solo in sede nazionale - spiega la Mussolini - ma anche a livello provinciale. Alternativi all’uno e all’altro schieramento. Con Adriano Bosio e mai, ripeto mai, coalizzati con il centrodestra». Nel corso della presentazione della candidatura europea di Adriano Tilgher, segretario nazionale del Fronte Sociale Nazionale, di Adriano Bosio, candidato alla presidenza della Provincia, e di Gianluigi Pezzali, candidato sindaco a Salò, la leader di Libertà di Azione ha espresso anche il suo no alla devoluzione perchè «arricchisce regioni già ricche e impoverisce quelle già povere», e la sua critica al governo dello stato sociale: «È stato sgretolato. Un motivo in più per mandarli a casa».
http://www.giornaledibrescia.it/gior...RONACA/T1.html
L’«unico segretario donna», come dice lei, è sbarcata a Brescia per esporre programma e candidati
Mussolini e la sua «alternativa»
L’onorevole candida Bosio e spara sulla Bossi-Fini, sull’euro e sul premier
Alessandra Mussolini è sbarcata ieri a Brescia per lanciare la lista «Alternativa sociale» che porta anche il suo nome. E per lanciare la candidatura a presidente della Provincia di Adriano Bosio, per anni segretario locale dell’Msi e poi della Fiamma Tricolore e ora su posizioni nuove, del cartello elettorale («ma l’obiettivo - ha detto Bosio - è quello di diventare a breve una partito») che ha fatto sintesi nella galassia dell’estrema destra, da Forza nuova allo stesso Adriano Tilgher, mettendoci anche «Libertà d’azione» di cui la stessa nipote del Duce è segretario («sono l’unico segretario donna»). Temi forti avanzati in una conferenza stampa iniziata con un’ora di ritardo (l’onorevole ha allungato i tempi sostando un quarto d’ora in una camera dell’Hotel Ambasciatori dove s’è tenuto l’incontro con la stampa): l’immigrazione, la guerra, l’euro.
In premessa è stata chiarita la posizione assolutamente alternativa ad entrambi i poli della lista della Mussolini: «Neppure in eventuali ballottaggi siamo disposti a sostenere uno dei due schieramenti», ha confermato Tilgher.
La ragione è essenzialmente una: As è alternativa sul piano sociale al «capitaliberismo, all’Europa delle banche, a formazioni politiche che hanno svenduto lo stato sociale». A partire «dalla scuola e dalla sanità» dice Mussolini; per continuare «con il lavoro che è stato precarizzato e pure l’articolo 18 di fatto non conta più» aggiunge Roberto Fiore, leader nazionale di Forza Nuova.
Bersaglio privilegiato la legge Bossi-Fini «che non ha frenato l’immigrazione, anzi - lamenta Bosio -, ha aumentato i clandestini». Nell’ambito di questo no, Mussolini è contro all’apertura delle moschee: «bisogna difendere l’identità cristiana del nostro paese e dell’Europa». Anche per un altro motivo: «manca la reciprocità: in paesi islamici farsi il segno della croce è un rischio». Altri hanno aggiunto che «possono diventare teste di ponte del fondamentalismo».
Alla guerra è assolutamente contraria: «Già quando ero in An praticamente da sola votai contro». L’intervento in Iraq lo sintetizza così: «Prima buttano le bombe e poi fanno i loro interessi economici sulla ricostruzione». Dal governo italiano la Mussolini avrebbe voluto ben altra autonomia: «Invece anche pochi giorni fa Berlusconi è andato a Washington a prendere ordini da Bush».
Gli esponenti di Alternativa sociale non hanno dubbi: «Questo è il governo più supino agli Usa che l’Italia abbia mai avuto». Invece «è di un’ Europa forte, armata e autonoma che si sente il bisogno». As è molto critica verso l’euro: «ha impoverito pesantemente le famiglie italiane ma anche quelle europee e ci vincola alle scelte dei banchieri centrali».
All’incontro di ieri hanno partecipato anche i candidati Roberto Agnellini e Gianluigi Pezzali che ha sottolineato tra i problemi di Salò, dov’è in corsa, «l’impossibilità di trovare case per le giovani coppia».
Eugenio Barboglio
http://www.bresciaoggi.it/storico/20...ronaca/Eab.htm




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