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    Predefinito L'antiamericanismo? Stà impresso nel...

    ..."dna" del centrosinistra

    Contro Saddam c’erano Onu e arabi moderati, ma il Pci:
    “Ritiriamoci”
    Contro l'USA a favore di Saddam

    Milano. Il 2 agosto 1990 l’Iraq di Saddam Hussein invase il Kuwait, nove giorni dopo si riunirono le commissioni Esteri e Difesa del Parlamento. L’Onu aveva già condannato l’annessione. La posizione dell’opposizione di sinistra al governo Andreotti è affidata al comunista antagonista Mario Capanna e al comunista moderato Giorgio Napolitano. Capanna: “E’ stato l’Occidente ad armarlo, a pagarlo e a spingerlo a fare la guerra per 8 anni all’Iran”; “In altri termini dice: Mi sono scannato per 8 anni per voi Stati Uniti, governo italiano, Europa occidentale, Francia e Gran Bretagna, almeno date qualcosa!”; “La reazione dell’occidente non può essere di pari livello: mi rifiuto di credere che si ragioni in base al principio secondo cui a una palese illegalità - qual è l’occupazione di uno Stato - si risponde pensando e praticando ulteriori illegalità”, “In medio oriente non c’è soltanto il Kuwait sotto occupazione, c’è buona parte del Libano, ci sono le alture del Golan, c’è Gerusalemme Est, c’è la Cisgiordania.
    Quali sanzioni avete preso voi dell’Occidente, nei confronti di Israele?”.
    Notare quel “Voi dell’occidente”.
    Più fumoso, invece, Napolitano: “Non consideri, signor ministro, come fuor d’opera o un divagare il richiamo all’esigenza di una revisione concreta e urgente dei rapporti tra paesi industrializzati
    e paesi arabi e del terzo mondo produttori di petrolio, di una revisione dei rapporti tra Comunità europea e paesi della sponda del Mediterraneo, quella tal nuova politica mediterranea della Comunità che ancora non decolla, per non parlare più in generale dell’esigenza di una revisione dei rapporti nord-sud nel loro complesso da parte dell’Europa”.
    Poi è un po’ più chiaro:
    “Non parlo neppure di un’ipotesi di coinvolgimento dell’Italia come membro della Nato, perché, tranne in caso di aggressione alla Turchia, ciò è da escludere nel modo più tassativo”.
    Nove anni dopo, in Kosovo, sarebbe stato meno tassativo.

    Violante sul concetto di “ultimatum”
    L’America mise in piedi la più grande coalizione multilaterale della storia, con i paesi arabi, escluso il solito Arafat.
    C’era l’Onu, c’erano tutti tranne la sinistra italiana, oggi divisa tra Ds, lista Occhetto-Di Pietro, Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani.
    A loro si aggiunse, in dissenso dal gruppo Dc e “con il cuore spezzato”, uno dei leader dell’attuale Margherita: Pierluigi Castagnetti.
    Onu o non Onu, Nato o non Nato, Lega araba o non Lega araba, unilaterale o multilaterale, preventiva o successiva, allora come oggi la gioiosa macchina da guerra è sempre stata coerente nell’evitare che il dittatore Saddam venisse cacciato da Baghdad. Il 23 agosto 1990 la Camera si riunì per discutere l’invio delle navi nel Golfo. Non per la guerra, ma per l’embargo.
    Per il Pci intervenne il segretario Achille Occhetto, che la prese alla larga: “Cerchiamo di collocare l’attuale crisi in un orizzonte più ampio, capace di prefigurare un modo nuovo di risolvere controversie internazionali, di affermare e di far rispettare il principio di legalità nei rapporti internazionali” eccetera.
    Occhetto invoca l’Onu e teme che l’embargo militare prefiguri la guerra. I neocon allora non c’erano, ma era come se ci fossero: “C’è poi il timore, per la verità alimentato da teorizzazioni e da comportamenti che trovano spazio oltre Atlantico, che la fine del bipolarismo si traduca in null’altro che in un’egemonia unipolare degli Stati Uniti d’America”.
    Qual era, allora, la posizione dei comunisti? “Non c’è, non esiste sul campo una strategia politica degna di questo nome per affrontare e dare risposta ai molteplici ed intricatissimi problemi del vicino medio oriente”.
    I deputati Pci, infatti, si astennero.
    Ma, un paio di giorni dopo, il 25 agosto, l’Onu arrivò.
    Ne seguirono altre due, l’ultima, del 29 novembre, fissò un ultimatum, scaduto il quale autorizzava l’uso della forza. La controffensiva del Pci fu simile a quella di oggi: dopo aver tanto invocato l’Onu, lo si è ignorato quando è arrivato.
    Luciano Violante spiegò che l’ultimatum dell’Onu, in realtà, “non si trattava di un ultimatum” ma, al contrario, del divieto di usare la forza prima della scadenza dell’ultimatum stesso. Una volta scaduto, infine, si sarebbe dovuto trovare una soluzione negoziale. Occhetto disse invece che le sanzioni, le stesse per cui il Pci si astenne, funzionavano benissimo e che “la via più saggia ed efficace, l’unica da seguire e da sostenere” fosse “il mantenimento e l’accentuazione della pressione sull’Iraq”.
    Il 17 gennaio 1992 il Pci votò contro la mozione che autorizzava le forze armate a partecipare alle operazioni militari e spiegò al paese che venivano meno “le motivazioni su cui si basa la presenza del contingente italiano nel Golfo”. Concluse Occhetto: “Insomma... bisogna ritirare le nostre navi”.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito La più bella....

    ...del Reame

    Nel cosiddetto Triciclo è partita la guerra termonucleare per le preferenze. I protagonisti sono Massimo D’Alema e Lilli Gruber. Entrambi vogliono battere Silvio Berlusconi nelle rispettive circoscrizioni.
    Ma la giornalista del Tg1 vuole raggiungere un numero di preferenze superiore a quello del presidente dei Ds.
    Mentre D’Alema vuole arrivare nel Sud a quota un milione per dimostrare di essere il leader più amato della lista Prodi.
    In teoria il presidente della Quercia dovrebbe aiutare la telegiornalista.
    In realtà non lo starebbe facendo. Almeno questo è quello che pensa Lilli Gruber che ha fatto appello anche a Piero Fassino accusando D’Alema di voler remare contro di lei.

    Dicono che quota un milione di preferenze sia il traguardo di Massimo D’Alema anche per un’altra ragione. Dicono che voglia prendere il posto attualmente ricoperto da Pat Cox.
    Dicono, insomma, che voglia fare un giro di un anno e mezzo alla presidenza del Parlamento europeo, per poi saltare su un’altra poltrona, dopo le politiche del 2006: quella di presidente della Camera che, secondo i patti stipulati l’estate scorsa, Romano Prodi dovrebbe concedergli una volta vinte le elezioni.
    Ma alcuni amici del presidente della Commissione europea nutrono molte perplessità. A loro avviso affidare un ruolo del genere a D’Alema significherebbe riprodurre il copione della Bicamerale. Dall’alto scranno, infatti, il presidente della Quercia potrebbe giocare un ruolo politico rilevante nei confronti del centrodestra. E nessuno, nell’entourage del presidente della Commissione europea, dimentica che quello fu il tentativo di D’Alema per cominciare a minare le fondamenta del governo Prodi. Del resto, come insegna Casini, la poltrona di presidente della Camera è il posto adatto per attuare una politica bipartisan. Per questa ragione alcuni prodiani preferirebbero vedere D’Alema al ministero degli Esteri. Un ruolo che non risulterebbe sgradito al presidente della Quercia e che metterebbe Prodi al riparo da possibili imboscate in corso d’opera.

    Al contrario di quanto hanno fatto molti autorevoli dirigenti ds in visita a Napoli, Massimo D’Alema ha omaggiato le donne di Emily che si presenteranno da sole alle elezioni provinciali. C’è chi ha voluto vedere in questo gesto una sortita disinteressata, e chi l’ha messo in relazione alla stima che lo lega a una delle leader di Emily, Franca Chiaromonte. Ma i maligni sostengono che omaggiare Emily sia una delle “tasse” che il presidente ds deve pagare ad Antonio Bassolino (la cui compagna Annamaria Carloni è una delle promotrici della lista) per ottenerne l’appoggio in campagna elettorale.

    Delle liti tra Francesco Rutelli e Piero Fassino è stato raccontato. Della decisione di Romano Prodi di prendere le parti del segretario dei Ds anche.
    Ma quello che ancora non è stato raccontato con dovizia di particolari è il modo in cui Rutelli è riuscito a “gabbare” il buon Fassino. E’ andata così. Nel giorno in cui il Triciclo ha deciso di chiedere il ritiro, il leader della Quercia ha fatto molte telefonate. Una a Romano Prodi, per avvertirlo che non riusciva più a tenere il suo partito. Una a Francesco Rutelli, per esprimergli lo stesso concetto e per chiedergli che cosa intendesse fare.
    Il presidente della Margherita ha preso tempo, lasciando il leader diessino nell’impossibilità di decidere. Subito dopo aver attaccato il telefono con Fassino, però, Rutelli ha inviato una email ai leader della lista Prodi (Fassino incluso) in cui avvertiva che era ora di mutare radicalmente la linea.

    In molti si chiedono per quale ragione Rifondazione comunista, al contrario del Pdci e dei Verdi, abbia concesso alla lista Prodi il tempo per convergere sulla posizione del ritiro.
    Perché Bertinotti non ha tentato di sfruttare elettoralmente le ambiguità della lista Prodi? La risposta è semplice. Rifondazione deve abituare i propri elettori all’alleanza che nel 2006 siglerà con Fassino, Rutelli e gli altri. Non può quindi dipingere il Triciclo come un covo di pericolosi guerrafondai.

    saluti

  3. #3
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    In origine postato da antonio
    beh...diciamo allora che sta impresso , con l'ichiostro, nei maggiori quotidiani e settimanali USA...che criticano Bush e la sua politica...
    e anche in buona parte dell'opinione pubblica americana ostile a Bush..
    mentre , per essre cosi' impresso nel DNA, e' ben strano che, secondo certi ragionamenti, sia scomparso durante la guerra, con la Nato, al comunista Milosevic, da parte dell'antiamericano D'alema.
    ---------------------------
    Fingi di dimenticare, bamboccetto di mamma, che in Usa sono in "campagna elettorale", durante la quale "ogni scherzo vale".
    Eccezzzzionale la "FEDE" che hai in D'Alema.
    Mi ricordi i "simpatici" trinariciuti di Guareschi.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    In origine postato da antonio
    beh...diciamo allora che sta impresso , con l'ichiostro, nei maggiori quotidiani e settimanali USA...che criticano Bush e la sua politica...
    e anche in buona parte dell'opinione pubblica americana ostile a Bush..
    mentre , per essre cosi' impresso nel DNA, e' ben strano che, secondo certi ragionamenti, sia scomparso durante la guerra, con la Nato, al comunista Milosevic, da parte dell'antiamericano D'alema.
    Infatti gli USA sono la più grande democrazia del mondo. Mai sentito di giornali cubani legali che critichino il boia Fidel, amico e idolo di certi compagnuzzi vostri del SINISTRA-ESTREMA SINISTRA ("il centro è finito" - Pietro Folena) Unito disunitamente.

    Shalom

 

 

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