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Forza Italia contro tutti. Il congresso disertato dagli alleati. Maroni chiede rispetto per il premier
Il disperato tentativo del premier di riguadagnare consensi
Si può chiamare congresso quello che si è aperto ieri ad Assago per Forza Italia, il partito di maggioranza relativa nel nostro parlamento, quello che nelle ultime elezioni politiche e amministrative ha ottenuto il maggior numero di voti?
La domanda non è oziosa ma deriva dal fatto, come narrano le cronache, che all’assise partecipano, accanto ai delegati eletti dalle assemblea, altrettante persone che partecipano di diritto e che sono tutte scelte dalla presidenza del partito, vale a dire da Silvio Berlusconi in persona.
Che si tratti peraltro di un puro fatto mediatico e legato alla propaganda elettorale emerge persino dal “Foglio” di Ferrara e da una dichiarazione di Bobo Craxi che ne parla come di un modo per aggirare la par condicio.
A questi elementi è da aggiungere che nei rari congressi svolti finora di solito non si parla della politica del partito ma soltanto(assai male) degli avversari trattati tutti senza distinzione come “comunisti”.
L’immagine più vivida della sporadica attività congressuale del partito di Berlusconi è, infatti, quella dell’autunno 1997, sempre ad Assago, quando il leader maximo arrivò al congresso sbandierando alcune centinaia di copie del “libro nero sul comunismo” che in gran fretta aveva fatto tradurre dalla casa editrice di famiglia per esibirla in tutte le tv a riprova dei loschi progetti dell’Ulivo che allora governava.
Questa volta, invece, di nuovo c’è l’ostentata diserzione di Fini e Follini che politicamente ha un significato preciso: dopo una campagna elettorale che ha visto Forza Italia contro gli alleati per difendere le sue percentuali e mascherare il fallimento del governo, questi ultimi reagiscono e si preparano a fare i conti dopo il 13 giugno. L’intervista di Bruno Tabacci di ieri è molto chiara al riguardo.
E in ogni caso c'è una variante rispetto al '97. Silvio B. ha parlato ancora una volta dei comunisti, cattolici oppure no, che guidano l’opposizione, e ha paragonato per l’ennesima volta a terroristi quelli che intendono manifestare pacificamente per l’arrivo di Bush a Roma il prossimo quattro giugno.
Ma poi ha dedicato la maggior parte del tempo, confondendo in un unico Ente governo e partito Forza Italia, a illustrare le opere fatte nei primi tre anni del suo potere.
Operazione necessaria per due ragioni di fondo. La prima è che,come ha sottolineato Adornato in “Ballarò” l’altra sera, il presidente del Consiglio deve reagire alla nota e diffusa ostilità che i mezzi di comunicazione,e in particolare i giornali, nutrirebbero nei suoi confronti. E qui siamo al delirio giacchè basta leggere con un minimo di attenzione la stampa quotidiana e settimanale per rendersi conto
che l’affermazione è del tutto infondata:
La seconda ragione è che gli italiani non avvertono dopo tre anni i benefici di cui parlano i manifesti e dunque occorre convincerli in ogni tribuna,a cominciare da quella di Assago.
[Nicola Tranfaglia]




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