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  1. #1
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    Predefinito Cossiga:Prodi il vero autore dello Slogan

    "Non comprendo sinceramente - afferma l'ex presidente della
    Repubblica Francesco Cossiga - perche' Cento, Diliberto e lo stesso Angius, che si muovono dietro la scia del loro leader Romano Prodi, si scandalizzino per gli slogan dei giovani pacifisti prodiani:'10, 100, 1000 Nassiriya' che hanno cosi' con fredda coerenza fatto eco alle parole d'ordine di Romano Prodi: 'Via subito dall'Iraq, contro l'america paese di torturatori!' e 'tutti in piazza e nelle strade con le bandiere della pace contro George Bush!'". "Ma veramente ce la vogliamo prendere contro quattro ragazzotti - aggiunge il senatore a vita - e non contro chi, come Romano Prodi, li ha mandati in strada con pericolose parole d'ordine che speriamo non si tramutino in pietre e in piombo?"

    Oggi :Vergogna,Vergogna,Vergogna!
    Domani :Bravi,Bravi,Bravi...Votatemi!

    Questo è Romano Prodi,come al solito...

  2. #2
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    CICCHITTO: IN PIAZZA MASCALZONI SOLIDALI COI TERRORISTI

    "La gravissima aggressione fatta al dipendente di una ditta di affissioni che trasportava manifesti elettorali del presidente Berlusconi insieme al disgustoso slogan '10, 100, 1000 Nassiriya' dimostrano che in piazza sono alcune migliaia di incivili con la copertura degli onorevoli Cento, Diliberto e Pecoraro Scanio."

    Lo ha affermato il vicecoordinatore nazionale di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, il quale ha sottolineato:
    "Se essi non abbandonano immediatamente questo corteo vuol dire che sono politicamente corresponsabili di questi atti di violenza e di questi slogan che mettono in evidenza che esistono dei mascalzoni i quali solidarizzano con gli assassini dei soldati italiani. Ci auguriamo una pronta dissociazione".

  3. #3
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    Predefinito Re: Cossiga:Prodi il vero autore dello Slogan

    In origine postato da peppe
    "Non comprendo sinceramente - afferma l'ex presidente della
    Repubblica Francesco Cossiga - perche' Cento, Diliberto e lo stesso Angius, che si muovono dietro la scia del loro leader Romano Prodi, si scandalizzino per gli slogan dei giovani pacifisti prodiani:'10, 100, 1000 Nassiriya' che hanno cosi' con fredda coerenza fatto eco alle parole d'ordine di Romano Prodi: 'Via subito dall'Iraq, contro l'america paese di torturatori!' e 'tutti in piazza e nelle strade con le bandiere della pace contro George Bush!'". "Ma veramente ce la vogliamo prendere contro quattro ragazzotti - aggiunge il senatore a vita - e non contro chi, come Romano Prodi, li ha mandati in strada con pericolose parole d'ordine che speriamo non si tramutino in pietre e in piombo?"

    Oggi :Vergogna,Vergogna,Vergogna!
    Domani :Bravi,Bravi,Bravi...Votatemi!

    Questo è Romano Prodi,come al solito...
    e che cazzo doveva dire Prodi secondo voi?
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  4. #4
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    Deve,per una volta,DIRE QUALCOSA...
    Non INSEGUIRE GLI EVENTI,come al solito...

    Prodi chiederà i Voti di questa gentaglia tra una Settimana e tra due Anni,sempre se sarà ancora il "Leader" del Centro-Sinistra per quella data...cosa di cui dubitano in molti e non solo a Destra.

  5. #5
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    In origine postato da peppe
    Deve,per una volta,DIRE QUALCOSA...
    Non INSEGUIRE GLI EVENTI,come al solito...

    Prodi chiederà i Voti di questa gentaglia tra una Settimana e tra due Anni,sempre se sarà ancora il "Leader" del Centro-Sinistra per quella data...cosa di cui dubitano in molti e non solo a Destra.
    allora la gentaglia incriminata chi sarebbe?

    un centinaio di idioti

    rappresentano qualche partito che eventualmente supporterà Prodi?

    rappresentano solo loro stessi, l'episodio è stato condannato da tutti compresa rifondazione.

    Non si può dire per chi votino gli idioti in questione, che probabilmente a votare non ci andranno neanche. Ma anche se andessero a votare andrebbero contro quello che dicono, visto che TUTTE le principali forze politiche di sinistra(e ovviamente anche di destra) hanno condannato quello slogan cretino.
    Tra l'altro uno dei motivi per cui la sinistra chiede il ritiro degli italiani dall'iraq è la salvaguardia dei militari; l'esatto contrario di quanto auspica quello slogan.
    Quindi gli idioti in questione non hanno niente a che fare con i partiti di sinistra; e nel caso li votassero farebbero l'esatto contrario di quanto cantato oggi.
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  6. #6
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    Predefinito "Sarò con voi anche per parlare male di Prodi"

    "Sarò con voi anche per parlare male di Prodi"

    di Dimitri Buffa


    “Vengo al Freedom day de L’opinione per parlare bene degli americani e male di Prodi e del suo opportunismo pacifista”. Alla vigilia del Freedom day, quando il gioco si fa duro, sono i duri a scendere in campo per giocare e non poteva mancare all’appuntamento in tal senso proprio il presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga, che non solo esternava quando era ancora al Quirinale ma oggi che è senatore a vita è diventato addirittura una sorta di “bocca della verità”.

    Presidente Cossiga quale è il senso della sua presenza oggi a piazza Navona al Freedom day?

    Lo stesso che mi fa appendere alla finestra le bandiere americana, inglese e della ex Unione Sovietica, perché io sono uno stalinista convinto, cosa che con la Russia di oggi ha poco a che vedere.

    Lei si considera sempre un americano con tre kappa?

    Certo che sì, e so perfettamente che senza l’intervento, o meglio l’occupazione anglo americana del 1944 l’Italia non sarebbe mai stata liberata. Un’occupazione protettiva intendiamoci, niente a che vedere con questa guerra all’Iraq che secondo me rimane sbagliata non nel senso della guerra preventiva ma in quello di come è stata gestita.

    E ora che Bush viene in Italia?

    Fa male perché ci sono le elezioni vicine e questo servirà solo a rinfocolare l’antiamericanismo che nel nostro paese ha radici cattoliche, fasciste e poi comuniste.

    C’è pure chi, come Marco Rizzo, sostiene che gli americani non ci avrebbero liberato da un bel niente perché in realtà i nazifascisti sarebbero stati cacciati dai partigiani.

    Già, si vede che non è uno stalinista come me che sarei stato un ottimo dirigente comunista di quei tempi. E si vede anche che è un ottimo alleato per quell’irresponsabile di Prodi, degno complice di questa mascalzonata di marciare contro Bush con le bandiere della pace. A Marco Rizzo dico che i vecchi comunisti che erano persone serie intrapresero la guerriglia partigiana solo perché sapevano dell’appoggio anglo americano. Sennò non avrebbero mai imbracciato le armi. I comunisti di una volta, compreso Fidel Castro, non facevano mai insurrezioni fini a sé stesse, ma solo rivoluzioni che erano ben sicuri di potere portare a compimento.

    Perché ce l’ha tanto con Prodi?


    Perché il suo è proprio quel cattolicesimo culla ideologica dell’antiamericanismo e lui pur di raggranellare qualche voto alla sua estrema sinistra non si preoccupa dei danni che produce all’Italia e all’Europa. Il suo opportunismo è veramente irresponsabile.

    Parliamo degli ostaggi in Iraq: è vero che c’è qualche quinta colonna italiana a dirigerli?

    Non ne sarei sorpreso e ritengo che Magdi Allam sia stato un po’ imprudente a dare una notizia che secondo me è verissima, anzi sostengo che quel video sulla esecuzione di Quattrocchi proprio non viene reso pubblico perché è chiaro che c’è qualcuno che parla italiano. D’altronde che ci sarebbe da meravigliarsi? Tantissimi estremisti italiani simpatizzano con la causa irachena fosse solo per quel grado di odio antioccidentale che riesce ad esprimere.

    Ma i nostri sono soldati di guerra o di pace?

    Sono soldati per la pace. Solo un c… come il cronista televisivo Giuntella durante la parata del 2 giugno poteva uscirsene così. Lo dica che è un c… tanto non mi può querelare sennò perde il posto da quirinalista in Rai. E’ un’ipocrisia, quando si spara si fa la guerra. Come in Kossovo con D’Alema.

    Che critiche fa all’America?

    Di non avere capito che la guerra di Breznev all’Afghanistan fu la prima guerra preventiva contro il terrorismo islamico e di avere invece aiutato i talebani senza i quali Osama Bin Laden non avrebbe mai potuto diventare quello che poi è diventato. Gli americani in materia di politica estera sono volenterosi ma non capiscono niente. Dovrebbero andare a lezione dagli inglesi.


    Dimitri Buffa

  7. #7
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    Terrorismo di casa nostra

    A pagina 1 di Corriere della Sera del 2004-06-04, Magdi Allam - Stefano Dambruoso e Guido Olimpio firma un articolo dal titolo «Terrorismo in Italia»

    Pubblichiamo l'inchiesta di Magdi Allam sul terrorismo che può colpire l'Italia e una anticipazione del libro del Magistrato Stefano Dambruoso (in collaborazione con Guidom Olimpio) "Milano Bagdad", editore Mondadori.

    Ecco l'articolo di Magdi Allam:

    Perché gli italiani? Perché i nostri connazionali sono gli unici, tra le decine di ostaggi stranieri rapiti in Iraq, a venir strumentalizzati in una disumana e logorante manovra politica per umiliare e ricattare il governo di Roma? Perché la nostra ambasciata a Bagdad viene pesantemente bombardata proprio ora che il piano di pace dell'Onu riduce il fossato tra maggioranza e opposizione? È evidente che ci troviamo di fronte a un sequestro del tutto anomalo nella sua ideazione, gestione e finalità. Così come è chiaro che l'attacco all'ambasciata si colloca in una unica strategia del terrore volta a costringere l'Italia a ritirare le proprie forze dall’Iraq.
    C'è il timore che i terroristi vogliano usare le vite dei nostri ostaggi come le bombe sui treni di Madrid. Insomma un 11 marzo italiano. Un piano preannunciato nel documento strategico di Al Qaeda dello scorso 8 dicembre, ( « L' Iraq della Jihad: speranze e pericoli » ) , in cui si puntualizzava: « Confermiamo che il ritiro delle forze spagnole e italiane dall'Iraq costituirà una formidabile pressione sulla presenza britannica che Tony Blair non riuscirà a sopportare. E' in tal modo che cadranno rapidamente le altre tessere del domino » . Dello stesso tenore sono le posizioni espresse nei documenti della sedicente Resistenza irachena. L'offensiva contro gli italiani in Iraq si colloca in questo contesto politico.
    Ormai nessuno in Italia dubita del fatto che la peculiarità del sequestro dei nostri connazionali si deve alla sua natura esclusivamente politica. Che non ha nulla a che fare con la gran parte dei sequestri risoltisi con il pagamento di un lauto riscatto in denaro. Un fenomeno inedito e inspiegabile persino alle forze irachene che hanno finora svolto la mediazione con i sequestratori, compreso il Consiglio degli ulema musulmani ( formato da giureconsulti di confessione sunnita). Forze che a distanza di un mese e mezzo non sono riuscite neppure a individuare un referente credibile con cui trattare.
    E' forte il convincimento che Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio siano nelle mani di ex agenti dei Mukhabarat, i famigerati servizi segreti di Saddam Hussein.
    L'ultimo video che li ritrae con la parete spoglia alle spalle, onde evitare qualsiasi tratto distintivo, ricorda la scelta coreografica degli ultimi messaggi registrati di Saddam dai suoi bunker sotterranei. Ma è anche evidente la presenza degli estremisti islamici di Al Qaeda tra i sequestratori. I più intransigenti. Quelli che avrebbero tutto da perdere dall'eventuale stabilizzazione e pacificazione dell'Iraq. Che stanno imponendo a suon di pene corporali la sharia, la legge islamica, all'interno di Falluja.
    Esaltata come la loro roccaforte « martire » e « inespugnata » . E' questa doppia anima che convive all'interno della sigla « Brigata Verde » , che ha rivendicato il sequestro.
    Una testimonianza ci viene anche dal cambiamento nella scelta del canale di diffusione dei messaggi: prima la rete televisiva Al Jazira il 13 aprile, più vicina agli islamici; poi Al Arabiya il 26 aprile, preferita dagli ex baasisti iracheni; per poi tornare a Al Jazira il 2 giugno. Ugualmente nessuno più dubita del fatto che dietro al sequestro ci sia una mente e una regia « italiana » . Nel senso che i terroristi hanno dimostrato una indubbia capacità di lettura, interpretazione e manipolazione della nostra realtà politica. Con una tempestività impressionante. È del tutto scontato che tra i sequestratori ci sia qualcuno che capisce l'italiano. Perfettamente. Perché non si tratta solo di controllare ciò che è stato consentito di dire a Stefio davanti alla telecamera. Bensì di redigere il testo di quegli interventi. Con dei contenuti appropriati e con una forma impeccabile.
    Ed è qui che si pone un problema. È verosimile che un iracheno, magari un ex agente dei Mukhabarat attivi in Italia sotto il regime di Saddam, possa aver acquisito un alto livello di competenza della nostra politica e di padronanza della nostra lingua, al punto da poter competere con un italiano autoctono? È un' ipotesi debole. L'attività fondamentale dell' ambasciata irachena a Roma non era affatto quella di monitorare la vita politica italiana.
    L'unico aspetto della realtà interna del nostro Paese che interessava allora era l'acquisto degli armamenti. Il compito istituzionale dell'ambasciata era il controllo e la repressione dei dissidenti iracheni residenti in Italia, nonché lo spionaggio delle altre ambasciate arabe. Ecco perché il livello di conoscenza della lingua italiana sia dei diplomatici sia degli agenti segreti iracheni era scarso. Con rare eccezioni. Ma è indubbio che l'ambasciata godeva di una rete di collaboratori, tra la folta comunità araba da anni residente nel nostro Paese, tra cui alcuni con una buona conoscenza della lingua e della politica italiana. . Così come è assodato che in seno a talune frange di estrema sinistra e estrema destra italiane ci siano dei militanti convinti della giustezza della causa della Resistenza irachena, al punto da plaudire e legittimare la strage dei carabinieri a Nassiriya. E' comunque in questo contesto che si sta consumando il dramma dei nostri connazionali e l'offensiva che ha come bersaglio la presenza dei nostri soldati in Iraq.

  8. #8
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    E' fortemente da discutere di chi sia "la responsabilità politica e morale" di Nassyria ....e dintorni, se il termine "responsabilità" ha ancora un senso, ovviamente. Ed è sotto gli occhi di tutti che il terrorismo islamista conosce bene la situazione politica interna italiana, e sa chi sono coloro che possono aiutarlo a raggiungere meglio i propri obbiettivi [certo quasi sempre è un aiuto inconsapevole] di divisione dell'Occidente, dello stesso Islam, e di disarmo unilaterale della piccola Europa litigiosa, egoista e miope innanzi alle RESPONSABILITA' che le spetterebbero.
    Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga dice spesso cose provocatorie, al limite del paradosso, e non sempre sono d'accordo con lui. Ma al di là delle formula iperbolica utilizzata dallo stesso egli ha colto l'essenza della politica del peggiore presidente della Commissione Europea dalla sua costituzione [giudizio di quella stessa stampa estera che è citata così volentieri dagli illiberali nostrani quando critica aspramente il presidente del consiglio italiano], che già una volta lo ha portato ad essere ostaggio della sinistra estrema e strumento di quella post-comunista, che lo ha licenziato appena finito il suo compito.
    Il Guelfo Rosso ha sacrificato per i suoi miseri giuochetti italici il suo ruolo internazionale, oscillando senza imbarazzo da una posizione di responsabilità allo zapaterismo irresponsabile e demagogico.
    Persino Mariotto Segni, che pur è stato ed è fortemente critico rispetto alla politica dell'attuale amministrazione americana e alla linea a suo tempo assunta, in merito dal governo italiano, ha rilevato che la parola d'ordine del ritiro, nel contesto odierno, e innanzi agli sviluppi che si stanno manifestando, è insostenibile e fortemente irresponsabile.
    Al di là dunque dei giudizi sconsiderati sulle "responsabilità politiche e morali" che chi dialoga con gli sfasciavetrine dei "movimenti" elargisce a destra (e non a manca), l'irresponsabilità della politica zapaterista del signor Prodi, detto Svendita, è stata giustamente colta da tanti, anche da personaggi tradizionalmente ostili a taluni aspetti basilari che caratterizzano l'attuale schieramento di CentroDestra e il suo leader.

    Saluti liberali

  9. #9
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    Cossiga è molto intelligente ed è un uomo di cultura, non come il Biscardiano Berlusca ....... ma ogni tanto esagera e dimentica di prendere il Tavor ........ non scherzo, è noto che lo debba assumere da anni ..........

  10. #10
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    Ci penseranno gli elettori a dirci di chi sono le responsabilità.
    Anche se è un esercizio inutile contare i voti del cavaliere Berlusconi, perché non sempre il loro numero è un indice eloquente sotto il profilo democratico: per esempio, sia Hitler che Peron che Dollfuss ne hanno avuti più di lui.

 

 

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