27.05.2004
Sondaggio per le elezioni Usa: ormai Kerry vincerebbe nettamente su Bush
di red.
Se si votasse oggi negli Usa, John Kerry, candidato democratico alla Casa Bianca, otterrebbe una vittoria larga sul presidente in carica, il repubblicano George W. Bush. Lo afferma un sondaggio di Zogby, condotto nei 16 Stati che questo rilevamento considera in bilico tra repubblicani e democratici nelle elezioni del 2 novembre. Altri sondaggi calcolano 17 o 18 Stati in bilico.
Zogby, dei cui dati mancano ancora i dettagli, paragona il successo che Kerry otterrebbe oggi a quelli di Ronald Reagan negli Anni Ottanta e di Bill Clinton negli Anni Novanta. Si osserva che i rilevamenti di Zogby sono mediamente più favorevoli a Kerry di quelli compiuti da altri sondaggisti.
L'autore basa i risultati del sondaggio su quattro motivi principali: In primo luogo, il sondaggio più recente (aprile 12-15) evidenziava i dati negativi sull'eventuale rielezione dell'attuale presidente. Il senatore Kerry, con una percentuale dal 47% al 44%, sta conducendo una corsa in due direzioni (contro Bush e contro l'indipendente Nader) e i due principali candidati sono appaiati a quota 45%, seguiti da Ralph Nader. In maniera significativa, soltanto il 44% degli intervistati sente che il paese vada nella direzione giusta e soltanto il 43% crede che il presidente Bush meriti di essere rieletto - rispetto addirittura al 51% di chi è dell'opinione che sia tempo di qualcuno nuovo.
In secondo luogo, ci sono ben pochi elettori indecisi per questo periodo della campagna elettorale. E storicamente, la maggior parte degli indecisi propende verso lo sfidante. I motivi non sono difficili da capire: gli elettori probabilmente si sono fatti già un giudizio sul presidente in carica e stanno cercando un'alternativa.
In terzo luogo, l'economia è ancora l'argomento più caldo per gli elettori, con ben il 30% che vota in base alle posizioni dei candidati in questo campo. Mentre la guerra nell'Iraq era un argomento determinante solo per l'11% nei sondaggi di marzo, è saltato al 20% in quello di aprile, come conseguenza delle pessime notizie sulla guerra. Terzo argomento sensibile è la guerra al terrorismo. Fra coloro che hanno scelto l'economia, Kerry conduce sul presidente 54% a 35%. Fra quelli che citano la guerra in Iraq, Kerry conduce 57% a 36%. Ciò, naturalmente, è equilibrata dal 64% di persone che preferisce il presidente nella guerra al terrorismo. Queste scelte sono probabilmente radicate nei votanti e difficilmente cambieranno.
Infine, se la Storia se una buona maestra, Kerry è il tipico candidato che aumenta nei momenti prossimi alle elezioni. Gli accade qualcosa nelle settimane di chiusura della campagna elettorale. Lo si è visto nel 1996, nella sua vittoria a governatore del Massachusetts contro Bill Weld e nelle più rcenti primarie democratiche del 2004.
da www.unita.it




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