Sabato 24 Ottobre, ore 18.00
Socialismo Fascista
Presentazione della nuova edizione del libro di Pierre Drieu La Rochelle
Interviene Maurizio Rossi
E' consigliata la prenotazione (06-86217334) e gradita la puntualita'!
Raido - Home


Sabato 24 Ottobre, ore 18.00
Socialismo Fascista
Presentazione della nuova edizione del libro di Pierre Drieu La Rochelle
Interviene Maurizio Rossi
E' consigliata la prenotazione (06-86217334) e gradita la puntualita'!
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Ultima modifica di herrenklub; 15-10-09 alle 20:12
"La vita come un arco, l'anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare. Unirsi con questo Spirito come una freccia scoccacata si conficca nel suo bersaglio"
Markandedeya-Purana, XLII, 7
Forse un'occasione buona per comprendere e mettere meglio a fuoro un tema molto dibattuto e a volte poco in chiaro nell'area!
SUVVIA! Oltretutto l'autore del libro e il relatore sono d'eccezione!


Socialismo Fascista
Pierre Drieu La Rochelle
Destra e sinistra sono legate fra loro, sono gli ingranaggi di uno stesso meccanismo: l'una ha bisogno dell'altra ed entrambe hanno bisogno di ciò che rispettivamente combattono. Questo l'asse intorno a cui ruota Socialismo fascista. Libro che i contemporanei aggrediscono dal momento che hanno deciso si tratti di un breviario di certezze, ha scritto di esso Julien Benda. In effetti, poche opere hanno ottenuto tanto successo (cinque edizioni in due mesi) ed hanno suscitato allostesso tempo tanta irritazione in tutti i settori della politica ufficiale. Nulla di strano: i più "non si preocupano di capire, vogliono essere salvati". E Drieu vuole che si salvino, tutta la sua vita è stata una lotta contro la morte dell'uomo e dell'Europa, ma crede che la salvezza debba essere conquistata e non ricevuta in dono. Per conquistarla bisogna capire il meccanismo del sistema politico che ci minaccia poichè, solo ciò potrà permettere di trovare l'alternativa al potere che esso esprime. Quale sia questa alternativa e quanto sia vana e fuorviante la speranza in una dittatura è il tema di Socialismo Fascista, libro di transizione, testimonianza di una scelta che fa di esso e di tutta l'opera di Drieu un documento politico ed umano eccezionale, reso drammatico dall'epilogo di una esistenza vissuta in perfetta coerenza con quello che per Drieu era il dovere dell'intellettuale: andare al di là del contingente, tentare cammini rischiosi, percorrere tutte le strade possibili della storia.
Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 236
Stampato nel 2009 da Edizioni Ritter
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Maurizio Rossi non capita spesso di sentirlo parlare in conferenze: un'occasione da cogliere...


"Sono diventato fascista perchè ho misurato i orogressi della decadenza" *P. Drieu La Rochelle*
Ma dove coglieva Drieu questa decadenza? Nella bruttezza della controciviltà contemporanea, delle sue case, delle fabbriche, degli abiti, nel grigiore e nell’inumanità delle metropoli, nella spersonalizzazione progressiva degli uomini, nella morte del vero amore e nel moltiplicarsi dei vizi più sordidi, quali l’inversione e l’onanismo. Infine nell’impotenza spirituale, nell’incapacità di creare.
Dinanzi alle architetture e alle pitture medioevali Drieu percepiva invece il senso di una vita umana, sentiva l’equilibrio fra corpo ed anima, vedeva nella forza severa delle chiese gotiche, nello splendore delle sculture, nei colori degli affreschi l’espressione di un mondo in comunione con la natura e con l’universo.
Il dramma di Drieu era contenuto in questa semplice interrogazione: come frenare e arrestare la decadenza?
La risposta nacque a poco a poco, durante quindici anni di ricerca di fronte ai nazionalismi suicidi delle nazioni europee e alle contrapposizioni astratte fra socialisti e conservatori. Drieu capiva che quelle ideologie erano vere solo parzialmente, che non coglievano il dramma della nostra epoca. Era attirato da un lato dalle istanze di giustizia della sinistra e dall’altro dal richiamo all’ordine e alle tradizioni della destra. Sentiva che tutti i vecchi valori erano caduti, che bisognava ricostruire sulle rovine.
Il moto di rinascita doveva nascere, secondo lui, da un’Europa unita, in cui le nazioni trovassero una concordia spirituale e politica capace di ridare forza al vecchoi continente dilaniato da guerre e da rivoluzioni. L’unità significava forza e indipendenza di fronte ai nuovi colossi che stavano sorgendo in America e in Asia. Era una necessità vitale, la condizione necessaria per respirare, per avere la possibilità di ricominciare. Senza l’unità l’Europa sarebbe stata sommersa dai barbari.*
Ma l’unità sarebbe stata una parola vana e senza senso se non fosse stata sostenuta da una tensione spirituale, da una lotta contro la decadenza, contro la follia del mito della produzione e del consumo, contro la speculazione senza freno. Era necessario insomma un ritorno all’ordine, a una dimensione umana della civiltà industriale, a un’armonia fra l’uomo e la macchina.
Drieu pensò che lo strumento adatto a realizzare tutto ciò fosse il socialismo, anzi il socialismo fascista. Ma – è bene sottolinearlo a scanso di equivoci – il suo socialismo non aveva niente a che fare con quello marxista. Lui stesso specificò in un brano famoso: «Il fascismo è un socialismo riformista… Sia a Roma che a Berlino si sta risvegliando il socialismo non marxista…». Drieu pensava a Proudhon, a Sorel, al Marraus del primo anteguerra, e nello stesso tempo guardava più in là, alla meditazione storica di Nietzsche. Il socialismo di Drieu significava controllo dell’economia, tensione morale e religiosa, ricostituzione di un’élite in senso qualitativo, rispetto dell’uomo e della sua misura più autentica.
..da "Socialismo,Fascismo,Europa" Volpe,Roma,1964


Insieme a Brasillach, Cèline, Von Salomon, è uno degli autori troppo poco conosciuti per il loro vero valore.


La prenotazione è consigliata, la puntualità.... gradita!

