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    Predefinito Centrodestra: ostacoli e successi!

    Centrodestra: ostacoli e successi!

    di Alfonso Chiarelli

    Il centrodestra si presenta alla vigilia delle elezioni Europee priva di quel riconoscimento che merita ma, come spesso accade, sarà la storia (e prima il risultato degli elettori) a darle ragione.
    Perchè il lavoro c'è stato: hanno lavorato duro alla riforma della Pubblica amministrazione, hanno preparato una riforma della previdenza che avrebbe portato al pareggio le entrate e le uscite dell’Inps, hanno già detassato gli utili alle aziende che avevano preso l’impegno di investirli per creare nuovi posti di lavoro, il Ministero per la famiglia ha stanziato 2.200 miliardi per i nuclei di cittadini bisognosi, diminuiscono, per la prima volta dopo anni, le spese dello Stato, e cala la pressione fiscale, la riforma della squola, la sanità lanciata verso una ritrovata efficenza ecc..
    In politica estera si è lottato per una europa di pionieri e non di burocrati.
    Potrei andare avanti così per ore: insomma è stancante ricordarsi tutte le cavolate scritte e sentite dal Centrodestra in questi 3 anni.
    Non ci vuole molto ad utilizzare gli argomenti soliti ed inventati da loro: c'avrei messo i comunisti, i sindacati, i sindacati comunisti ed ancora i comunisti sindacalizzati..ma ora non ho tempo!

  2. #2
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    Berlusconi: ''Siamo nella storia, otterremo un grande risultato''




    Assago (Mi), 29 mag. (Adnkronos) - Acclamazione con coro e applausi per Silvio Berlusconi, nell'ultimo giorno del secondo congresso di Forza Italia ad Assago. Al termine dell'ultimo intervento previsto per la giornata, del coordinatore nazionale Sandro Bondi, dalla platea si e' levato un coro, ''Silvio, Silvio'', al quale il premier ha risposto con un largo gesto delle mani in segno di calma e senza sorridere. La platea in piedi ha applaudito per alcuni minuti il leader di FI prima che questi prendesse la parola conclusiva al congresso di Assago. Alle prossime elezioni ''sono sicuro che otterremo un grande risultato, perche' gli italiani hanno buon senso -ha detto il premier nel corso del suo intervento conclusivo.- Siamo qui dopo 10 anni perche' scendemmo in campo per cambiare la storia dell'Italia: la storia dell'Italia l'abbiamo cambiata, siamo gia' nella storia, continueremo a stare nella storia per i tempi che verranno e ci resteremo da protagonisti''. Nel corso del suo discorso, durato poco piu' di mezz'ora, Berlusconi ha ripercorso brevemente i temi echeggiati durante questi 3 giorni e ha letto la lettera che spedira' a 15 milioni di famiglie italiane insieme ad un opuscolo che riassume i 3 anni di attivita' di governo. Nel documento Berlusconi, tra l'altro, invita gli elettori a ''non disperdere il voto su piccoli partiti con 1,2 o 3 deputati'', perche' ''e' indispensabile mandare in Europa una numerosa e compatta squadra di parlamentari italiani, integrati nella piu' grande forza politica europea: il Partito popolare europeo''. Il premier poi ricorda che la sua e' ''una candidatura di bandiera, ma le preferenze che gli elettori mi attribuiranno varranno da riconoscimento per quello che sono riuscito a realizzare fino ad ora come principale protagonista della nostra politica estera alla quale ho dedicato una parte rilevantissima della mia attivita' di presidente del Consiglio''. L'intervento di Berlusconi e' stato seguito da una standing ovation. Terminato il discorso, il premier e' sceso dal palco per salutare la platea di delegati azzurri che lo invocavano a gran voce. Tra uno sventolio di bandiere di Forza Italia e con le note dell'inno nazionale del partito a fare da colonna sonora, il cavaliere ha percorso tutto il parterre per abbracciare i suoi fans, stringendo mani, firmando autografi. Sugli spalti anche alcune bandiere Usa a stelle e strisce. Sempre guardato a vista dai suoi body guard il premier, stretto dalla folla, ha guadagnato la via d'uscita del Filaforum.

  3. #3
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    Concordo con te!

    P.S chissà perchè ma ho sempre l'impressione di essere incompreso!

  4. #4
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    il Giornale 30-05-2004

    «Alle Europee supereremo il 25 per cento»
    Berlusconi: votate per me e non per i piccoli partiti, insieme cambieremo l'Italia

    RENATO PERA da Assago (Milano)



    «Spero, e lo dico con tutto il cuore, di continuare a essere degno di voi e della vostra fiducia - esordisce commosso, quando gli applausi e le acclamazioni che lo hanno accompagnato fin sul podio non si sono ancora del tutto spenti - e prendo qui il solenne impegno di continuare con tutte le tuie e le vostre forze in quel grande progetto che ci accomuna: cambiare l'Italia». In meno di 40 minuti e parlando a braccio, Silvio Berlusconi chiude il Congresso di Forza Italia riassumendo come intende cambiare l'Italia e spiegando quanto sia già cambiata. Passa così dal nuovo prestigio acquisito in politica estera dal nostro Paese alle prossime europee, dall'Irak alla riforma fiscale, liscia il pelo agli alleati dopo la bacchettata del giorno prima ma sconsiglia poi dal votare per i piccoli partiti e invita anzi a votare per lui, annuncia l'invio di un opuscolo a 15 milioni di famiglie, si dice sicuro della vittoria elettorale e prevede oltre il 25 per cento dei suffragi al suo partito. Per concludere riallacciandosi alle sue prime parole: «Siamo qui dopo dieci anni per cambiare la storia d'Italia ma noi siamo già nella storia: continueremno a starci per i tempi che verranno e ci saremo da protagonisti».

    Il Forum di Assago, praticamente pieno, è un tripudio di bandiere rosso-verdi o azzurre quando alle 13.10 il leader di Forza Italia comincia a parlare. Si era preparato un discorso scritto, più stringato di quello «forse un po' troppo lungo» pronunciato giovedì sera all'apertura dei lavori, ma poi decide di improvvisare. «Abbiamo vinto le elezioni del 2001 - ricorda - con lo slogan "La forza di un sogno, cambiare l'Italia". Abbiamo lavorato, stiamo lavorando e lavoreremo per arrivare al 2006 con un altro slogan, che ho chiaro nella testa e nel cuore: "La forza dei fatti, l'Italia è cambiata"». E si dedica subito a tessere le lodi della coalizione di centrodestra, e quindi degli alleati, contrapponendola al «cartello elettorale» del centrosinistra. «Siamo al governo del Paese - dice - in un'alleanza che è tutt'uno con noi, che certamente ci comporta dialettica ma che è governo, è maggioranza del Paese insieme con noi. Loro non lo sarebbero senza di noi, noi non lo saremmo senza di loro. L'opposizione il programma lo fa scrivere da un unico signore, noi lo abbiamo scritto insieme. Ed è stato un programma che è venuto fuori con facilità, perché insieme con loro ci siamo ritrovati sugli stessi valori, sugli stessi principi».

    Con le forze della coalizione, Forza Italia si era quindi messa al lavoro per attuare il programma, per scoprire però dall'1l settembre di quel 2001 in poi quanto il panorama stesse cambiando con la crisi delle Borse, due guerre, i bond argentini e i crac di casa nostra. «Tutto imprevedibile e imprevisto - commenta - si prevedeva una crescita del 3 per cento e invece abbiamo dovuto affrontare una stagnazione». Anche per colpa di un'Europa «che non è reattiva, difende le sua moneta unica in modo tale da non renderla competitiva rispetto al dollaro, non ammette una politica di deficit perché ci sono i parametri di Maastricht. ma dall'altra parte dovrebbe sostituirsi agli Stati nazionali e non lo fa».

    Ciò nonostante molto è stato fatto e questo governo ha battuto il record di longevità, «un record del quale siamo orgogliosi, perché la stabilità è la premessa indispensabile se si suole incidere in un Paese e in uno Stato». Orgogliosi anche, aggiunge, per la dimostrazione di moralità «che in politica non significa soltanto non rubare, ci mancherebbe, ma mantenere la parola! E ho l'assoluta certezza che questo governo durerà per i due anni che mancano alla fine della legislatura» . Gli avversari, ricorda Berlusconi, sostengono che questa durata è dovuta alla nuova legge elettorale. «Ma questa legge c'era anche prima delle elezioni del 1996 - sottolinea-e quei signori sono riusciti a stabilire tre record. Anzitutto hanno presentato o un programma in cui non credevano perché non si aspettavano di andare al governo e gtnndi non hanno realizzato nulla. Il secondo record è stato quello di prescntare una magggiorrnza diversa, priima con Rifondazione che diceva non facesse parte della loro coalizione, poi con un gruppo di deputati eletti con il centrodestra che hanno tradito il loro incarico. Terzo record, hanno cambiato anche il capo del governo indicato ai loro elettori, con la negazione del mandato elettorale e della democrazia.

    Ben diversi, è il senso delle sue parole, i nostri record a parte quello delh longevità. Diversi i risultati, che però bisogna far conoscere. A questo scolo, dopo avere invitato tutti «a spiegare a quelli che avvicinate ciò che abbiamo realizzato», il Cavaliere annuncia l'invio «a 15 milioni di famiglie italiane di un opuscolo che riassume i risultati di tre anni di governo». Ed esorta alla vigilanza «perché sappiamo già di basse strategie volte a rendere difficile la consegna dell'opuscolo».


    Pisanu farà pedinare i postini

    In testa alle realizzazioni del suo governo Berlusconi mette i successi in politica estera, nati da premesse tutt'altro che incoraggianti «perché l'Italia che avevamo trovato non era protagonista una procedeva sommessamente dando l'immagine di chi non è in grado di mantenere gli impegni». Grazie invece alla sua incessante attività, «agli oltre 500 incontri personali, ho conquistato la fiducia degli interlocutori più importanti con i quali, forse per l'età, parlo da fratello maggiore».

    Un lungo e applauditissitno passaggio del discorso del presidente del Consiglio ha riguardato l'Irak «dove non potevamo comportarci diversamente». Lui lo definisce «impeccabile» questo comportamento e ribadisce che non ci ritireremo. «Se dovessimo farlo, immolando sulla volontà dell'opposizione con cui ci troviamo a che fare il prestigio internazionale dell'Italia e la lealtà dell'Italia alle sue alleanze occidentali, dovremmo ritirarci per coerenza da tutte le altre missioni di pace». E, ricordando i 18 militari italiani morti in Irak, il premier grida quasi il suo «orgoglio doloroso, perché quando il capo di un governo decide di mandare dei suoi ragazzi, dei suoi concittadini in una situazione di pericolo, questo capo di governo sente forte su di sé un'enorme responsabilità e soffre come se al fronte ci fossero figli suoi»

    Il fisco, infine, cavallo di battaglia di questa campagna elettorale La riduzione si farà anche perché «bisogna dare all'economia uno choc positivo, perché se lo Stato ci chiede il 30 per cento sentiamo che è giusto, se il 50 è un'ingiustizia e oltre il 50 una somma ingiustizia». E, dopo avere letto la lettera acclusa all'opuscolo in distribuzione (che riportiamo integralmente nella pagina precedente) Berlusconi conclude invitando gi italiani «a fare vostro lo slogan "Sinistra = più tasse, Forza Italia = meno tasse"». Si chiude con un'ultima standing ovation, mentre il pubblico canta con il coro «Azzurra libertà» e il leader, già riconfermato presidente per acclamazione, che si regala una passerella tra delegati e militanti.

 

 

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