Ha studiato in Arabia Saudita e a Washington


Il sunnita Ghazi Mashal al Yawer, designato oggi nuovo presidente dell'Iraq, nasce a Mosul nel 1958, l'anno in cui l'esercito iracheno rovescia la monarchia. Yawer fa parte della tribù Shammar, la più estesa nella regione del Golfo Persico, con i suoi tre milioni di membri tra sunniti e sciiti, guidati dallo zio del nuovo presidente, Mohsen al Yawer.

Il nonno di Yawer, Ahmed Ajil al Yawer, era un membro del parlamento del re. Un anno dopo il rovesciamento della monarchia, la tribù Shammar appoggia una rivolta militare contro il generale Abdul Karim Qassim, ma senza successo. Alla metà degli anni ottanta, la famiglia al Yawer si trasferisce in Arabia Saudita, dove il nuovo presidente studia ingegneria. Yawer prosegue i suoi studi all'Università Georgetown di Washington, quindi torna in Arabia Saudita, dove crea un'azienda di telecomunicazioni.

La caduta di Saddam cambia i suoi piani, come ha detto lo stesso al Yawer un anno fa, citato da Le Monde: "Ero in affari nelle telecomunicazioni in Arabia Saudita. Ho abbandonato tutto, la mia famiglia, mia moglie, i miei quattro figli e le mie attività".

La tribù Shammar si estende dal confine nord della Siria fino al sud dell'Arabia Saudita, passando per l'Iraq e il Kuwait. Quando Saddam invase il Kuwait nel 1990, lo zio di Yawer sceglie di esiliare a Londra in segno di disapprovazione. Nella primavera del 2003, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, Mohsen al Yawer rientra in Iraq, insediando il suo feudo nella città di Mosul, nel nord dell'Iraq. Oggi, dopo la conferma di al Yawer come nuovo presidente del Paese, la gente di Mosul è scesa per le strade a festeggiare.

Anglofono, desideroso di conservare "il meglio" della cultura orientale e di quella occidentale, e figlio di una così vasta tribù, Yawer potrebbe aiutare l'Iraq a riallacciare le relazioni diplomatiche con i Paesi vicini, soprattutto con l'Arabia Saudita. Uno delle mogli del principe reggente saudita Abdullah, infatti, fa parte della tribù Shammar. Ma numerosi membri della stessa tribù vivono anche in Siria.

Al Yawer è un deciso oppositore delle posizioni federaliste dei curdi e sostiene con forza l'integrità dell'Iraq. "Sono di confessione sunnita, nato a Mosul - ha spiegato Yawer - La mia famiglia ha sempre mantenuto ottimi rapporti con i curdi e, quando ero piccolo, mia madre mi mandava a visitare sia i santuari sciiti di Najaf e Karbala che le moschee sunnite di Baghdad e la chiesa della Vergine Maria".

In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano saudita Al-Riyadh, al-Yawer ha commentato la controversia di questi ultimi giorni nata attorno alla carica di presidente, affermando che il candidato favorito dagli Usa e dalle Nazioni Unite, Adnan Pachachi, non aveva "base popolare all'interno dell'Iraq". Brahimi, ha detto Yawer, voleva affidare tale carica a Pachachi in virtù dell'età e della sua statura politica, ma il nuovo presidente ha così commentato: "Come si può onorare qualcuno nei suoi ultimi giorni a spese del futturo dell'Iraq, che ha bisogno di rinnovarsi?"

Dal governatore americano dell'Iraq, Paul Bremer, Yawer ha raccontato di aver ricevuto l'offerta di "diversi posti", tra cui quello di ambasciatore a Washington, in cambio del suo rifiuto alla presidenza del Paese. "Gli ho detto - ha risposto Yawer - cerca qualcun'altro che voglia andare a Washington, io sono figlio di questo Paese e ci sono attaccato, ed è la popolazione irachena che vuole nominarmi - se credi nella democrazia e rispondi alla volontà della popolazione".