DAL SOCIALISMO NAZIONALE ALLA FIAMMA TRICOLORE
Nell’inverno passato, nel corso di un’assemblea autoconvocata dalla base del FsN romano, prese la parola a nome di Autonomia di Base Giuliano Castellino che definì il Cartello elettorale che andava a formarsi attorno alla Mussolini un inacceTtabile tradimento dell’Idea e che sarebbe stato oggetto, quindi, di durissima contestazione da parte dei militanti di B.A.
Di quel Cartello faceva parte a pieno titolo la Fiamma di Luca Romagnoli che era stato, a ben vedere, il vero promotore di una “coalizione” che avrebbe dovuto rilanciare – e non soltanto elettoralmente – tutta l’area nazional-popolare.
Le foto di Romagnoli, della Mussolini, di Fiore e di Tilgher giganteggiarono antiesteticamente sui muri di tutte le contrade d’Italia.
La Fiamma fu “sfilata” dal Cartello a seguito della sua dichiarata volontà di presentarsi elettoralmente in diverse realtà amministrative con le liste di AN e del Polo di centro-destra. Ne fa fede il comunicato stampa del 30 marzo della Direzione Nazionale del Fronte.
Che i duri e puri di base autonoma decidano oggi di entrare “con entusiasmo, senza se e senza ma” per coerenza rivoluzionaria nei ranghi della Fiamma Tricolore è a dir poco stupefacente.
Nei due anni di vita “autonoma” B.A. è passata dagli scontri di curva e di piazza al progetto del Socialismo Nazionale promosso da “Rinascita” per andarsi ad ancorare alla meno “rivoluzionaria” tra le diverse formazioni di estrema destra che si agitano sullo scenario politico.
Questo, a detta dei dirigenti di B.A., è gettare lo sguardo verso il domani!
Paolo Signorelli


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