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Discussione: Attilio Mordini

  1. #1
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    Predefinito Attilio Mordini



    Attilio Mordini (1923-1966)

    Attilio Mordini di Selva, seppe ricondurre in ambito cattolico la riscoperta della Tradizione, avvenuta nel 1900 per mezzo di autori quali Reneè Guenon e Julius Evola, che l'avevano interpretata in senso "esoterico". Lungi dal negare - come facevano i due succitati autori - l'importanza e l'unicità della figura storica di Cristo e della Chiesa cattolica, seppe reinterpretare i miti delle antiche civiltà prescristiane in chiave di prefigurazione e annunzio della venuta di Cristo.
    Nella sua opera più significativa, Verità del linguaggio, diede il via ad una nuova "scienza", la "teologia del linguaggio", segnando una via che per il momento (a mia conoscenza) non è stata approfondita da altri studiosi.
    Ne Il tempio del cristianesimo ripercorre la storia dell'umanità in un'ottica cristiana, segnalando i momenti di crisi e di allontanamento della società dagli insegnamenti e dalla guida della Chiesa.
    Curioso il breve libro Lo yeti alla luce della tradizione biblica, nel quale si interpretano gli avvistamenti, avvenuti in quegli anni '60, dello Yeti sull'Himalaya, in considerazione di quanto è scritto nell'Antico Testamento.
    Nel testo Il segno della carne, dedicato ai futuri sposi (scritto con lo pseudonimo di Ermanno Landi), si riscopre il significato più profondo dell'amore matrimoniale.
    Ne Il Mito primordiale del Cristianesimo quale fonte perenne di metafisica viene analizzata la portata spirituale dell'insegnamento cristiano che non ha nulla da invidiare alle - ormai di moda - "filosofie orientali", facendo riferimento soprattutto alla teologia francescana (S. Bonaventura da Bagnoregio ed altri).
    Sono poi stati pubblicate varie raccolte di suoi frammenti o articoli, fra le quali segnalo Il cattolico ghibellino e I passi sull'acqua, quest'ultimo raccolta di alcuni brani del suo diario.
    Morì molto giovane a causa della TBC contratta durante la detenzione nelle patrie galere, inflitta per aver aderito alle Waffen SS dopo l'8 settembre 1943. Stava completando un'opera sulla regalità sociale di Cristo, il cui titolo sarebbe stati INRI, e delle cui bozze non si ha notizia. Il 4 ottobre 1966, giorno di San Francesco, Attilio Mordini, terziario francescano, moriva in Firenze.

    segnalo una piccola nota personale: la comunità della quale faccio parte nacque anche grazie alla lettura da parte del nostro fondatore (lo scomparso Pino Tosca) delle opere di Mordini.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    riporto nel seguito alcuni brani delle sue opere.

    per prima la dedica del libro Il tempio del Cristianesimo all'imperatore Carlo d'Asburgo.

    A Carlo d’Asburgo, Imperatore santo.

    Avvertiamo subito chiunque apra questo libro, che è stato scritto soltanto per chi cerca la Verità. Non pretendiamo affatto - sia ben chiaro - di dettare al mondo parole profetiche; solo teniamo anzitutto a dichiarare che abbiamo meditato e scritto seguendo esclusivamente la Tradizione e cercando in quella la misura d'ogni verità senza mai abbassarci per venire a patti o a compromessi con altre esigenze di ordine inferiore.
    E non abbiamo avuto nemmeno la pretesa di fare della storia, ma di servirci bensì dei dati che la storia stessa, quale scienza umana, ha posto a nostra disposizione per cercare di approfondire, in senso escatologico, la critica ai tempi moderni, e ciò nell'intento di scorgere, attraverso le linee generati della storia del Cristianesimo e della civiltà cristiana, il senso che i fatti rivestono sul piano della realtà trascendente.
    D'altronde, se vogliamo dare un giudizio sereno sulla storia dell'occidente e fare il punto sulla condizione in cui versa la nostra civiltà, non dobbiamo lasciarci impaniare né da elementi più o meno affettivi, né da considerazioni sul benessere materiale delle genti, ma solo ci si deve attenere a misure trascendenti la stessa storia e il tempo. Giudicare è sempre confrontare, e senza termine di confronto, ogni giudizio è impossibile. Il giudizio è parola, è Verbo, e senza Verbo i fatti restano muti.
    La Chiesa sta beatificando Carlo d'Austria, l'ultimo Imperatore della casa di Asburgo, morto in esilio a Madera il primo aprile del 1922. La sua causa di beatificazione si fonda soprattutto sulla fermezza con cui seppe sempre respingere ogni offerta di tornare sul trono per non venire a patti proprio con quelle forze del basso che oggi hanno il sopravvento ovunque e stanno trasformando il mondo in un chaos universale.
    La risposta di Carlo d'Asburgo a chi osava porgli condizioni era semplice e decisa, « Quanto a questo, io, come Principe cattolico, non ho una parola da dire... Ora ogni mio tentativo avrà cattiva riuscita... Tuttavia non sarà mai ch'io accetti da Satana ciò che Dio m'ha dato ». E aggiungeva « Come sono vili tante volte i cattolici! ».
    E ogni qualvolta ci volgiamo a cercare la verità senza tuttavia recidere ogni legame che ci trattiene e ci vincola agli interessi pratici e contingenti, ogni qualvolta ci diciamo amanti del vero senza per questo porci sul sentiero dell'intransigenza più ferma, verso noi stessi prima ancora che nei confronti del mondo, denunciamo la nostra viltà; denunciamo di essere vili come lo sono « ...tante volte i cattolici », vili come solo possono esserlo quanti hanno conosciuto il Verbo di Dio e preferito gli interessi del mondo.
    Oggi è tempo di fermezza, è tempo di testimonianza e chi non sa romperla con la tanto vantata praticità terrena, per amare solo la Verità e riconoscerla ovunque essa si trovi e si manifesti, è già morto; non legga queste pagine e continui a seppellire i suoi morti concittadini nel benessere di questa pseudociviltà moderna e democratica. Da parte nostra pregheremo Iddio, ché abbia pietà di lui.

    (Attilio Mordini – Il Tempio del Cristianesimo – 1957)
    Ultima modifica di codino; 26-10-09 alle 12:40

  3. #3
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    segue un passo dello stesso libro:


    Gli uomini politici del nostro tempo potranno incontrarsi e discutere quanto vogliono, il presente non è nelle loro mani, né, tantomeno l'avvenire. E la macchina del progresso continua a travolgere il mondo, con le ferree leggi dell'economia, in una logica tutta impersonale, ma appunto per questo terribilmente più esatta. Se il rapporto che unisce gli uomini a Dio è quello dell'amore mistico e della conoscenza della verità trascendente per il Verbo, il rapporto che unisce gli uomini tra loro avrebbe potuto essere soltanto la comunione della Grazia nell'ordinamento della Gerarchia come irradiarsi di luce dal centro dell'universo fino alla più piccola e, più lontana creatura. Si tratta di due aspetti di un’unica carità sostanziata dallo Spirito Santo; carità di cui l'Apostolo Giovanni, che nel cenacolo riposava sul Cuore di Cristo e che, solo tra i Dodici, si portò sul Calvario ai piedi della Croce, conosce il segreto e lo trasmette per la Tradizione monastica e per la Tradizione equestre. Giovanni fu il primo che di corsa arrivò al Sepolcro a constatare l'avvenuta Resurrezione, e ai monaci e ai cavalieri spetta il compito della guardia alla Terra Santa e alla sapienza tradizionale.
    E di quel segreto, di quella sapienza, per il Pontefice erede di Pietro, si tien salda la Chiesa nella verità del dogma; mentre la falsa unità e il falso benessere del mondo moderno è opera del, tradimento di Giuda, e rinnova la crocifissione del Salvatore. Gesù nel cenacolo preannuncia il tradimento senza fare il nome del traditore; ed è a Giovanni che Pietro si volge per sapere a chi allude il Maestro. Giovanni volge la domanda a Gesù che risponde: « E' colui al quale porgerò del pane inzuppato. E inzuppato del pane lo diede a Giuda, figliolo di Simone Iscariote. Appena Giuda ebbe preso il boccone di pane Satana entrò in lui. Gli disse pertanto Gesù: Quello che hai da fare fallo presto. Nessuno dei commensali comprese perchè glielo avesse detto, mentre alcuni pensavano che, siccome Giuda aveva la borsa, Gesù avesse detto; Compera quanto ti è necessario per la festa; oppure: che desse qualche cosa ai poveri » (Giovanni XIII 26 e sgg.).
    Dunque nessuno dei commensali aveva compreso il senso della frase: « Quello che hai da fare fallo presto », significato che, da parte nostra abbiamo interpretato anche come incalzare del progresso moderno, fino alla rovina della Chiesa, come crocefissione ultima operata dall'Anticristo. Alcuni dei Dodici, tuttavia (non certo Giovanni né Pietro che erano stati istruiti da Gesù), credettero che il Maestro avesse mandato Giuda a operare per il bene della Chiesa (a preparare la festa), altri che lo avesse mandato a far del bene ai poveri. E se l'incitamento di Gesù a Giuda è da interpretarsi come l'incalzare del progresso, l'equivoco in cui caddero gli Apostoli che non avevano udita la spiegazione di Gesù a Pietro e a Giovanni, corrisponde esattamente all'atteggiamento di quella parte del clero che plaude al progressismo come a un effetto della Grazia, e vede nelle sciocche pianificazioni e nelle inquiete riforme sociali del nostro tempo il bene della povera gente in seno alla civiltà cristiana. E così, in tale equivoco, migliaia e migliaia di cristiani lavorano, nella massima buona fede, al tradimento della Chiesa (1).

    [[ (1) E d'altra parte, la stessa figura. di Giuda, così come ci appare dalle visioni della Beata Caterina Emmerich, concorda pienamente col quadro da noi tracciato sul Vangelo secondo Giovanni. « Giuda - dice la Emmerich - aspettava dal suo tradimento ben altro esito di quel che ottenne; perché voleva egli bensì guadagnare il prezzo del suo misfatto ed amicarsi i Farisei dando loro Gesù nelle mani, ma però non pensava per nulla alla condanna ed alla Crocifissione di Gesù, che non erano affatto nelle sue intenzioni... Vedendo crescere le molestie e le persecuzioni, pensò, prima che ogni cosa finisse, rendersi propizi i principali e i più possenti nemici di Gesù, perché Gesù non diventava mai re, e il sommo sacerdote e i primati del Tempio erano gente che, d'altra parte, lo affascinavano, e quindi si andò sempre più impegnando coi loro mezzani, che per ogni maniera il carezzavano... » (La dolorosa Passione di Nostro Signor Gesù Cristo secondo le visioni di Anna Caterina Emmerich - Milano - Volpato e Compagno, 1855 - quinta edizione - pag. 127) Ogni commento ci sembra superfluo; è il profilo del... moderno cristiano d'avanguardia che per rispondere alle esigenze del proprio tempo tradisce la Chiesa senza nemmeno vedere (o non volendo vedere) le tragiche conseguenze del suo comportamento. Quanto alla Provvidenza, se di Giuda si servì per la salvezza dell'umanità affrettando la Crocefissione, dei cristiani d'avanguardia si sta servendo, forse, come di accoliti ciechi per affrettare il regno dell'Anticristo e, quindi, il ritorno del Messia. Ancora una volta è necessario che vi siano scandali... ma guai a coloro che ne saranno gli autori! ]]

    Non di carità sono infatti sostanziate le nuove riforme sociali, ma da un fanatico impulso ugualitario. È il paradiso in terra: nessuno deve più soffrire, ogni sofferenza materiale e corporale deve bandirsi ad ogni costo, mentre la sofferenza dell'anima ha da essere guardata solo come conseguenza del disagio materiale ed economico. E d'altra parte, il benessere economico è considerato come primo ed essenziale fattore di civiltà di cultura, di formazione... spirituale! Ma in realtà, la distribuzione dei beni di consumo e d'uso non ha nulla a che fare con l'amore, con la carità; anzi, è un provvedimento radicale affinché non si debba più assistere al concretarsi dell'amore nel gesto del fratello che aiuta il fratello... Son cose che testimoniano della realtà viva del Cristo sulla terra, e vanno bandite.
    Nel migliore dei casi, si vuole che nessuno più soffra nel mondo; perchè chi gioisce, o crede di gioire, non sia turbato, nella coscienza, dal dolore degli infelici; e così nulla di ciò che è umano deve sopravvivere nel mondo. Si deve invece attuare la distribuzione e la assistenza regolare e meccanica nel funzionamento più impersonale ed esatto, affinché la bestia possa trionfare sulla terra, col suo numero d'uomo, al posto dell'Uomo universale Cristo Gesù. Si crede che il progresso, cioè Giuda, debba far presto a preparare la pasqua ut unum sint, e questa unità dovrebbe realizzarsi nello stato moderno, stato che si deve del tutto disinteressare della confessione dei cittadini perché la religione ha da essere soltanto un rapporto puramente individuale tra ogni singolo uomo e Dio; stato, perciò, le cui norme devono fondarsi sul più completo agnosticismo, mentre solo alla gerarchia sacerdotale sarebbe lasciato il compito di ordinare la Chiesa senza che questa possa esprimersi in nessun ordinamento civile.

    (Attilio Mordini – Il Tempio del Cristianesimo – pp. 195-197)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    trascrivo ora un breve paragrafetto della raccolta Passi sull'acqua - dai quaderni d'appunti (1954-1961)

    Nell'Eden (paradiso=bene) il serpente rappresenta Satana. Nel deserto (il male) il serpente di bronzo rappresenta Cristo (1). Il serpente dell'Eden viene condannato a strisciare sulla terra arida, vale a dire nel deserto, ed è per questo che demoniaci sono i serpenti che mordono gli ebrei nel deserto. Si salveranno guardando quel serpente di bronzo avvinghiato all'albero del bene e del male. La relazione quindi tra il deserto e l'Eden è analoga a quella tra Yin e Yang nel segno del Tao. Nel bianco (Eden) vi è il punto nero, serpente e Satana, nel nero (deserto) vi è il punto bianco, serpente sul bastone e Cristo.
    (D. 4/9/1961)

    (1)Giov. III 14-15: "E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, nella stessa guisa bisogna che sia innalzato il Figlio dell'Uomo". Numeri XXI, 6-10: "Allora il Signore mandò contro il popolo dei serpenti ardenti i quai causarono piaghe e morte in moltissimi. Il popolo andò a Mose e disse: -Abbiamo peccato perchè abbiamo peccato contro il Signore e contro di te, pregalo che allontani da noi i serpenti-. Mosè pregò per il popolo e il Signore gli disse: -Fa' un serpente di bronzo e mettilo come segno: colui che essendo stato ferito lo mirerà, avrà vita-"

    Quel serpente di bronzo è oggi conservato nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Milano (nota mia)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    gli scritti sono molto belli e premetto che non conoscevo questo autore.
    Sinceramente però mi chiedo come potesse essere ammiratore di Carlo I d'Asburgo uno che aderì alle SS...

  6. #6
    Becero Reazionario
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    gli scritti sono molto belli e premetto che non conoscevo questo autore.
    Sinceramente però mi chiedo come potesse essere ammiratore di Carlo I d'Asburgo uno che aderì alle SS...
    quale incongruenza ci vedi?
    Anche gente come Evola - che pure combattè la prima guerra mondiale contro l'Austria - era estimatrice degli Imperi Centrali...

    vado a vedere se trovo il passo in cui Mordini spiega la sua scelta
    Ultima modifica di codino; 26-10-09 alle 13:06

  7. #7
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    segnalo una piccola nota personale: la comunità della quale faccio parte nacque anche grazie alla lettura da parte del nostro fondatore (lo scomparso Pino Tosca) delle opere di Mordini.
    Di quale comunità si tratta?
    Ultima modifica di Florian; 26-10-09 alle 13:02
    Maledetto è l'uomo che confida nell'uomo (Geremia 17 5)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    Citazione Originariamente Scritto da Sollus Visualizza Messaggio
    Di quale comunità si tratta?
    Movimento Politico Cattolico "Azione e Tradizione"

  9. #9
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    no dicevo che ci vedo una forte incongruenza perché per aderire alle SS bisognava essere ideologicamente nazisti ed il nazismo, é una ideologia nichilista, quindi fortemente anti cattolica.

  10. #10
    Becero Reazionario
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    Predefinito Rif: Attilio Mordini

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    no dicevo che ci vedo una forte incongruenza perché per aderire alle SS bisognava essere ideologicamente nazisti ed il nazismo, é una ideologia nichilista, quindi fortemente anti cattolica.
    sì caro, c'è un passaggio ne Il Tempio del cristianesimo in cui spiega questa scelta, appena ritrovo il libro (nel caos di casa mia :sofico vedrò di trascrivertelo! Chiaramente non è che Mordini aderendo alle SS fosse diventato "neo-pagano" (ricordiamoci comunque che nel '43 aveva 20 anni), ha fatto questa scelta per onore e fedeltà etc etc etc...
    Ultima modifica di codino; 26-10-09 alle 13:20

 

 
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