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    Predefinito Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone






    Berlusconi da Putin, l'Italia è il perno dello sviluppo Russo in Europa


    Così lontane, eppure così vicine: Italia e Russia dimostrano la forza di uno storico rapporto bilaterale, che è sopravvissuto alle trasformazioni degli ultimi decenni e continua ancora ad evolversi. I fattori per individuare questo consolidamento della cooperazione sono l’intesa personale tra Berlusconi e Putin e la sinergia economica tra i due paesi.

    Il confronto tra due capi carismatici come Berlusconi e Putin si è spesso rivelato il fattore per superare ostacoli politici. Il caso paradigmatico è stata l’integrazione della Russia nella Nato nel 2002 con il vertice straordinario della Nato a Roma. Con la regia diplomatica del premier Berlusconi i due ex blocchi della Guerra Fredda sperimentavano dopo cinquant’anni di antagonismo un’unità fondata sul multilateralismo. In quella sede il nuovo spirito di cooperazione fu incorporato nel Consiglio Nato-Russia, l’organo per “costruire il consenso, effettuare consultazioni, conseguire decisioni ed azioni comuni”.

    Questa strategia ha retto anche alla crisi dello scontro militare del 2008 tra Georgia e Russia, che aveva seriamente incrinato i rapporti tra l’Alleanza Atlantica e Mosca fino al punto di sospendere le attività del Consiglio. Invece nei giorni scorsi il segretario uscente della Nato, De Hoop Schaffer, ha annunciato ufficialmente che Nato e Russia riprenderanno esercitazioni militari congiunte. La notizia stempera il clima di tensione alimentato dalle esercitazioni in grande stile della Russia con la Cina la scorsa estate, e la settimana scorsa con i suoi ex satelliti, ora aderenti alla Colletive Security Treaty Organisation (Csto). Anche nel complicato rapporto tra Russia e Unione Europea l’Italia ha spesso svolto il ruolo di cerniera. Ora che è in scadenza il trattato tra Ue e Russia, Mosca non lavora solo ad un rinnovo automatico, ma ad un potenziamento del suo ruolo europeo. Il riferimento è all’Italia: come richiesto esplicitamente da Putin, i rapporti con Roma sono il modello che la Russia auspica di sviluppare anche con l’Ue.

    L’altro asse che sorregge la speciale intesa tra Russia e Italia è l’economia. L’Italia è il secondo partner commerciale europeo della Russia e ambisce a scavalcare il primato della Germania. Nel 2001, prima dell’ascesa di Putin, l’interscambio commerciale ammontava a 170 milioni di dollari. Solo un anno dopo aveva superato i 280 milioni. Nel 2004 aveva segnato il record di 15 miliardi di dollari, superato due anni dopo con 21 miliardi. Il 2005 fu proclamato “anno dell’Italia in Russia” e la Camera di Commercio di Mosca aveva istituito un esclusivo seminario sulle relazioni economiche con l’Italia rivolto ad un parterre di altissimi funzionari e imprenditori.

    Non ci sono soltanto Alenia e Fiat, marchi italiani ormai tradizionali in Russia. E’ il settore energetico ad essere il principale polo d’attrazione. Mercoledì 21 ottobre l’ennesima visita privata di Berlusconi a San Pietroburgo include un aggiornamento sull’evoluzione dei lavori per il gasdotto South Stream, di cui Eni e Gazprom sono i due padri fondatori.

    Sia la cooperazione politica che quella energetica tra Russia e Italia risultano fortemente dipendenti dall’intesa personale tra Berlusconi e Putin. Il primo ministro russo è stato il primo leader ad incontrare Berlusconi dopo la vittoria alle politiche del 2008. Ma l’incontro ha avuto luogo in Sardegna, nella residenza privata di Berlusconi. La stessa situazione attende Berlusconi in partenza per San Pietroburgo, invitato personalmente per festeggiare il compleanno di Putin. Privato e politico s’intersecano senza potersi discernere. Ragion di stato e rapporti personali si confondono, all’infuori di sedi istituzionali e protocolli diplomatici. La reciproca volontà personale di integrare Russia e Italia precede i circuiti formali, ma rischia di svalorizzare il dibattito politico, che in Russia non fa ancora parte della giovane e gracile cultura democratica – mentre in Italia costituisce un requisito che la politica è chiamata a soddisfare.

    Democrazia a parte, il nuovo governo tedesco di centrodestra potrebbe delineare una riedizione dell’asse franco-tedesco come locomotiva di un’Europa nuovamente nordica, lontana dal Mediterraneo. Questo scenario non farebbe che aumentare l’incentivo per l’Italia a potenziare il rapporto privilegiato con la Russia. In modo speculare il ritiro del progetto dello scudo missilistico americano in Europa Orientale ha ampliato gli spazi di manovra di Mosca nel Vecchio Continente e la conseguente necessità di assumere un ruolo europeo più attivo.

    Due fattori d’ombra potrebbero offuscare i rapporti tra Mosca e Roma. Il primo è il rischio che l’Italia divenga un cavallo di Troia per riportare in Europa, soprattutto all’Est, una nuova forma di egemonia russa, già evidente nel comparto energetico. Il secondo è l’incertezza sul nucleo intorno a cui gravita questa notevole cooperazione bilaterale, ovvero la capacità di due soli uomini di trovare una soluzione soddisfacente per entrambi. Italia e Russia si sono addentrate in un’integrazione fitta, sia economicamente che politicamente, proiettata su una scala trans-europea. Un improvviso e insanabile dissidio tra Berlusconi e Putin potrebbe davvero mettere a repentaglio questo equilibrio di potere. Ma Russia e Italia sembrano ormai troppo vicine per pensare a un divorzio.

    Berlusconi da Putin, l'Italia è il perno dello sviluppo Russo in Europa | l'Occidentale

  2. #2
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    L'amicizia fra Italia e Russia dipende sostanzialmente dagli ottimi rapporti fra i leader dei due paesi, Silvio Berlusconi da una parte e Vladimir Putin dall'altra. I conservatori filo-statunitensi, moderati e liberali, vedono in Putin una minaccia alla debole democrazia russa, ormai dominata da un partito - Russia Unita - strabordante e inserito in tutti i gangli vitali dello Stato, senza lasciare grandi spazi ad una opposizione rada e divisa. Del resto, va spiegato anche l'effettivo consenso che il popolo russo esprime verso Putin, simbolo di sicurezza, ordine, orgoglio patriottico, rinascita. Non c'è da stupirsi, quindi, dell'enorme potere di Putin, che deriva non tanto da chissà quali storture costituzionali e violazioni della legge, ma da un favore certificato ad ogni elezione e, almeno fino ad oggi, solido e spontaneo.

    Anche Berlusconi, accusato di ogni nefandezza (limitazioni censorie alla libertà di stampa, conflitto d'interesse, pressioni indebite sulla magistratura, progetti di sovvertimento della Costituzione, protagonismo presidenzialista), in realtà deve la sua posizione dall'effettivo consenso degli italiani, del tutto capaci di esprimersi democraticamente in libere elezioni. Quindi, al di là delle polemiche e di qualche eccesso tutto sommato perdonabile, questi due leader non sono il prodotto di una reazione anti-democratica, bensì della legittima volontà popolare, che desidera, cerca e anzi pretende uomini forti al governo, anche in contrapposizione ad una classe politica debole, inerte e grigia.

    Putin e Berlusconi non sono uguali, ma si somigliano notevolmente, e forse anche per questo si attraggono vicendevolmente senza difficoltà. Anche la situazione geostrategica favorisce un avvicinamento fra Italia e Russia: gli Stati Uniti di Obama non rappresentano più un alleato naturale ed affidabile. Al di là dei sorrisi di circostanza, è chiaro che per il Cavaliere il nuovo Presidente Obama non equivale, neanche dal punto di vista personale, al suo predecessore Bush. Berlusconi ha capito che l'Italia, per non cadere nel ruolo di potenza tutto sommato medio-bassa e ininfluente, deve giocare una partita forse più grande di lei, ma potenzialmente ricca di sorprese positive. L'alleanza con la Russia, una volta caduti i legami con gli Stati Uniti, è dunque inevitabile. L'asse franco-tedesco dovrà fare i conti anche con la potenza mediterranea italiana, prima di esercitare la sua egemonia su tutto il continente.

    Nonostante alcuni dubbi sull'effettiva genuinità e sincerità di Putin circa la democraticità del suo governo, il patto Italia-Russia va benedetto e sostenuto, in nome del buon nome del nostro paese, che esce sicuramente rafforzato, almeno nel caso russo, dalla diplomazia privata e personale esercitata con molto impegno da Berlusconi. Putin forse non convince del tutto, ma per un conservatore disilluso dall'America di Obama resta senz'altro preferibile ad altri uomini di governo scialbi e fin troppo mescolati con un liberalismo che sa di progressismo mascherato.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    Qui abbiamo aperto una discussione ricca di contributi sulla questione, sia nell'ambito del Conservatorismo che della geo-politica:
    http://forum.politicainrete.net/cons...nazionale.html

    carlomartello

  4. #4
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    Thumbs up Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    A me non dispiace l'amicizia Italo-Russa. Berlusconi fa bene a legare con Putin. Ciò è importante quando la Russia da orso diventerà aquila (questioni di politologia fatimita, che qui non sviscero per non essere mal capito).

    L'Occidente poi in questo momento a poco da insegnare alla Russia di Putin: i diritti umani? O del più forte in finanze? Divorzio, aborto, sodomia dilaganti e quant'altro. E, ciliegian sulla torta, un regime sovietizzante e neoallendista nella Patria della fu Libertà.

    Bravo Silvio! Meglio 1000 Putin che un solo Obama!
    IO REGNERO' malgrado satana e i suoi satelliti

    http://vandeano2005.splinder.com/

  5. #5
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    I fattori per individuare questo consolidamento della cooperazione sono l’intesa personale tra Berlusconi e Putin e la sinergia economica tra i due paesi.
    Economia, ancora economia, tutto ruota intorno all'economia. E quando l'economia si fa da parte, ecco spuntare fuori i diritti umani. Per cui, in una logica tutta interna al liberalismo Putin è un amico perchè ci aiuta economicamente (destra) oppure è un nemico perchè autoritario e non rispetta i diritti delle minoranze (sinistra).

    A questo punto mi accorgo che al riguardo una terza posizione che pure c'è - e che può essere cosiderata nazionalista e/o conservatrice - è di fatto silenziata. Questa posizione guarda con interesse alla Russia de-comunistizzata per distaccarsi dall'abbraccio unilaterale con Washington, troppo penalizzante e sul piano della geopolitica e su quello della cultura. I nazional-conservatori, alla ricerca di un modello alternativo a quello liberalcapitalistico, tornano a guardare favorevolmente alla Russia come già nell'ottocento fecero i reazionari filorussi alla de Bonald, disgustati dai (dis) valori della borghesia trionfante.

    Oggi però i nazionalconservatori nel cavalcare i rapporti economici tra Europa e Russia corrono il rischio di piegarsi alla logica economicista portata avanti dalla socialdemocrazia (Schroeder) o dai moderati (Berlusconi). In entrambi i casi la realpolitik ha la meglio sulle ragioni ideali e il predominio della visione del mondo occidentale non viene intaccato.

    L'Occidente si serve ancora del Solgenitsin anticomunista ma sottace il Solgenitsin anticapitalista. Sta ai conservatori cercare di riportare all'attenzione i motivi per cui il grande scrittore espulso dalla sua terra d'origine ed emigrato nel Vermont americano non si era fatto apologeta del capitalismo occidentale ma aveva preso a denunciarne le storture.
    Ultima modifica di Florian; 21-10-09 alle 18:46
    SADNESS IS REBELLION

  6. #6
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Qui abbiamo aperto una discussione ricca di contributi sulla questione, sia nell'ambito del Conservatorismo che della geo-politica:
    http://forum.politicainrete.net/cons...nazionale.html

    carlomartello
    Avevo provato ad unire i due threads, ma poi ho pensato che fosse meglio tenerli distinti. Il thread aperto da te si delinea infatti come una raccolta di documenti, mentre per una discussione tra noi è forse meglio utilizzare questo aperto da Falco.
    SADNESS IS REBELLION

  7. #7
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    Personalmente il problema che ho con la Russia è che... non la conosco. Tutti conoscono com'è fatta l'America, l'Inghilterra, la Francia, la Germania. Se non ci sono andati in viaggio ne vedono continuamente spaccati di vita al cinema, in tv, nei libri. Della Russia non si sa niente: è lontana e misteriosa.

    A me farebbe piacere se si sviluppasse una coscienza "eurussa", un riavvicinamento culturale, ma questo deve necessariamente avvenire in seguito ad una disaffezione nei riguardi dei miti dell'Occidente, che sono l'individualismo e il libero mercato. Se a discapito di questi si riscoprisse la comunità e la religione allora sì che parlare di Eurussia avrebbe un senso, altrimenti è solo una partnership commerciale, una maniera subdola per inglobare anche Putin nel nostro sistema di dis-valori... Spero che ciò non accada, per entrambi i popoli.
    Ultima modifica di Florian; 21-10-09 alle 19:27
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    I nazional-conservatori, alla ricerca di un modello alternativo a quello liberalcapitalistico, tornano a guardare favorevolmente alla Russia come già nell'ottocento fecero i reazionari filorussi alla de Bonald, disgustati dai (dis) valori della borghesia trionfante.

    Oggi però i nazionalconservatori nel cavalcare i rapporti economici tra Europa e Russia corrono il rischio di piegarsi alla logica economicista portata avanti dalla socialdemocrazia (Schroeder) o dai moderati (Berlusconi). In entrambi i casi la realpolitik ha la meglio sulle ragioni ideali e il predominio della visione del mondo occidentale non viene intaccato.
    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    A me farebbe piacere se si sviluppasse una coscienza "eurussa", un riavvicinamento culturale, ma questo deve necessariamente avvenire in seguito ad una disaffezione nei riguardi dei miti dell'Occidente, che sono l'individualismo e il libero mercato. Se a discapito di questi si riscoprisse la comunità e la religione allora sì che parlare di Eurussia avrebbe un senso, altrimenti è solo una partnership commerciale, una maniera subdola per inglobare anche Putin nel nostro sistema di dis-valori... Spero che ciò non accada, per entrambi i popoli.
    Non hai tutti i torti. Anche se potrebbe essere invece il carattere della nuova Russia nazionalista e cristiana a inglobare l'Europa, se gli europei lo volessero, per esempio se andiamo a vedere, Berlusconi mentre si è avvicinato a Putin, oltre ad aver fatto dichiarazioni interessanti in politica estera, allo stesso tempo è sempre più slittato verso la destra più nazionalista e populista, ha rincarato la dose con esternazioni forti sul tema dell'identità nazionale e dell'immigrazione (Putin a sua volta è stato uno dei pochi a difendere Berlusconi sui respingimenti), insomma l'Italia filo-russa è anche l'Italia della riforma Gelmini, l'Italia della Lega Nord, l'Italia di un Berlusconi vicino a Ratzinger ad esempio sulla bioetica (caso Englaro)...
    Sembrerebbe guardare alla Russia più come l'ex consigliere Baget Bozzo e il suo amico Alexandre del Valle, che dice “Occorre mescolare la sapienza, la prosperità dell’Unione europea con la determinazione e l’assenza di colpa dei russi. L’Occidente non è solo puro atlantismo ma, come diceva il grande filosofo Levinas, anche una combinazione delle radici giudeocristiane con quelle greco romane. Se siamo d’accordo di dovere molto ai romani, ai greci o all’umanesimo dobbiamo allora includere nel nostro ‘Occidente ideale’ anche la Russia. Perché pure a Mosca esiste la separazione fra il potere religioso e quello politico”. Insomma un discorso anche identitarista (radici, cultura e tradizioni) che non solamente economicista (accordi commerciali ed energetici).

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 21-10-09 alle 20:03

  9. #9
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    se andiamo a vedere, Berlusconi mentre si è avvicinato a Putin, oltre ad aver fatto dichiarazioni interessanti in politica estera, allo stesso tempo è sempre più slittato verso la destra più nazionalista e populista, ha rincarato la dose con esternazioni forti sul tema dell'identità nazionale e dell'immigrazione (Putin a sua volta è stato uno dei pochi a difendere Berlusconi sui respingimenti), insomma l'Italia filo-russa è anche l'Italia della riforma Gelmini, l'Italia della Lega Nord, l'Italia di un Berlusconi vicino a Ratzinger ad esempio sulla bioetica (caso Englaro)...
    Già, ma Berlusconi è pure quello che concorda con Il Foglio su tony Blair alla guida dell'UE, che non è proprio una mossa Eurussa mi pare... Guarda, io sono convinto che il nostro governo non abbia alcuna "vision", ma si muove al seguito di vari interessi, che una volta muovono in una direzione una volta nell'altra. Per riavvicinare sul serio l'Europa alla Russia ci vorrebbe una crisi profonda che colpisse l'Europa nelle sue attuali convinzioni... Altrimenti si continuerà in questo strabismo neutralista, un occhio ad est, l'altro ad ovest per non scontentare nessuno, in puro stile democristiano.
    SADNESS IS REBELLION

  10. #10
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    Predefinito Rif: Italia e Russia sempre più vicine: discutiamone

    la Russia sta facendo passi per riscoprire a forza di gas e di ricchezze immense, che potrebbe riconquistare la sua egemonia in Europa, quella che perse 100 anni fa
    certo i paesi europei le mostrano deferenza perchè sono interessati al suo immenso potenziale economico.
    Comuque cio' non toglie che la Russia è Europa e che l'Europa ha bisogno di questa grande potenza se essa saprà esprimere valori europei come il cristianesimo e una certa visione della politica in senso tradizionale
    Speriamo bene, io su Putin ci conto, vedo la Russia come una delle ultime possibilità in Europa di dare una svolta cristiana ed europea
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 21-10-09 alle 23:20

 

 
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