Era un gelido mattino invernale di molti anni fa quando m' infilai in quel grande magazzino di Tokio alla ricerca di un po' di tepore.
Mi diressi subito nel seminterrato dove sapevo trovarsi la sezione generi alimentari molti dei quali erano venduti già cotti e pronti per essere consumati. Sapevo anche che ogni reparto, pescheria, macelleria, pasticceria, metteva sul bancone degli assaggini gratis. E dunque feci più volte tutto il giro spizzicando qua e là e riempendomi la pancia a sbafo, cosa questa che ogni buon comunista dovrebbe sempre aver cura di fare.
Poi salii sino all' ultimo piano: reparto giardinaggio e piccoli animali. Volevo informami sul prezzo delle Koi, le bellissime, coloratissime carpe ornamentali giapponesi che non dovrebbero mai mancare nel laghetto domestico di ogni bolscevico che si rispetti. Il giorno prima ne avevo ammirato alcuni stupendi esemplari nel fossato che circonda il palazzo imperiale. Lunghe 10-15 cm alla nascita, possono raggiungere anche un metro di lunghezza e parecchi chili di peso da adulte. Sono docili, non temono l' uomo e adorano cibarsi direttamente dalla mano del padrone. Ero l' unico cliente. Un ombroso commesso mi indicò la vasca ma il prezzo era veramente proibitivo anche per un famoso bolscevico par mio. Cosi m' accinsi a far dietro front ma il commesso mi fermò e, sempre più accigliato, puntandomi l' indice addosso con voce gutturale chiese: "Italiano?"
Istintivamente feci alcuni passi indietro venendomi a trovare con la schiena contro la parete. Ecco fatto pensai, dal reparto generi alimentari devono averlo informato che ho mangiato a sbafo ed ora dovrò pagare
"S-ssi" risposi balbettando.
Quello si fece ancora più sotto e, dopo essersi assicurato che eravamo soli, inziò a cantare in perfetto italiano:
"Avanti o popolo, alla riscossa, bandiera rossa..."
Emisi un sospiro di sollievo. Ma sapendo quanto i giapponesi diventino irascibili se si ferisce il loro amor proprio non osai interromperlo e attesi ch' ebbe finito.
La sapeva tutta e tutta la cantò, ripetendo il ritornello più volte.
Alla fine lo ringraziai della performance salutandolo a pugno chiuso, cosa che gli fece molto piacere, e me la svignai perché si era fatto tardi. Dirigendomi verso l' albergo pensai che, dopotutto, la mattinata non era andata completamente sprecata. Il mio laghetto sarebbe rimasto privo di carpe ma io avevo mangiato gratis ed acquistato un compagno in più.
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