Una sera di tanti e tanti anni fa mi trovai a passare con alcuni compagni da Bangkok. Eravamo in gita premio offertaci dal Pci-Pds-Ds per aver arrostito un numero record di salamelle al festival dell' Unità della nostra provincia. Era il genetliaco del compagno segretario Leonid Breznev e cosi decidemmo di andare a festeggiare la fausta ricorrenza presso il migliore albergo della città, il famoso Oriental hotel stabilmente ai primissimi posti nella classifica dei migliori alberghi al mondo.
La temperatura era mite e gradevole ed optammo di cenare sull' ampia terrazza sovrastante il Chao praya, il grande fiume che taglia in due la città.
Eravamo tutti abbastanza affamati (chissà perché noi comunisti abbiamo l' appetito sempre cosi robusto, saranno le tante marce per la pace o i molti girotondi fatti contro il governo ) cosi ci appropinquammo senza indugio al ricco buffet ricolmo di ogni ben di Dio: astici, granchi cucinati in tutte le salse, aragoste in bellavista, giganteschi gamberoni carabineros, dolci, frutta tropicale. Insomma una vera delizia per gli occhi e il palato.
In qualità di compagno anziano venni incaricato di occuparmi dello champagne e la mia scelta non poté non cadere sul Crystal Brut di quello sporco capitalista nonché oppressore della classe operaia di Louis Roederer. L' enoteca vicino casa mia lo vende oggi a 110 euro la bottiglia, prezzo da vero amatore.
Questo champagne, e qui faccio una breve digressione, ha una particolarità che lo distingue dagli altri: è l' unico ad avere la bottiglia a fondo piatto, quelle delle altre marche sono tutte a fondo concavo. Il perché mi fu spiegato un giorno da una graziosa compagna moscovita, esperta di storia russa, mentre ne centellinavamo una bottiglia nel suo appartamento in Kutuzovsky prospekt. Il Crystal Brut era la marca preferita dall' ultimo zar. Nicola II era ossessionato dal rischio attentati (un po' come gli americani oggi) e temendo che qualche malintenzionato potesse nascondere un piccolo congegno esplosivo sotto la bottiglia, chiese al produttore francese di utilizzarne una a fondo piatto. Questi acconsenti senza batter ciglio visto che la corte russa era una grande consumatrice di quel preziosissimo liquido. Chiusa la digressione.
Che dire di più? Forse sarà stato l' effetto delle bollicine, o il clima dolce, o tutte quelle camerierine thailandesi che svolazzavano attorno al nostro tavolo fasciate nel loro aderentissimo sarong, o forse ancora la vista del tempio più antico della città, il Wat Arun, Tempio dell' Aurora, che, illuminato, faceva capolino oltre l' ansa del fiume, fatto sta che quella fu una delle serate più gradevoli della mia vita.
Chissà se il compagno Leonid, da lassù, avrà modo di leggere questo mio messaggio. Speriamo di si, son certo gli farà immensamente piacere.
sawasdee kap
g.




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