Ecco un piccolo reportage dal sito del Corsera che permette di dare uno scorcio generale a tutte le iniziative contro la guarra che si sono svolte oggi.

DISOBBEDIENTI FERMATI - Rafforzate le misure di sicurezza, in vista della visita di Bush a Roma e delle preannunciate manifestazioni di protesta di pacifisti e Disobbedienti, che non sono mancate. È comunque filato tutto liscio: nessun problema per chi temeva scontri fra «disobbedienti» e forze dell'ordine, con l'eccezione di una scaramuccia finita con qualche spintone e nulla più. Per impedire che fossero lanciati alcuni palloncini, la risposta dei Disobbedienti ai «missili e agli elicotteri» che sfilavano in via dei Fori Imperiali, un gruppo di carabinieri in tenuta antisommossa si è avvicinato al pulmino dei disobbedienti in via Labicana, e ha cercato di prendere i palloncini. A quel punto tra forze dell'ordine e manifestanti è stato scontro con spintoni e contatto fisico, non sono stati utilizzati manganelli. Le forze dell'ordine parla di 18 manifestanti fermati per aver tentato di entrare nell’area della parata militare della Festa della Repubblica per contestarla. Un gruppo di 13 ragazze, appartenenti al movimento dei Disobbedienti è stato fermato tra via Nazionale e via Quatto novembre. Le altre 5 persone, sempre Disobbedienti, sono state invece fermate in piazza Venezia. I 18 sono stati portati in commissariato per l’identificazione.

PRESIDIO SUI PONTI - Sui ponti romani è invece andata in scena la protesta del movimento pacifista. Bloccato dai Cobas ponte Garibaldi: «Bush. Gli italiani non ti vogliono. No alla guerra», recita uno striscione, mentre un altro dice: «Meno spese militari. Più case popolari». Le bandiere della pace sono esposte su ponte Cestio (il passaggio pedonale che porta all’Isola Tiberina) come sugli altri ponti che attraversano il Tevere nel centro di Roma. E’ l’Isola Tiberina la più ’arcobaleno’. Presidiata da pax Christi, Rete Lilliput, Legambiente e Aprile, l'isoletta sul Tevere è stata teatro di un happening musicale e di poesia.

BLITZ A PADOVA, BOLOGNA E MESTRE - I Disobbedienti sono entrati in azione in altre città. Scontri a Bologna tra Caschi blu e alcuni rappresentanti del Bologna Social Forum. I manifestanti, che erano stati tenuti a distanza da piazza Nettuno, rigidamente transennata, verso le 10,45 hanno ripreso a sfilare intorno a palazzo Re Enzo, aggirandolo, e sono entrati in piazza Maggiore nel tentativo di entrare nella «zona rossa». Le forze dell'ordine hanno respinto i tentativi di superare le transenne e c'è stato qualche scontro fisico tra poliziotti e manifestanti. Un giovane no-global è rimasto ferito a un orecchio.
A Padova, i Disobbedienti hanno fatto un'operazione di disturbo durante la cerimonia per la Festa della Repubblica. Mentre dal palco parlavano le autorità, da un cantiere di lavoro di un palazzo che si affaccia sulla piazza un gruppetto di giovani ha srotolato un grande striscione con lo slogan «Bush stay home». Questo mentre da alcuni altoparlanti veniva diffusa musica ad alto volume, che ha sovrastato inizialmente le note delle fanfare militari. Al blitz ha posto fine l'intervento della polizia e gli agenti della Digos hanno bloccato un gruppetto di 7-8 giovani, portati in Questura per accertamenti.
A Mestre, invece, un gruppo guidato da Luca Casarini ha manifestato davanti alla caserma «Matter» dei Lagunari, a Mestre. «Sui muri della caserma - ha dichiarato Casarini - sono state fatte delle scritte con degli spray e sono stati lanciati dei fumogeni. È una azione di boicottaggio alla parata nel momento in cui non c'è nulla da festeggiare». I manifestanti hanno anche degli striscioni, tra cui uno con la scritta «2 giugno non c'è niente da festeggiare».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...pubblica.shtml