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  1. #1
    PaleoLibertario Cattolico
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    Predefinito Pacifisti, coraggio, diteci qualcosa di pacifista

    Pacifisti, coraggio, diteci qualcosa di pacifista

    La retorica pacifista dei nostri giorni l'abbiamo più volte denunciata dalle nostre pagine, ma l'indignazione cresce in questi giorni di grande mobilitazione per contrastare l'arrivo in Italia di Bush, uno dei "più grandi uomini della guerra", quando sistematicamente si ignorano le più grosse violenze, torture e nefandezze perpetrate ai danni di popolazioni innocenti e inermi sparse nel mondo. I segni della pace, contro i segni dell'orrore si traducono nella realtà dei fatti in un pacifismo a senso unico, di facciata, carico di retorica e luoghi comuni. Presuntuosi che vorrebbero insegnarci il significato della parola pace, anche se continuano ad usare i simboli che hanno rappresentato e continuano a simboleggiare sangue e morte, se ne fregano degli orrori e delle mostruosità che in parti lontane del mondo ancora oggi avvengono. Così nessuno si è indignato nell'apprendere che lo scorso 21 maggio è stata accolta con 9 voti a favore, 8 contrari e 2 astensioni la richiesta di sospensione dello status consultivo del Partito Radicale Transnazionale al Consiglio Economico e Sociale dell'ONU, su richiesta presentata dalla delegazione vietnamita al Comitato Onu sulle Organizzazioni non governative, per aver accreditato alla Commissione diritti umani di Ginevra Kok Ksor, Presidente della Montagnard Foundation e membro del Consiglio Generale del PRT, da loro ritenuto un terrorista*.
    Chi sono i Montagnard? Una minoranza etnica soggetta al massacro da parte di un regime comunista, che per proseguire indisturbato i suoi crimini, ha trovato valide alleanze nell'Onu per spegnere l'unica voce che fa luce su queste nefandezze: hanno votato a favore della richiesta vietnamita la Cina, la Federazione russa (che già nel 2000 aveva avanzato la stessa richiesta dopo che il partito aveva accreditato un legittimo rappresentante del Parlamento ceceno, mentre con metodi da Kgb veniva assassinato l'indimenticato inviato di Radio Radicale, Antonio Russo, impegnato a denunciare gli orrori dell'occupazione militare russa in Cecenia), Cuba, Iran, Sudan, Zimbabwe, Pakistan, Costa D'Avorio e India, che hanno vanificato il sostegno di Germania, Francia, USA, Camerun, Cile, Perù, Romania e Turchia.
    Ad aggravare la condizione della comunità Montagnard in Vietnam, l'atteggiamento ostruzionista del governo cambogiano che, nonostante la denuncia da parte dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, continua ad impedire, in violazione della Convenzione Onu sui Rifugiati, l'entrata nel paese.
    Su tutto questo non è stata proferita una sola parola dal popolo della pace, uno slogan, uno striscione, un palloncino, un fischietto... niente di niente.
    Il comunismo è morto, i suoi figli ancora no.
    Paolo Carotenuto, Napoli

    *La raccomandazione del Comitato, composto da 19 paesi distribuiti su base geografica, sarà sottoposta a luglio ai 54 paesi che compongono il Consiglio Economico e Sociale.



    Ode del pacifista moderno
    Oh pacifista, alti e puri sono i tuoi principi
    Che sia la Pace tra gli uomini di buona volontà,
    che i soprusi e gli abusi siano spazzati via.
    Oh pacifista, un appunto devi consentirci
    Come fai ad avere a cuore le sorti degli oppressi
    che siano solo guidati da infami e sanguinari dittatori,
    perché trasformi in eroi i suoi comandanti?
    Oh pacifista, perché privi dei tuoi colori chi è costretto al silenzio
    Non lo sai questi che han bisogno della tua voce, del tuo aiuto?
    Oh pacifista, lo sai che le tue bandiere sono macchiate dal sangue
    da Che Guevara a Fidel Castro, da Arafat a Ocalan,
    Oh Pacifista, mi sovviene un dubbio
    Che tu sia solo un vile e sporco propagandista?

    www.legnostorto.com
    Anarcho-capitalist

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  2. #2
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    Scusa, intanto chi sono i Montagnard lo sapevo senza che venisse specificato, e sono a fianco di tutti i popoli che soffrono.
    Quello che non capisco è perché i Radicali Italiani (ai quali il PRT è per gran parte legato) si interessino solo dei diritti umani in Cina o nei paesi sedicenti "comunisti" mentre se ne fregano dei diritti umani (non quelli civili) in Italia. Perciò, ancora neanche una parola sui fatti della scuola Diaz di Genova 2001, poche scarne dichiarazioni sulle torture in Iraq, poca considerazione di quanto dice Amnesty documento sulle violazioni dei diritti umani anche nei paesi occidentali.
    Insomma dato che i Radicali Italiani sono un partito italiano, dovrebbero in primo luogo interessarsi delle violazioni dei diritti umani in Italia, senza comunque tralasciare quelle dell'Asia o degli altri paesi. Così il PRT dovrebbe preoccuparsi dei diritti umani anche ad Harlem o dove sia, mentre invece sembra che tutte le barbarie avvengano solo in Cina o in Vietnam (avvengono sì, questi regimi sono squallidi !), mentre in Occidente tutto o quasi vada bene e in modo idilliaco.
    Se invece le cose devono rimanere così, i Radicali italiani farebbero bene a trasferirsi in CIna (dato che tanto si occupano più di quel paese che dell'Italia, vadano a fare politica là) e il PRT farebbe meglio a chiamarsi Partito Radicale Transasiatico.

  3. #3
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    Originally posted by Winston
    Scusa, intanto chi sono i Montagnard lo sapevo senza che venisse specificato, e sono a fianco di tutti i popoli che soffrono.
    Quello che non capisco è perché i Radicali Italiani (ai quali il PRT è per gran parte legato) si interessino solo dei diritti umani in Cina o nei paesi sedicenti "comunisti" mentre se ne fregano dei diritti umani (non quelli civili) in Italia. Perciò, ancora neanche una parola sui fatti della scuola Diaz di Genova 2001, poche scarne dichiarazioni sulle torture in Iraq, poca considerazione di quanto dice Amnesty documento sulle violazioni dei diritti umani anche nei paesi occidentali.
    Insomma dato che i Radicali Italiani sono un partito italiano, dovrebbero in primo luogo interessarsi delle violazioni dei diritti umani in Italia, senza comunque tralasciare quelle dell'Asia o degli altri paesi. Così il PRT dovrebbe preoccuparsi dei diritti umani anche ad Harlem o dove sia, mentre invece sembra che tutte le barbarie avvengano solo in Cina o in Vietnam (avvengono sì, questi regimi sono squallidi !), mentre in Occidente tutto o quasi vada bene e in modo idilliaco.
    Se invece le cose devono rimanere così, i Radicali italiani farebbero bene a trasferirsi in CIna (dato che tanto si occupano più di quel paese che dell'Italia, vadano a fare politica là) e il PRT farebbe meglio a chiamarsi Partito Radicale Transasiatico.
    Forse sei poco informato, ma si sono occupati anche dell'Iraq, e si occupano abbondantemente del caso Italia. Ad ogni modo non facciamo scherzi folli, non paragoniamo nemmeno l'Italia e l'Occidente (che pure hanno mille difetti) con paesi come il Viet Nam, la Cina, la Cambogia, l'Iraq stesso, dove manca il rispetto per i più elementari diritti naturali dell'individuo (vita, libertà e proprietà): la situazione in Italia non è delle migliori, e siamo d'accordo, ma da qui a fare questo paragone ce ne passa parecchio...non diciamo sciocchezze. Inoltre il Prt è Ong con status di primo livello all'Onu...e proprio ciò che alcuni paesi a regime autoritario stanno facendo per ottenerne l'espulsione dimostra quanto siano indietro anni luce rispetto all'Occidente e alle sue tradizioni liberali, perciò, ti prego, non diciamo sciocchezze. Per ultimo, Prt e Radicali Italiani sono due soggetti separati...e il Prt ha iscritti tra i dissidenti cinesi, la popolazione tibetana, ecc. Quanto al caso italiano mi sembra palese la loro presenza.

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  4. #4
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    Originally posted by multietnico
    andate ad occuparvi della violazione dei diritti umani e della discriminazione razziale negli usa ed in israele,se veramente volete essere visti super partes.
    ma siccome siete schierati proprio con due paesi dove il razzismo la fa da padrone ed i diritti civili valgono solo per i ricchi,siete completamente sputtanati.
    non vi crede più nessuno
    Per quanto mi riguarda non vedo dove siano queste violazioni di "diritti umani" (termine abusato, sul quale potrei parlare lungamente, ma non è questo il thread adatto, magari ne apro un altro) in Usa e in Israele, perchè parliamo di due paesi democratici, e certamente la democrazia non è perfetta, ma è di gran lunga superiore ai regimi autoritari dei paesi come Viet Nam, Cina, Cambogia, ecc dove i governi hanno fatto sterminare decine di milioni di persone solo perchè facevano una legittima opposizione ai vari governi autoritari in carica, e mi sembra che la differenza è abissale. Perchè voi sinistri (e dico sinistri in tutti i sensi) siete così accecati dall'odio irrazionale, ingiustificato e palesemente ideologico verso alcuni paesi? Guarda che per fortuna l'epoca della guerra fredda di una volta è terminata, e tu mi sa che sei rimasto parecchio indietro, ma non solo con la storia, quanto con l'uso del tuo cervello: sai che il libero pensiero è una grande cosa o i tuoi capi non te l'hanno mai detto? Io credo che invece tu con queste affermazione ti sei completamente sputtanato perchè hai tirato fuori il massimo dell'ideologismo manicheo!!!

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  5. #5
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    Originally posted by multietnico
    Violazioni dei diritti umani degli Stati Uniti
    dopo l’11 settembre 2001
    A cura di Bruno Schivo, membro del Coordinamento Nord America di Amnesty-Italia
    www.amnesty.it - www.amnesty-usa.org

    Purtroppo dopo il famigerato 11 settembre, molti paesi, compresi parecchi di quelli che normalmente consideriamo «democratici», hanno introdotto delle legislazioni speciali, allo scopo dichiarato di combattere o prevenire il terrorismo, contenenti misure che vanno in molti casi ad intaccare, quando non a violare apertamente, la sfera dei Diritti Umani.
    La situazione forse più grave è quella che si è venuta a creare proprio negli USA, con l'emanazione del Patriot Act che, più che facilitare le indagini antiterrorismo, limita le libertà del cittadino.
    A seguito del conflitto in Afghanistan, il 13 novembre 2001, l'amministrazione Bush ha emanato il «Military Order» che, oltre a conferire poteri straordinari all'esecutivo a scapito del potere giudiziario, è fortemente discriminatorio. Esso stabilisce infatti che cittadini di nazionalità non statunitense, sospettati di terrorismo o comunque di essere una minaccia per lo stato, possano essere detenuti a tempo indeterminato, senza accusa nè processo; privati anche del diritto di consultare un avvocato o di incontrare i familiari.

    Giusto due anni fa, l'11 gennaio 2002, è iniziato il trasferimento nella base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba, di centinaia di persone, delle più diverse nazionalità, catturate in gran parte in Afghanistan, ma non solo (talvolta consegnate da altri governi), definite dal governo americano «nemici combattenti». Costoro si sono venuti a trovare in una situazione che Amnesty ha definito un «limbo» dal punto di vista legale. Ad essi infatti è stato negato l'accesso alla giustizia ordinaria e parimenti non sono stati riconosciuti come prigionieri di guerra, e di conseguenza non sottoposti alle Convenzioni di Ginevra.
    Le condizioni di detenzione a Guantanamo, stando a numerose testimonianze, sono durissime: i prigionieri sono chiusi dentro gabbie e subiscono trattamenti che si possono configurare come vere e proprie torture; gli interrogatori sono frequenti e segreti, e avvengono senza la presenza di avvocati.
    I detenuti rischiano di essere processati da Commissioni militari (istituite dal Military Order) di nomina governativa, che non danno alcuna garanzia che il processo sia equo ed imparziale, anzi tutto fa ovviamente pensare al contrario (basti il fatto che potranno essere prese in considerazione come prove, dichiarazioni rilasciate «per sentito dire»). Un'altra gravissima violazione degli standard internazionali consiste nel fatto che il loro giudizio è praticamente inappellabile e potranno anche comminare la pena capitale. Recentemente un decreto di George W. Bush ha individuato le prime 6 persone che dovranno comparire dinanzi alle Commissioni.

    Il governo gioca anche sul cavillo che Guantanamo sarebbe extraterritoriale e quindi sfuggirebbe al dettato delle leggi, per così dire ordinarie. Molte sono state le proteste, sia in America che altrove, anche tra i paesi «amici», come Gran Bretagna, Canada e altri ancora.
    Diversi di questi paesi stanno ora trattando con il governo americano (e in alcuni casi si è già arrivati ad un accordo) perché i loro cittadini non siano sottoposti al giudizio delle commissioni militari. Insomma si profila una specie di discriminazione nella discriminazione.
    Al momento dovrebbero essere oltre 600 le persone detenute a Guantanamo; negli ultimi tempi ci sono stati diversi casi di rilasci e altri sono previsti a breve. Anche se può sembrare paradossale, questo non è positivo. Infatti molti prigionieri vengono forzatamente rispediti in paesi dove rischiano gravissime violazioni dei Diritti Umani e spesso addirittura di essere uccisi.
    E' il caso ad esempio di alcuni membri della comunità Uiguri, che potrebbero essere rimpatriati in Cina, il cui governo li sta praticamente sterminando.

    Poco prima di Natale due sentenze di due diverse Corti Federali hanno fatto traballare l'impianto creato dall'amministrazione Bush, sostenendo l'una che Guantanamo non può essere considerata extraterritoriale, l'altra che nonostante la lotta al terrorismo non possono portare alla violazione dei diritti della persona e consentire al Presidente, o comunque all'esecutivo, di invadere sfere che sono di competenza di altri poteri.
    Amnesty ha denunciato fin dalla sua comparsa il Military Order in quanto discriminatorio e contrario a tutti gli standard internazionali in materia di Diritti Umani; ha emesso numerosi documenti e comunicati stampa e ha lanciato anche diverse Azioni Urgenti (una tra l'altro sui minori detenuti a Guantanamo). L'organizzazione ha più volte scritto a Bush, Aschroft, Rumsfeld ed altri esponenti del governo USA e ha chiesto due volte di poter visitare il Camp Delta di Guantanamo Bay, senza però ottenere risposta. Le iniziative naturalmente proseguiranno ed anzi si intensificheranno.

    Bruno Schivo
    A quanto pare vedo che hai capito molto molto poco. Che la minaccia del terrorismo e la guerra abbiano di certo ridotto le libertà individuali su questo non ci piove, ma di qui a dire che hanno violato i "diritti umani" è cosa grottesca e ridicola la tua!!!
    Non è possibile paragonare il clima che tutto il mondo vive dall'11 settembre in poi (perchè le libertà individuali si sono ristrette per tutti in tutto il mondo dall'11 settembre purtroppo) con le violazioni di diritti umani che le DITTATURE compiono giorno dopo giorno con massacri di milioni di persone, ripeto paesi come la Cina, il Viet Nam, la Cambogia, ecc che vivono la vera violazione dei "diritti umani" indipendentemente dall'11 settembre e dalla situazione politica mondiale. Insomma tu strumentalizzi una situazione di terrore che sta riguardando il mondo intero per un fine puramente ideologico, e cioè il bieco e aberrante schierarsi pro o contro una nazione perchè così dice la propria ideologia politica, che è esattamente ciò che tu stai facendo e continui a fare come una testa di zucca vuota!!! Insomma, dico semplicemente che non si può prendere una situazione mondiale come quella del clima creatosi dall'11 settembre in poi e strumentalizzarla o manipolarla a proprio piacimento, perchè le libertà individuali purtroppo si sono ristrette in tutto il mondo, questa è la verità!!! Ma gli stati di cui io ti parlo sono DITTATURE, ripeto, che non si limitano ad emanare atti che solo in parte possono limitare le libertà individuali, ma sono stati in cui è totalmente sconosciuto ogni concetto di libertà, di dignità e di rispetto per la persona, dove i governi eliminano i loro oppositori, c'è una differenza più che abissale, ma se non la vedi significa che la tua testa è piena di brodo, oppure fa acqua da tutte le parti: il manicheismo è una brutta e sinistra bestia!!!

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  6. #6
    PaleoLibertario Cattolico
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    Originally posted by multietnico
    I DIRITTI UMANI, CONDIZIONE PER LA PACE TRA ISRAELIANI E PALESTINESI
    di Riccardo Noury



    "Un grande limite del processo basato sugli accordi di Oslo del 1993 è che la pace non è stata fondata sulla garanzia del rispetto e della protezione dei diritti umani. Gli ultimi mesi hanno mostrato più che mai che, se per conseguire pace e sicurezza si sacrificano i diritti umani, non vi saranno né pace né sicurezza. I diritti umani possono non essere l’unica risposta ai problemi dell’area, ma devono far parte della loro soluzione."

    Alla fine di marzo, durante una escalation di violenza apparentemente inarrestabile, AI ha rivolto un nuovo appello alle autorità israeliane e palestinesi per il rispetto pieno e senza eccezioni dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale del 1948.

    Subito dopo la firma degli accordi di Oslo del settembre 1993, AI aveva incontrato alcuni rappresentanti del governo israeliano e dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, sottolineando la necessità di una pace basata sui diritti umani sanciti dalle Nazioni Unite.

    Paradossalmente, molti degli abusi che hanno avuto luogo da allora sono stati compiuti in nome della "pace" ed hanno avuto l’effetto di facilitarne altri da parte di coloro che si oppongono al processo di pace. La mancanza di rispetto per i fondamentali diritti umani ha prodotto odio ed ha perpetuato gli abusi. Troppo spesso, inoltre, è prevalso l’atteggiamento secondo cui i diritti umani di una persona si fonderebbero sulla perdita dei diritti di un’altra persona.

    Ciò di cui vi è un forte bisogno, invece, è il riconoscimento, da parte di chiunque sia in una posizione di autorità, che il diritto alla vita, il diritto all’integrità fisica e mentale, la libertà dagli arresti arbitrari, la libertà di movimento e di espressione, la libertà dal bisogno e dalla paura, sono diritti inalienabili tanto degli israeliani quanto dei palestinesi.

    A sette anni e mezzo da Oslo, in un momento drammatico per il futuro della regione medio-orientale, AI chiede ancora che i diritti umani siano posti al centro dell’agenda per la pace. Proviamo ad analizzare le conseguenze pratiche di tale punto di vista, dell’inclusione cioè di alcuni dei fondamentali diritti umani e della garanzia del loro rispetto e protezione in un futuro accordo di pace. Partendo dall’oggi, ovvero dal loro sistematico disprezzo.

    Il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale

    Le esecuzioni extragiudiziali, gli attentati suicida, l’uso eccessivo della forza mortale, le eliminazioni mirate, gli attacchi contro la popolazione civile e le aree residenziali hanno negato il diritto alla vita di centinaia di persone.

    La vita di ogni individuo dovrà essere protetta; tanto le autorità quanto i gruppi di opposizione dovranno impedire le uccisioni illegali; ogni uccisione dovrà essere oggetto di indagine e i responsabili dovranno essere consegnati alla giustizia e sottoposti a un processo equo; l’Autorità palestinese dovrà abolire la pena di morte.

    Il diritto a non essere sottoposti a tortura o a pene e trattamenti crudeli, inumani o degradanti

    La tortura e le brutalità da parte della polizia e delle forze di sicurezza sono frequenti tanto in Israele quanto sotto la giurisdizione dell’Autorità palestinese.

    Questo fenomeno dovrà essere sradicato; su ogni caso di maltrattamento o tortura dovranno essere aperte indagini e gli autori dovranno essere incriminati e processati in modo equo; dovrà essere posta fine alla detenzione in isolamento completo e tutti i prigionieri dovranno avere immediato accesso agli avvocati e alle famiglie.

    Il diritto a non essere sottoposti ad arresti e detenzioni arbitrari

    In Israele vi sono prigionieri in stato di detenzione amministrativa senza accusa né processo; sotto l’Autorità palestinese centinaia di prigionieri sono detenuti senza accusa né processo, anche dopo che l’Alta corte di giustizia palestinese ne ha ordinato il rilascio. Queste forme di detenzione arbitraria sono spesso giustificate in nome della lotta al "terrorismo".

    Tutti i prigionieri politici detenuti senza accusa né processo dovranno essere sottoposti a processo equo oppure rilasciati senza indugio.

    Il diritto a un processo equo

    In Israele i processi celebrati dai tribunali militari ai danni dei palestinesi ledono il diritto degli imputati a un processo equo; sotto l’Autorità palestinese le corti per la sicurezza dello stato emettono condanne al termine di processi sommari, in violazione flagrante del diritto a un processo equo; le corti militari palestinesi hanno a loro volta svolto processi iniqui.

    Le leggi e le procedure in vigore in Israele, nei Territori occupati e sotto l’Autorità palestinese dovranno assicurare il rispetto del diritto a un processo equo, come previsto dalle leggi internazionali.

    Libertà ed uguaglianza in dignità e diritti

    Non dovrà esserci distinzione o discriminazione nei confronti di alcuno sulla base dell’origine etnica, della religione, del sesso o di ulteriori fattori nel godimento dei diritti umani e delle libertà; le leggi e le pratiche discriminatorie - comprese quelle che causano la distruzione delle case e delle proprietà palestinesi - dovranno essere abolite.

    Il diritto alla libertà di movimento

    Negli ultimi sette anni si è assistito a una profonda e clamorosa negazione di questo diritto. Le chiusure dei Territori occupati rappresentano una grave violazione dei diritti umani dei palestinesi: i Territori sono diventati un insieme di barriere tra città e città, tra villaggio e villaggio; le città e i villaggi palestinesi sono isolati dal mondo esterno per giorni, spesso per settimane; intorno a Gerico e Ramallah sono state scavate delle trincee; gran parte degli abitanti di Gaza sono circondati da anni come se fossero in una prigione; i palestinesi dei Territori occupati non possono entrare a Gerusalemme senza un permesso e anche chi ha bisogno di cure mediche spesso si vede rifiutato l’ingresso; il governo israeliano nega l’ingresso a Gaza ai suoi cittadini. Questi impedimenti alla libera circolazione dovranno essere rimossi.

    Il diritto di ritornare nel proprio paese

    Il diritto al ritorno è un diritto individuale, che non può essere accordato come se fosse una concessione politica. Ai palestinesi in esilio dovrà essere dato di scegliere se esercitare tale diritto e tornare in Israele, in Cisgiordania o a Gaza od optare per altre soluzioni di lungo periodo, come l’integrazione nel paese che li ospita o il trasferimento in un paese terzo; coloro che sceglieranno di non tornare avranno diritto a un risarcimento; anche coloro che decideranno di tornare dovranno ricevere una compensazione per le proprietà perdute. Lo stesso diritto al ritorno e al risarcimento dovrà essere fatto valere in favore degli israeliani che hanno abbandonato o sono stati costretti a lasciare i paesi arabi ed altri paesi.

    Il diritto alla libertà di pensiero, opinione ed espressione

    Sotto l’Autorità palestinese coloro che criticano il governo o il processo di pace vengono minacciati, arrestati ed imprigionati, spesso senza accusa né processo; le autorità israeliane hanno sottoposto a restrizioni il movimento degli attivisti per i diritti umani e i giornalisti sono finiti nel mirino dei loro soldati.

    L’espressione pacifica delle idee e delle opinioni che non costituiscono incitamento alla violenza, all’odio, alla calunnia e alla diffamazione dovrà essere garantita e chiunque sia detenuto unicamente per l’espressione dei propri convincimenti dovrà essere rilasciato immediatamente e senza condizioni.

    Il diritto delle donne alla piena uguaglianza

    La libertà delle donne è tuttora limitata da codici e pratiche discriminatori.

    L’uguaglianza delle donne dovrà essere prevista dalle leggi e rispettate nella pratica quotidiana.

    Nessuna impunità per gli abusi dei diritti umani

    Le denunce relative a violazioni dei diritti umani dovranno essere oggetto di pronte, imparziali ed esaurienti indagini e i responsabili dovranno essere consegnati alla giustizia e sottoposti a un processo equo.


    < articolo precedente
    Quanto a quest quest'altro tuo intervento, è liquidabile con poche parole. Tutti i diritti umani si concretizzano solo ed esclusivamente attraverso i diritti di proprietà ed il loro rispetto...parlare di "diritti umani" in senso astratto come ne parli tu non significa assolutamente niente, è solo per usare un bel termine con il quale fare bella figura ed essere politically correct, ma di sostanza zero in assoluto. La risoluzione della disputa israelo-palestinese passa per la destatalizzazione di buona parte dei territori sia israeliani che palestinesi, e con l'inserimento ed il reale rispetto dei diritti di proprietà (che sono poi la concretizzazione degli astratti e vuoti "diritti umani"). Per farla breve, la creazione spontanea con meccanismi di catallassi di un'area di libero-scambio anche tra israeliani e palestinesi. Per dirla con le parole di un grande pensatore francese dell'Ottocento, F. Bastiat: "Dove non passano le merci passano i cannoni", questo è il concetto, ma purtroppo gli statalisti sia israeliani che palestinesi non hanno questa mentalità, ma hanno ancora l'aberrante mentalità dello stato-nazione e del concetto di sovranità fonte da sempre di ogni disputa e guerra. Tutte le belle parole e i buoni propositi dei vari trattati non hanno senso se ci si attiene ancora al vecchio concetto di stato-nazione e al suo statalismo e alla concezione astratta dei "diritti umani". (Ma ripeto, sulla concezione dei diritti umani ci sarebbero pagine e pagine da scrivere, ma mi riprometto di aprire un altro thread quanto prima perchè questo non è il forum adatto per un argomento di filosofia del diritto così importante).

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  7. #7
    PaleoLibertario Cattolico
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    Predefinito

    Originally posted by multietnico
    se tu non vedi violsazioni di diritti umani in usa ed israele,significa che la melassa ideologica non ti permette di vedere.
    quindi io sarei sputtanato perchè avrei tirato fuori il manicheismo ideologico?
    non te ne hanno mai parlato i tuoi padroni di quei pericolosi sovversivi di a.i.?

    SEI RIDICOLO NELLE TUE INCROLLABILI CERTEZZE ED IL TUO COMPORTAMENTO DIMOSTRA COME VOI SIATE PERICOLOSI FONDAMENTALISTI
    Questo è il tuo peggiore post (vabbè che i tuoi sono tutti di livello medio-basso!!!) ma questo è di livello non basso, ma infimo. Vedi, io non sono pro o contro nessuno stato in particolare come fai tu. Ti ripeto, il tuo manicheismo ideologico sta nel fatto di manipolare una situazione che riguarda il mondo intero (il clima che si respira dopo l'11 settembre è lo stesso in tutto il mondo) per servire i bassi interessini ideologici contro uno stato o a favore di un altro, ecc. Sono ben altre le violazioni dei "diritti umani" in paesi dove, ripeto, non restringono semplicemente ed in maniera molto molto relativa le libertà individuali (che dall'11 settembre sono ahimè ristrette in tutto il mondo) ma cancellano ogni traccia di umanità, di dignità per la persona, eliminano le opposizioni, gettano milioni di persone nelle fosse comuni perchè, e non te lo dico più, sono DITTATURE!!! La conosci la differenza, te l'hanno insegnata...penso di no perchè i tuoi padroni sono da sempre stati totalitari nelle idee e sostenitori delle più feroci dittature sul piano pratico...Quanto al fondamentalismo tu usi una parola senza nemmeno conoscerne il significato etimologico o l'uso corretto che se ne fa nelle scienze sociali, e non ti accorgi, cosa ancora più grave, che proprio questo tuo atteggiamento è fondamentalista perchè manipolatore di un dato per interessi ideologici (ma d'altra parte la tua cultura ha sempre fatto questo!!!) Altra cosa significativa e manichea: tu dici testualmente "dimostra come voi..." , ma guarda che stai parlando con me, dove le vedi le altre persone? Io dico ciò che penso...dimostrazione del tuo atteggiamento mentale totalitario e manicheo "amico-nemico" (alla maniera di C. Schmitt), e cioè dividere il mondo in "noi" (sinonimo di amico) e "voi" sinonimo di "nemico" senza prendere in minima considerazione che ogni persona è individuale, a sè stante...ma non te lo spiego neanche perchè il tuo quoziente intellettivo non ti permetterebbe di arrivarci....dico solo che è il solito aberrante collettivismo metodologico, che a mio avviso è quanto di peggio possa esistere nelle scienze sociali...io credo che tu sei ridicolo e fondamentalista per questo motivo (n.b.: non è una accusa gratuita, ma una mia opinione che è per giunta motivata, a differenza delle tue!!!)

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  8. #8
    la Banda Fratelli
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    Predefinito Strategia comunista

    1) Attirare la porzione di popolo avente problemi di natura socio-economica.

    2) Screditare il sistema capitalista, definendo ingiusta la disuguaglianza socio-economica trai vari individui della società.

    3) Considerare le privatizzazioni come "il simbolo" del "disinteresse" dei governi capitalisti verso i problemi della gente.

    4,5,6,...,n) (Altre cose che ora non mi vengono in mente)

  9. #9
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    Predefinito

    Originally posted by multietnico
    a te gli integralisti arabi ti fanno un baffo
    tu sei un integralista dei peggiori,per cui è bene tutto ciò che fanno i nazisionisti israeliani ed i calvinisti neocons yankees.
    derubare,uccidere,violare i diritti umani,è un bene se lo fanno loro,anzi è sacrosanto.
    con questo,chiudo ogni rapporto cone te,anzi ti metto in ignore list.
    Mi risulta che io non ho difeso nessuno stato e nessuna nazione, mi sono solo fermato a dire che è del tutto assurdo e ridicolo usare un problema di ordine mondiale, e cioè quello del terrorismo e del clima creatosi dopo l'11 settembre in tutto il mondo per attaccare alcune nazioni e risparmiare altre (guarda caso tu risparmi le dittature) come stai facendo tu...Quanto a me, ti invito a leggere tutti i miei post su questo come su altri forum tematici e ti accorgerai delle dure critiche che io ho mosso ai neocons (che ho definito "nuovi trotzkijsti" e guerrafondai)...e quanto alla guerra sono su posizioni isolazioniste (ormai tutti tranne una testa di rapa come te lo sanno) ... Renditi conto che ogni volta che tu scrivi messaggi a dir poco demenziali come questi, basati esclusivamente sugli insulti gratuiti e senza portare nessuna giustificazione logica, penso che i lettori del forum si accorgono (come mi sto accorgendo io) che tu che parli di integralismo sei integralista, tu che usi la logica dell'"amico-nemico", del "voi-noi", sei il peggio del peggio dei forumisti che si possa trovare sul forum. Quanto ai "diritti umani" continui a non capire praticamente nulla (la mia risposta riguardante la soluzione del conflitto israelo-palestinese sembra tu non l'abbia nemmeno letta), e per il resto che dire....quando le argomentazioni valide non ci sono allora si passa al tuo gioco ridicolo delle accuse gratuite, e per questo dovresti soltanto vergognarti....che bella figura che hai fatto pubblicamente!!! Il peggior sordo è colui che non vuole ascoltare gli altri che argomentano le proprie idee, e cioè tu ("con questo, chiudo ogni rapporto con te, anzi ti metto in ignore list"), fai come gli struzzi...continua a non usare il cervello liberamente...hai fatto proprio una grande figura...complimenti

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  10. #10
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    Predefinito Re: Strategia comunista

    Originally posted by jmimmo82
    1) Attirare la porzione di popolo avente problemi di natura socio-economica.

    2) Screditare il sistema capitalista, definendo ingiusta la disuguaglianza socio-economica trai vari individui della società.

    3) Considerare le privatizzazioni come "il simbolo" del "disinteresse" dei governi capitalisti verso i problemi della gente.

    4,5,6,...,n) (Altre cose che ora non mi vengono in mente)
    hai descritto proprio la stessa strategia ridicola di multietnico...

    Saluti
    Anarcho-capitalist

 

 
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