Lunedì, 31 Maggio 2004
Il prosindaco e il problema-nomadi
Gentilini: «Gli zingari dentro pacchi postali»
Vanno rimandati ai Paesi di origine
(L.A.) Nell'intervento tenuto sabato sera alla biblioteca di Ceneda, il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ha usato parole forti, pronunciate davanti ad un centinaio di persone. Più volte il discorso di Genty è stato interrotto dagli applausi. Nessuna contestazione è stata registrata.
Gentilini ha, tra l'altro, detto: "Ricordatevi che se vince la sinistra cominceranno a nascere le moschee. A San Giacomo di Veglia la Lega ha distrutto la moschea. E qui la sinistra vorrebbe dire che le moschee sono come le chiese. Ricordatevi che quando si va in chiesa si va per un battesimo, una cresima, un matrimonio, un funerale Nelle moschee ci sono i centri di affari, i centri di istruzione dei terroristi".
«Pisanu ha detto che ci sono duemila terroristi che girano per l'Italia, ci sono le cellule dormienti. Qualcuna dorme anche da qualche parroco rosso».
Sul problema-casa, Gentilini ha detto: «Nessuna casa agli extracomunitari. I miei cittadini hanno uno stipendio di 7-800 mila lire, hanno lavorato per 40 - 50 anni e non hanno ancora una casa. Come può pretendere qualche gerarchia ecclesiastica che il sindaco di Treviso faccia questa elargizione a stranieri. Tornino nei loro deserti, nei loro tukul!»
«Con il voto dobbiamo mandare a casa tutti gli extracomunitari che non servono, quelli che si aggirano per le strade, che rubano, quelli che trovo magari alle 11 appoggiati con il telefonino sulle ringhiere del Sile. E allora mi diverto a fare dei blitz. Ma il nostro ministro Castelli e gli altri ministri hanno bisogno di avere l'appoggio di tutti voi, perché avete visto che anche la magistratura sta scantinando su quella che è l'interpretazione della legge Bossi - Fini. C'è troppo buonismo, troppo permessivismo, troppa volontà di aiutare, magari interessata».
Sempre in tema di provvedimenti drastici, «bisogna mandare a casa tutti gli zingari e i nomadi - ha detto Gentilini -. Ricordate che io arresto decine di bambini dagli 8 ai 12 anni, con in tasca cacciaviti, piedi di porco ed arnesi per scasso, e vanno a rubare specialmente negli appartamenti o villette abitati da gente anziana, quindi da una generazione un po' più debole. E sapete qual è il risultato della legge italiana? Io devo portarli all'Istituto Buon Pastore di Mestre e pagare 175 mila lire al giorno, che io rubo dalle tasche dei miei cittadini per allevare piccoli delinquenti che diventeranno grandi delinquenti».
«Allora ho detto a Pisanu e a Castelli: bisogna trovare il padre, la madre, la nonna e la zia, fare un pacco postale e rimandarli nei loro paesi. Non è possibile che il nostro popolo soffra per questi delinquenti. Lo stesso vale per i detenuti: io ho la scarogna di avere un carcere a Treviso: 249 detenuti, di cui l'80\% sono extracomunitari».
«Entro in carcere, vado in cucina e vedo pignatte di cibo, ragù E mi dicono che ci sono i campi di basket, calcio, pallavolo, la palestra E sapete cosa costa al cittadino italiano al giorno un detenuto? 450 mila lire. E i miei pensionati prendono 700 mila lire al mese. E ricordatevi che questi detenuti io li ho considerati una forza da sfruttare. C'è il Piave che è senza argini, quindi - ha concluso Gentilini - utilizzare i detenuti pala e pic (piccone, ndr) dalla mattina alla sera».
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