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  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Fecondazione, bugie radicali (C. Casini)

    Fecondazione, bugie radicali

    di Carlo Casini

    Se ci sarà il referendum solo il valore della vita potrà dissolvere le ombre
    della menzogna



    Per capire cosa sta accadendo sui mezzi d'informazione riguardo alla legge
    sulla procreazione artificiale bisogna andare indietro negli anni. Un
    episodio che mi riguarda personalmente può chiarire molte cose. Per tutta la
    campagna referendaria per abolire la legge liberalizzatrice sull'aborto il
    Corriere della Sera sostenne quotidianamente fin dalla sua prima pagina che
    la legge era umana e giusta perché consentiva di interrompere la gravidanza
    in casi estremi e particolari.

    La tesi era falsa. 4.200.208 è il numero complessivo degli aborti effettuati
    con il timbro della legge, tra il 5 giugno 1978 (data dl entrata in vigore
    della legge) e il 31 dicembre 2002 (data fino alla quale si conoscono i dati
    ufficiali del Ministero della Salute). È impossibile che un numero così
    grande di esseri umani (Roma e Milano insieme hanno una popolazione di
    uguale grandezza!) sia stato eliminato in casi «estremi e particolari». Ma
    era utile per convincere i «moderati» sulla bontà della legge. Ed era una
    tesi elaborata a tavolino ed imposta con la forza del potere. Ho la prova di
    quel che scrivo.

    Prima che iniziasse la campagna referendaria mi recai con la compianta on.
    Vittoria Quarenghi dal direttore del Corriere, Franco Di Bella. Facemmo
    quello che il direttore chiamò un «patto». «L'aborto non è il divorzio -
    disse -. Perciò garantiremo la par condicio, pubblicheremo solo tre articoli
    a favore e tre contro la legge».

    Qualche giorno dopo, a esplicita richiesta del Corriere scrissi e inviai il
    mio articolo dove sostenevo la tesi (vera) che la legge non consentiva l'
    aborto in casi «estremi e particolari», ma nei primi tre mesi di gravidanza,
    sempre e a semplice richiesta della donna. Quell'articolo non è mai stato
    pubblicato. Il patto «tre contro tre» non fu rispettato: la proporzione fu
    100 contro 0. Alle mie, ripetute richieste di chiarimento alla fine fu
    risposto: «On. Casini, non insista. Non sia ingenuo. Qualcuno ha deciso».

    «Qualcuno» aveva deciso, anche a costo di sacrificare la verità e il
    pluralismo, che la legge era «buona».

    Ora, in una situazione opposta, qualcuno ha deciso che la legge 40/2004,
    quella sulla procreazione artificiale, è «atroce oscurantista,
    inapplicabile». Il volantino con cui il Partito Radicale caldeggia le
    sottoscrizioni per giungere ad un referendum abrogativo è pieno di
    forzature, omissioni, insincerità, strumentalizzazioni (Luca Coscioni ne è
    la prima vittima!).

    Ma ora cl si è messa anche la grande stampa.

    La decisione del giudici di Catania è logica e coerente. Diciamo una buona
    decisione. Ma deve apparire - per decisione di «qualcuno» - assurda e
    disumana. Certo: sarebbe assurdo e disumano legare una donna e inserire con
    la forza, in utero un embrione «malato». Ma dove sta scritto questo nella
    legge? Come si fa a sapere se un embrione di poche cellule è malato? Perché
    tacere sul fatto che per saperlo (tra l'altro senza la certezza assoluta e
    quindi con il rischio di sopprimere un figlio sano) si eliminano anche molti
    privi di anomalie o si producono in essi malformazioni con la stessa
    diagnosi pre-impianto? Non è «atroce» l'idea che per scoprire ed uccidere un
    figlio malato si è disposti ad eliminare non pochi altri figli anche se
    sani? Più ancora: non è atroce l'idea che eliminando i malati si guariscono
    le malattie?

    Chi è il «Qualcuno» che ha deciso e perché proprio ora? Qual è l'obiettivo
    pratico perseguito? Ho l'impressione che anche il caso giudiziario di
    Catania sia stato costruito ad arte nella speranza di portare le legge
    dinanzi alla Corte Costituzionale. L'insuccesso dell'operazione ha
    determinato tanto livore. Nel sottofondo c'è la raccolta di firme per il
    referendum radicale, che ha bisogno di essere pompata con elementi emotivi.
    Ma credo che l'«obiettivo pratico» più immediato sia anche il provvedimento
    con cui il Ministero della Sanità dovrà approvare entro il 10 giugno le
    «linee guida», cioè le regole applicative della L. 40/2004. «Qualcuno» vuole
    forzare i limiti della legge che il Ministro potrebbe correggere
    stravolgendone i contenuti. Bugie. Ma che importa? Sono utili. Ma chi è
    «Qualcuno»? A prescindere dai volti è evidente l'alleanza che si è
    determinata tra gli interessi economici e l'ideologia radicale. È
    comprensibile che i primi siano insofferenti di ogni limite e che per la
    seconda sia insopportabile che del figlio concepito si parli, appunto, come
    figlio, e non come di una cosa che può essere gettata via a piacere. Che la
    bugia radicale sia, alla fine, quella dominante sui media risulta evidente
    dallo stesso linguaggio usato: l'essere umano è divenuto prima pre-embrione,
    poi pre-zigote, poi «ovulo fecondato». Infine semplicemente «ovulo». È o non
    è una menzogna? A ben guardare è quella più estrema. Ma essa investe il
    punto decisivo, l'unico punto che conta. Essa investe il nostro unico
    argomento. L'uomo non è mai una cosa. L'uomo è sempre rivestito di una
    dignità così grande da non essere misurabile e perciò) fondamento del
    principio di non discriminazione. Se ci sarà un referendum su questo verterà
    il confronto. Una discussione che sull'aborto ha potuto essere evitata non
    potrà essere censurata. Solo «nostro unico argomento», il valore della vita
    di ogni essere appartenente al genere umano, può dissolvere le ombre della
    menzogna.

    (c) Avvenire, 3 giugno 2004

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  2. #2
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Predefinito Re: Fecondazione, bugie radicali (C. Casini)

    Bravo Carlo Casini!
    Noi dovremmo pregare tutti Dio affinchè ci conservi a lungo l'on. Casini ed il suo movimento per la vita, che ci aiuta a sconfiggere le menzogne sataniche dei radicali e dei loro complici (purtroppo non solo a sinistra ma anche a destra) che vorrebbero trasformare l'Italia in una nazione scristianizzata.

    AB INSIDIIS DIABOLI
    LIBERA NOS, DOMINE!

    UT INMICOS SANCTAE ECCLESIAE HUMILIARE DIGNERIS
    TE ROGAMUS, DOMINE!

  3. #3
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    Predefinito

    Non c'è da meravigliarsi dei radicali, il cui leader, Marco pannella, è notoriamente massone.
    Dai frutti si riconosce l'albero ... del male ovviamente

    Augustinus

  4. #4
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Predefinito

    Originally posted by Augustinus
    Non c'è da meravigliarsi dei radicali, il cui leader, Marco pannella, è notoriamente massone.
    Dai frutti si riconosce l'albero ... del male ovviamente

    Augustinus
    Quel che più sconcerta è che la giunta regionale della Lombardia, a causa di dissapori con la Lega, vorrebbe far entrare in maggioranza i radicali al posto dei leghisti.

    Questa è un'operazione da pazzi: mi piacerebbe sapere come faranno a convivere quelli dell'UDC o di AN con quelli che vogliono la droga libera, gli aborti a manetta o il preservativo nelle scuole....

    E' per questo che dico che ci vuole un partito cristiano...con la DC una manovra del genere non sarebbe passata.

  5. #5
    Iterum rudit leo
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    Predefinito

    Dopo il caso Catania: crudeltà o pretese?

    Marina Corradi
    (C) Avvenire, 3-6-2004

    Alza la voce il coro che grida «legge crudele», dopo il
    pronunciamento del tribunale di Catania il quale, in
    osservanza della nuova legge sulla procreazione
    assistita, ha rifiutato analisi pre-impianto e selezione
    degli embrioni sani a una coppia portatrice di
    talassemia.

    «Legge crudele», «Diritto a un figlio sano», «Non voglio
    un figlio che debba soffrire», hanno titolato i giornali,
    titoli facili, ad effetto - quale madre non desidera un
    figlio sano?

    Ma leggetevi la sentenza del giudice Felice Lima da
    Catania, e se andrete fino in fondo in buona fede vedrete
    che dietro tanta retorica c'è dell'altro, e che più
    crudele, in realtà, sarebbe lasciare fare quell'analisi,
    e selezionare sani e difettosi, e che non tutto è così
    semplice come gridano oggi certi signori e certe signore.

    Anche in Svizzera, per esempio, e in Austria, e, chissà
    come mai, in Germania, l'analisi pre-impianto degli
    embrioni è vietata.
    Hanno certi ricordi, da quelle parti.
    Tremano, solo a sentire echi di eugenetica.

    Già, perché, di fatto, la «legge crudele» cui si vorrebbe
    ovviare vieta che si possano prendere sei embrioni, per
    esempio, e stabilire che cinque sono portatori di quella
    certa malattia genetica, e uno solo ne è immune.
    I cinque vengono dunque eliminati, l'uno impiantato in
    utero.

    È quanto è accaduto, prima dell'entrata in vigore della
    legge 40, alla coppia di Catania, e al di là di ogni
    considerazione morale sembra non discutibile che questa
    non è tanto cura contro l'infertilità, ma un'altra cosa,
    è selezione del sano ai danni degli imperfetti, detta
    anche "eugenetica" - e non è cosa ammissibile in alcun
    modo dall'ordinamento giuridico italiano.

    Ma, grida la voce delle mamme sui giornali, il "diritto"
    a un figlio sano.

    Quale diritto, verrebbe a buon senso da replicare, quando
    basta un minuto di anossia durante il parto per mandare
    all'aria tutti gli screening e le ecografie delle nostre
    gravidanze ansiosamente analizzate e scrutate.

    Quale diritto, se le malattie genetiche sono 10mila, e
    quelle riconoscibili così poche.
    E invece addirittura nel ricorso siciliano si vanta un
    «interesse costituzionalmente garantito e vincolante del
    nascituro a nascere sano».

    Il giudice Lima ribatte: ma questo interesse andrebbe
    tutelato non facendo nascere il nascituro?
    O si difende, invece, «un preteso diritto dei genitori a
    avere solo figli sani, a qualunque costo, diritto che la
    nostra Costituzione non riconosce loro?».
    La Costituzione, anzi, riflette il giudice, «non prevede
    neppure un diritto assoluto alla salute di ciascuno:
    quella salute non può essere perseguita, per esempio, in
    danno della salute altrui».

    E a noi vengono in mente tutti quei "nulla", quelli che
    i giornali hanno - certo per sbaglio - chiamato «ovuli»
    anziché embrioni; quelli che, se cambiasse questa «legge
    crudele», verrebbero sacrificati al mito del figlio sano.
    Non solo talassemici.

    Dalla London Metropolitan University di Londra viene la
    denuncia che nel 2002 sono stati abortiti sei bambini
    affetti da labbro leporino, e cinque per deformità ai piedi.
    Malformazioni perfettamente rimediabili.
    Ecografati, individuati, soppressi.

    Diritto al figlio sano, come a un televisore senza difetti.

    Il giudice Lima: «Non si difende in realtà alcun figlio, ma
    la propria volontà di averne uno conforme ai propri
    desideri, sacrificando a questo obiettivo, per tentativi
    successivi, tutti i figli difformi che venissero nel
    frattempo».

 

 

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