Da un gruppo di antagonisti cori offensivi contro le vittime
italiane in Iraq. Angius: "Gente che col pacifismo non c'entra"
Polemiche per slogan su Nassiriya
Ds: "Infame". Strada: "Un errore"
Il centrodestra: "Spettacolo indegno, offesa per l'Italia"
Bernocchi (Cobas): "Le nostre truppe devono ritirarsi"
ROMA - "Dieci, cento, mille Nassiriya". E' questo uno dei più pesanti degli slogan gridati verso le forze dell'ordine da un gruppo di antagonisti, una delle ali più dure del movimento che stamane ha sfilato nel corteo dei Cobas (un centinaio di persone) dal quartiere Testaccio di Roma fino a piazza Venezia. Uno dei più pesanti, ma non l'unico che ha fatto un macabro riferimento alle vittime italiane di Nassiriya. Proprio a piazza Venezia si sono alzati altri cori rivolti ai militari dell'Arma schierati in assetto antisommossa: "Tornate a Nassiriya e restateci", e ancora "Assassini, assassini. Buffoni, buffoni".
Non sono mancati momenti di tensione in questa circostanza, proprio ai piedi dell'Altare della Patria,dove alcuni manifestanti a volto coperto hanno scritto con una bomboletta spray nera su un muro laterale dell'Altare della Patria, proprio all'inizio di via dei Fori Imperiali, "Assassini" con accanto la A di anarchia. I responsabili dell'ordine pubblico hanno dovuto faticare per riportare la calma ed evitare contatti tra alcuni militari e un gruppetto di manifestanti.
"Una manifestazione disgustosa di cinismo e di idiozia", la definisce il presidente ds Massimo D'Alema. Slogan "infami" per il capogruppo della Quercia, Gavino Angius, che ha duramente condannato quei manifestanti che ha definito "niente affatto dei pacifisti: con il pacifismo non hanno nulla a che fare". Per Angius "solo provocatori prezzolati di professione e di lungo corso possono tirar fuori dal loro armamentario un così lugubre e infame slogan contro le nostre forze armate e contro le nostre forze di Polizia. Qui non c'entra nulla la libertà di manifestare la propria opinione contro la guerra. Al contrario, è evidente che si vuole prendere a pretesto questa giornata per mettere in atto un qualche oscuro disegno".
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Durissimo anche Sandro Battisti, senatore della Margherita, che si augura "che i Cobas si vergognino per quello slogan infame". "Sono frasi che rischiano di gettare un'ombra su tutti quelli che invece intendono manifestare dissenso in modo civile e pacifico. Spero solo che si vergognino".
"Questi individui, gruppi, organizzazioni, sono estranei al movimento per la pace perché inneggiano, o peggio praticano, la violenza" secondo Gino Strada, fondatore di Emergency. "Guerra, terrorismo e violenza sono una cosa sola - prosegue Strada - chi compie questi gesti danneggia e diffama consapevolmente chi crede nella pace, concentrando l'attenzione sui cassonetti o su slogan idioti e vergognosi anzichè sul contenuto della guerra e dell'opposizione alla guerra".
"Uno spettacolo indegno, particolarmente indegno questo slogan lanciato dai Cobas, una cosa che offende tutto il popolo italiano". Così il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno. "Mi auguro che tutte le forze politiche - ha proseguito - vogliano isolare questi soggetti, che stanno cercando di speculare su due drammi: il dramma del popolo iracheno e la sofferenza delle famiglie colpite dalle morti di Nassiriya o degli ostaggi".
"Uno slogan infame. Sono certo che tutta la politica italiana lo respingerà con lo stesso sdegno" commenta il segretario dell'Udc Marco Follini aggiungendo che "con i partiti dell'opposizione su tante cose abbiamo posizioni diverse, ma sul ripudio di queste parole incivili la pensiamo allo stesso modo".
Per il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani "lo pseudopacifismo della sinistra estrema ancora una volta offende i nostri eroi, i nostri militari in missione di pace e i tutori dell'ordine. E' in atto un evidente tentativo di creare provocazioni".
Alla richiesta di dissociarsi dagli slogan, il leader dei Cobas Piero Bernocchi ha risposto: "La posizione dei Cobas è che non vi sia nessun'altra Nassiriya, nel senso che le truppe devono ritirarsi e non vi siano più morti, sopratutto tra gli iracheni. Se non sarà così - ha aggiunto - ce ne saranno altri di morti e non potremo pretendere dalla gente solidarietà nei confronti dei nostri morti, perché i morti iracheni sono 10 volte di più".
Il leader dei Cobas ha poi sottolineato: "Non c' è alcuno striscione contro Nassiriya e se qualcuno ha gridato quello slogan, non sono stato io. Capisco però il senso, che vuole essere un sostegno, seppur discutibile, alla resistenza irachena. Credo - ha aggiunto - che sia un modo molto crudo di sbattere in faccia a quegli italiani che pensano che la nostra sia una missione di pace che noi invece siamo truppe occupanti. Tra l'altro - ha concluso - anche Bush ha detto che c'è una resistenza legittima".
(4 giugno 2004)




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