I candidati a palazzo Muzio Parla l'avvocato Giuseppe Romualdi, candidato della lista Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini «Più trasparenza e meno costi inutili» Contrario al federalismo perché è convinto sia «il cancro della corruzione»

All'inizio sembrava che la sua candidatura potesse coronare la riconciliazione di tutti i simboli della destra locale. Poi però gli accordi sono naufragati sino a quando non si è fatta avanti la lista di Alessandra Mussolini che per le europee ha voluto la presenza di Forza Nuova e Fronte Sociale nazionale. Così, l'instancabile Giuseppe Romualdi - Pino per tutti, avvocato penalista assai noto a Sondrio - si è di nuovo gettato nella mischia dopo la prima galvanizzante esperienza sondriese che lo ha visto in prima linea anche sulle cronache nazionali, in virtù di quel 4% di voti ottenuti personalmente alle comunali del capoluogo che è diventato un vanto per tutto il partito nazionale. Romualdi, dunque si getta nella mischia, con il solito piglio deciso e con i suoi tipici modi estremamente sintetici, tanto per usare un eufemismo. Un'altra sfida avvocato, allora. Dopo palazzo Pretorio, Palazzo Muzio? «Una sfida che accetto ben volentieri perché mi sono messo in mente di alleggerire gli enti locali che sono una grande fonte di corruzione come dice il Procuratore Generale della Corte dei conti: «La corruzione dilaga negli enti locali». Avvocato, cominciamo bene, qui ci scappa una querela... Non per noi due , la fonte l'ho citata e guardi qui - dice mostrandomi la pagina de Il Messaggero da cui è tratta l'affermazione - l'ho pure fotocopiata». Nove pretendenti e 15 liste. Siete in tanti nell'arena... «Siamo noi contro tutti gli altri. E' la logica dei "ludi cartacei", è la fiera delle vanità. Basta leggere i loro programmi e capisci che sono in gran parte delle fotocopie con il frontespizio diverso». Chi teme di più dei suoi avversari? «Nessuno, perché siamo di razza completamente diversa, con ideali e valori completamente diversi. E ne andiamo fieri». Stimolato da questa corsa affollata? «Più che altro curioso di vedere il risultato. Per quanto ci riguarda non abbiamo paura di essere confusi con le altre liste, più o meno tutte uguali, di stampo democristiano: a destra e a sinistra...A me chiedono i santini per votare, perché non siamo conosciuti e non vogliono sbagliarsi a crociare il simbolo di Alleanza nazionale. E io rispondo. "Basta la parola, vota Mussolini». Cosa pensa degli ultimi cinque anni del governo Tarabini? «Mi pare che abbia continuato sulla linea di Dioli. Quella dell'immobilità». Dovesse essere eletto quali i punti su cui farete leva? «Quando parlo di alleggerire la Provincia intendo anche alleggerire i costi affinché l'ente pubblico pesi il meno possibile sui cittadini. Ma credo che il requisito di cui gli enti hanno maggior bisogno sia la trasparenza delle procedure di affidamento degli appalti e di assunzione del personale...Purtroppo ritengo che il tanto decantato federalismo altro non sia che una metastasi del cancro della corruzione». Tutti parlano della questione acque. Al riguardo lei cosa ne pensa? «Tutti gli altri parlano di canoni e sovraccanoni ma il problema non è quello, ma della carenza di acqua. Carenza che già si è manifestata in diversi comuni che hanno dovuto ridurre l'erogazione della stessa. L'acqua è il petrolio del 21 esimo secolo e se non si prendono provvedimenti per conservarla, tra dieci anni l'Italia soffrirà la sete... Questo è il vero problema, non quello di fare quattrini con i canoni per poi spartirseli per sovvenzionare a pioggia iniziative spesso inutili dove si disperdono i miliardi di vecchie lire che derivano dalle nostre acque. Per fare l'esattore non c'è bisogno del Bim e nemmeno di mantenere in vita un simile carrozzone!». Altre iniziative che vorrebbe prendere se eletto? «Promuoverei l'uguaglianza e l'avanzamento delle donne che sono di fatto - anche se in modo subdolo - ancora oggi discriminate: basta vedere la composizione delle liste e la partecipazione ai dibattiti televisivi. Le donne sono il futuro della nazione, visto come si comporta la maggioranza degli uomini. La seconda cosa che farei: sostituirei le porte di legno negli uffici con porte di vetro (tranne nei bagni, naturalmente)». Scusi, ma non voleva risparmiare sui costi degli enti pubblici? «La trasparenza innanzitutto». E sulla viabilità, cosa mi dice? «Mi batterei per una statale 38 a quattro corsie da Colico a Bormio, fermo restando che io vado in bicicletta, che siamo ecologisti e che siamo per disincentivare, dove è possibile, l'uso dell'auto in favore del trasporto pubblico. Altro tema di cui mi occuperei sarebbe quello delle scuole, non degli edifici scolastici, però, ma di un controllo capillare sull'andamento scolastico alla luce delle disfunzioni che sono emerse in questi giorni dovuti all'insuccesso scolastico: la scuola non deve permettere che si verifichino fenomeni di questo genere (dice riferendosi al suicidio della 14 enne di Teglio, ndr). Episodi che una volta non si verificavano per la diversa competenza e sensibilità degli operatori. La scuola, la famiglia, la comunità hanno abdicato alle loro fondamentali funzioni. E' ora che l'ente pubblico si faccia carico anche di questi problemi per ricostruire un tessuto sociale e culturale che eviti l'emarginazione e impedisca fatti del genere. Al momento, scuola famiglia e comunità possiamo dire che stanno fallendo su tutti i fronti». Senta, parliamo del ballottaggio. Se non dovesse andarci lei, per chi voterà e farà votare? «Visto che sono tutti uguali, valuteremo le offerte». Che fa avvocato, si fa corrompere? «Assolutamente no, gioco bene le mie carte e ho intenzione di farlo alla luce del sole, senza alcun sotterfugio». Antonia Marsetti

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