"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels
Antimodernismo, scienza e fase: non tutto quadra
di Piero Pagliani
Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza. La natura è la fonte dei valori d'uso (e in questi consiste la ricchezza effettiva!) altrettanto quanto il lavoro, che esso stesso, è soltanto la manifestazione di una forza naturale, la forza-lavoro umana.
Karl Marx, Critica al Programma di Gotha, parte I
Quello che noi chiamiamo terra è un elemento della natura inestricabilmente intrecciato con le istituzioni dell'uomo. Isolarlo e farne un mercato è stata forse la meno naturale di tutte le imprese dei nostri antenati.
Karl Polanyi, La grande trasformazione, cap. 15
Intellettualmente a disagio
Fin da giovanissimo ho iniziato a nutrire una vera passione per la scienza e per la tecnica.
Ero affamato di tutto ciò che spiegasse scoperte scientifiche, teorie, applicazioni. Mi divoravo ogni pubblicazione di divulgazione scientifica e,
benché non mi sembri di avere un particolare bernoccolo per la matematica (so riconoscere chi ce l'ha veramente), proprio questa passione mi aveva spinto a studiare l'algebra in prima media, così che risolvevo le equazioni numeriche
nei compiti in classe usando, ad esempio, lo sviluppo del binomio invece di fare inutili calcoli o, p i ù tardi, mi e r o inventato delle formule per calcolare i v o l umi dei solidi (scopr i i in seguito che e r a n o nient'altro che applicazioni del
me t o d o d'esaustione di Archimede). Mi divertivo così. Con il paradossale effetto di fare arrabbiare la mia professoressa di matematica che non me lo ha
mai perdonato e minacciava sempre di bocciarmi: non ero uno studente disciplinato e in più inventavo balle quando dicevo che quelle formule
di geometria non le avevo lette da nessuna parte ma me le ero inventate.
Grazie a lei il mio giudizio all'esame di Stato di Terza Media fu in sostanza: "Non adatto per studi fino all'Università: doti intellettive solo discrete".
Sapete: da certe batoste esistenziali bisogna pur cercare di risollevarsi in qualche modo, così ho accluso questo giudizio al primo articolo di Logica Matematica che ho pubblicato (negli Stati Uniti, ovviamente, perché in Italia
nessuno me lo "filava" - l'impero è sempre meno provinciale dei suoi domini periferici, altrimenti che impero è?!).
E la passione continua tuttora, e mi dedico a scrivere - sempre all'estero, perché così va la ricerca in Italia - articoli e libri dove applico l'algebra della logica a problemi di analisi dati e di pattern recognition, roba con cui si fanno
sistemi per la diagnostica computerizzata, tanto per dirne una.
Fine dell'autopromozione commerciale.
È stata un pò lunga ma era meglio che mettessi subito in chiaro che non ho mai avuto nessuna inclinazione antiscientifica, ma, semmai, un certo "fanatismo" per la scienza. Per soprammercato sono anche protestante (protestante,non "evangelical": spesso si fa un'indebita confusione,
specie in Italia, dove sui giornali il pastore è ancora chiamato "prete" e il culto
"messa") e quindi non ho nemmeno alcuna predisposizione all'antimodernismo cattolico(citarmi il processo a Galileo è, per l'appunto, come dirmi che la Terra gira intorno al Sole, una cosa così ovvia che non mi cambia la visione del mondo).
Rivista "Comunismo e Comunità" N. 2 Settembre 2008
Segue http://comunitarismo.it/Pagliani2.pdf




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