Il governo promette, a fini elettorali, però non mantiene. Tanto queste pecore sarde è facile prenderle per il culo....
L'Unione Sarda, venerdi 4 giugno 2004
La situazione
Rimangono in vigore il decreto Ronchi del 1998 e quello del ministro Bordon che successivamente lo aveva modificato in alcune parti
La sospensione dei vincoli previsti dal decreto Ronchi nell’area del parco del Gennargentu è un clamoroso bluff. I divieti sono tuttora in vigore mentre il ministro all’Ambiente Altero Matteoli si è limitato a proporre l’approvazione di un decreto presidenziale previo accordo con la Regione. Niente di più è accaduto dopo quella seduta di Consiglio dei Ministri del sette maggio.
A scoprire la clamorosa bufala sono stati i dirigenti del Movimento Sardo Pro Territorio, cioè i più irriducibili antiparco, che da ieri stanno tappezzando i muri dei paesi coinvolti nell’area protetta con un manifesto pieno di accuse contro i maggiori esponenti dei partiti di centrodestra al Governo e in Regione (ma il riferimento è limitato a Forza Italia e ad Alleanza Nazionale). «Altro che Bordon Ñ ha sbottato l’ex sindaco di Baunei Pasquale Zucca Ñ questi hanno approfittato della buona fede della gente magari per accaparrare qualche voto e invece hanno lasciato la situazione immutata, con tutti quegli assurdi vincoli al loro posto ad impedire qualsiasi ipotesi di sano sviluppo».
È bastato consultare il sito internet del Governo Berlusconi per capire che cosa era realmente accaduto: nella seduta del sette maggio il ministro Matteoli ha proposto «un decreto presidenziale che, partendo dalla ridefinizione del perimetro del parco nazionale del golfo di Orosei e del Gennargentu, effettuata d’intesa con la regione Sardegna, mira all’affermazione di una realtà naturalistica pienamente condivisa dalle collettività locali e non più interpretata come interdittiva alle attività economiche tradizionali». Tutto qui, le buone intenzioni non hanno avuto alcun seguito né è stato possibile trovare traccia del provvedimento di sospensione dei vincoli sul quale, un mese e mezzo fa, si è aperta in Regione una violenta polemica.
«I partiti e i maggiori esponenti del centrodestra di Cagliari e di Roma Ñ hanno scritto gli antiparco nel manifesto Ñ ci hanno tradito con cinque anni di promesse, elusioni ed inganni a danno delle popolazioni, dei Comuni e dell’Autonomia, in particolare non revocando il decreto del 1998 del verde Ronchi. Gli esponenti del centrodestra avevano assunto tali impegni nelle grandi manifestazioni popolari di Pratobello del 1998, di Sant’Efisio di Talana dell’anno successivo e di Villagrande e di Baunei. Le popolazioni per cinque anni sono state defraudate e scippate dei fondi, dirottati nelle aree forti dell’isola e sono rimaste gravate solo dai vincoli del parco e dei Sic (i siti di interesse comunitario) che hanno impedito l’attuazione dei piani e degli interventi di sviluppo. Il centralismo della destra e del ministro Matteoli si rivelano peggiori di quello della sinistra e dell’ex ministro Bordon, che con la sua bozza di intesa proponeva, viceversa, la libera adesione dei Comuni e delle popolazioni».
È da escludere che da qui alle elezioni il Governo riesca a deliberare sul parco del Gennargentu, perché non lo consentono i tempi tecnici. Quindi favorevoli e contrari all’istituzione della riserva naturalistica dovranno riprendere le posizioni precedenti alla boutade che improvvisamente aveva riacceso le polemiche sul parco che ormai vanno avanti da oltre trent’anni.
Angelo Altea




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