Da tempo penso, penso e vado scrivendo, che dal 1945 noi Italiani ed Europei siamo diventati una "colonia degli USA".

Finora con scarso successo. I più, infatti, visto e considerato che periodicamente si vota e che, votando, è possibile scegliere tra vari partiti, sono convinti di "vivere in un sistema democratico". Il che, formalmente, è vero. Se non fosse per il fatto che, nei tempi moderni, esistono potenti centrali di comunicazione che fanno "opinione pubblica". E, poiché creare e gestire simili centrali costa molti soldi, ne deriva che, a formare quella che si suole chiamare "opinione pubblica" sono coloro che possiedono…. i soldi. E i soldi, si sa, non amano le avventure ma il "quieto vivere". E, di conseguenza, amano schierarsi con coloro che detengono il potere.

Ci voleva Berlusconi per squarciare il velo. Il quale Berlusconi, trovatosi a fare il Presidente del Consiglio nel momento che Bush, Presidente degli USA, chiamava a raccolta i "fedeli sudditi" perché andassero a farsi ammazzare in Iraq al posto degli Americani, rispose: "Presente". Così come "Presente" aveva dichiarato D’Alema, quando gli USA decisero di intervenire nei Balcani a danno dei Serbi (cristiani ortodossi) e a beneficio degli Albanesi (mussulmani).

E questo malgrado l’opinione pubblica fosse, a larghissima maggioranza, contraria all’aggressione all’Iraq e all’invio di soldati italiani. In proposito si è avviata anzi una squallida pantomima con lo scopo di aggirare la Costituzione. Infatti l’articolo 11 della Costituzione recita: "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Ma, di questi tempi, è sufficiente che Bush dichiari che "vuole esportare la democrazia" e che Berlusconi dichiari di inviare dei soldati in "missione umanitaria" perché qualsiasi obiezione, anche di natura costituzionale, venga superata.

"Superata" oppure "aggirata"? Fate un po’ voi: sono necessari carri armati ed elicotteri da combattimento per una missione umanitaria? Ciampi, chiamato in causa, dice di "SI". E Ciampi è "uomo d’onore". Prova ne sia che si sta girando tutti i luoghi in cui c’è da commemorare "martiri partigiani" ma si guarda bene dal visitare quei luoghi in cui ci sarebbe da commemorare "martiri fascisti".

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Grazie a Berlusconi abbiamo finalmente capito di che natura è fatta la "democrazia" della "colonia Italia". Ma è Bush che squarcia gli ultimi veli. Era costume e consuetudine internazionale che, periodicamente, i rappresentanti di eserciti che si erano fatti la guerra si incontrassero nei vari cimiteri di guerra per onorare i caduti. E ripromettersi amicizia per il futuro. Di questi giorni Bush, che ha esplicitato che "missione dell’Impero del Bene è combattere contro il Male", viene in Italia e in Europa. Per rinnovare quella nobile tradizione? Nossignore: per commemorare i soldati americani che, in Italia e in Europa, sono morti per "esportare la democrazia". E, perché non ci siano dubbi in merito, ribadisce che anche in Iraq gli USA sono andati per "esportare la democrazia".

Passi per Bush. Ma io penso che Ciampi, Berlusconi, Pera, Casini e compagnia varia avrebbero dovuto sentire il dovere di dedicare un pensiero ai soldati italiani. Non lo hanno fatto. Ritenendo giusta la impostazione di Bush che, nella seconda guerra mondiale, ci fossero "soldati che combattevano per il Bene" e "soldati che combattevano per il Male". Una volta si diceva che "quando la Patria chiama….". Vuol dire che se questa "democrazia antifascista nata dalla resistenza" dovesse chiamare, è meglio rispondere con ….. un trattato di filosofia.

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Di questi tempi, del resto, maggioranza ed opposizione non si pongono il problema della "identità italiana" e della "identità europea". Il problema è essere (oppure non essere) "antiamericani". La qualcosa deve essere qualcosa di molto brutto, un delitto imperdonabile. Visto con quanta passione gli accusati negano di essere "antiamericani".

Pertanto il teatrino della politica italiana si divide nelle seguenti sottospecie zoologiche:

Quelli del centrodestra, memori di essere stati "patrioti" e "nazionali", dichiarano di stare "con Bush e con l’America". Si dicono anche "europeisti", purché si tratti di una Europa in buoni rapporti con gli Yankees. I più audaci (Berlusconi, Fini) vogliono includere in Europa la Turchia ed Israele. Solo che non chiariscono se vogliono staccare l’Europa dalla sua posizione geografica per portarla in Asia, oppure vogliono strappare all’Asia la Turchia e Israele per portare quei due paesi asiatici in Europa. I più razionali e i più spudorati (Bonino, Pannella) vorrebbero creare gli "Stati Uniti Democratici" che comprenda l’Europa, la Turchia ed Israele. La geografia? La storia? Le lingue? Le culture? Valgono zero, se c’è la democrazia. Costoro hanno partecipato a tutte le sfilate filoamericane e filosioniste. Pertanto non si può negare il loro attaccamento alla "Patria". Dovrebbero però chiarire se la capitale si trova a Washington oppure a Tel Aviv.
In posizione centrale stanno gli aderenti al "Partito della Mortadella". Costoro dichiarano di nutrire "amore sviscerato per gli USA" e di "essere grati di averli liberati dal nazifascismo". Lamentano però che gli USA hanno invaso l’Iraq senza il consenso dell’ONU. Ma chiariscono che, ove l’ONU consentisse, gli USA potrebbero spogliare l’Iraq delle sue ricchezze. Perfino ammazzare tutti gli Iracheni, se Kofi Annan li dichiarasse "terroristi". Oltretutto si potrebbe anche ricorrere alla esperienza di Sharon che dichiara "terroristi" tutti i Palestinesi che uccide. E la cosa non suscita eccessive rimostranze né negli USA, né in Europa né nel "Partito di Mortadella", troppo impegnato nella lotta contro l’antisemitismo che, come un cancro, alligna in Europa.
Infine c’è la sinistra "dura e pura". Si dichiarano anch’essi grati agli USA per "averli liberati dal nazifascismo". Ma sostengono che Bush è andato in Iraq per il petrolio, mascherando la rapina con nobili parole. Il che è un notevole passo in avanti. Solo c’è da chiedersi: gli USA sono diventati improvvisamente "imperialisti" e "rapinatori"? E cos’erano quando rubavano la terra ai Pellerossa, sterminandoli? Per risolvere il dilemma, la sinistra dovrebbe cominciare a riflettere. Solo che c’è di mezzo la "resistenza". E allora….. anche loro grazie agli USA che "ci hanno liberato dal nazifascismo".
Tutti in fila, tutti a ringraziare per "liberazione ricevuta". E non si avvedono di avere le catene alle caviglie.

Antonino Amato, 6 maggio 2004